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Categoria: SEO

Tutto sulla Search Engine Optimization: articoli, news, test, interventi e molto altro.

Una guida che vi porterà ad un aumento del traffico organico

Il posizionamento SEO su Google del vostro sito web o blog oggi è decisamente fondamentale.

Sebbene, infatti, ritengo che non sia l’unica strategia di marketing su cui fondare il proprio “impero”, al tempo stesso è innegabile che un buon posizionamento su Google aiuta ad essere più visibili per i potenziali clienti, e a migliorare, dunque, anche nel lungo periodo il proprio business.

Nelle prossime righe, dunque, ti spiegherò in maniera estremamente semplice come raggiungere questo risultato mettendo in pratica alcune operazioni, che raccomando di seguire anche sul mio blog Jfactor.

La maggior parte delle persone che vuole eseguire una ottimizzazione Seo per il proprio sito è scoraggiata dall’enorme mole di nozioni o di strategie da imparare.

Bene, non è questo il caso, perché vi mostrerò una scaletta che, seppur non potrà rappresentare una guida approfondita, metterà certamente ordine alle vostre idee riguardo i concetti da seguire e ai quali stare attenti.

Tre semplici step per il posizionamento SEO

La prima cosa che dovete sapere è che per posizionare un sito su Google bisogna sempre mettere in pratica tre semplici passaggi:

  • Scegliere le parole chiave più efficaci legate all’argomento del nostro sito o ai prodotti che vendiamo,
  • Eseguire una ottimizzazione seo on-site e on-page per far capire a Google che il nostro sito è di valore e che argomenti affronta,
  • Fare link building o link earning, ovvero ottenere link esterni da parte di altri blog o siti web.

 La scelta delle parole chiave per le quali essere in prima pagina su Google

Andiamo, dunque, ad analizzare come eseguire il primo passaggio.

Dobbiamo scegliere delle parole chiave che siano al tempo stesso abbastanza specifiche, e che abbiano una bassa competitività ma un buon numero di ricerche.

Queste saranno le parole chiave per cui cercheremo di arrivare in prima pagina su Google.

Cominciamo, dunque, con l’appuntare su un foglio 5 o 6 parole chiave che possono essere legate alla nostra attività.

Ti sconsiglio di scegliere parole chiave troppo generiche.

Per esempio, se hai un sito che si occupa della vendita di caffè, non ti conviene scegliere la parola chiave “caffè” perché la competitività è molto alta e sarà difficile riuscire ad arrivare in prima pagina. Ti converrà, invece, scegliere parole chiave specifiche e strettamente legate alla tua attività, come per esempio “vendita cialde caffè”.

Una volta stabilite queste prime 5 o 6 parole chiave, cercale su Google. In fondo alla pagina troverai le ricerche correlate. Confronta queste parole chiave con quelle che hai scelto e valutale, per avere nuove idee e spunti interessanti.

Come ti dicevo, è importante riuscire a scegliere parole chiave specifiche ma anche con un elevato numero di ricerche.

Per verificare questo aspetto ti basterà utilizzare il Keyword Planner offerto da Google. Inserisci in questo tool le parole chiave rilevate, così da avere nuove idee e capire quali hanno una buona percentuale di ricerca e quali, invece, no.

Se scegli, infatti, parole chiave con basso volume di ricerca, ti ritroverai ad avere un aumento di traffico veramente minimo.

Al contrario ti conviene scegliere poche parole chiave che, però, al tempo stesso hanno bassa competitività e una buona media di ricerche mensile.

Ottimizzazione Seo on-page: step di posizionamento fondamentale per apparire su Google

Bene, adesso che hai trovato le parole chiave più efficaci, possiamo passare alla parte più divertente: l’ottimizzazione seo on-page.

Ricorda che, per le parole chiave con bassa competitività, questa sola operazione può far arrivare il tuo sito internet in prima pagina!

Dunque, supponiamo di aver scelto la parola chiave “miglior hotel milano marittima”.

A questo punto dovremo ottimizzare i contenuti del nostro sito in relazione ad essa.

Crea un contenuto, quindi, all’interno del tuo sito. In questo caso potrebbe essere un sito vetrina di un hotel, ad esempio.

In caso di parole chiave informative potresti invece scrivere un articolo, mentre per parole chiave che hanno come intento di ricerca l’acquisto di un prodotto (es: “vendita anelli argento”), potresti creare come contenuto la pagina di un e-commerce in cui vendi il prodotto.

E’ fondamentale, insomma, offrire un contenuto che sia coerente con la ricerca, in modo tale da offrire al visitatore ciò che cerca.

Ricorda che il contenuto testuale di queste pagine deve contenere le parole chiave (senza esagerare!) ma che, al tempo stesso, i contenuti devono essere freschi, interessanti e piacere agli utenti.

Molte persone, infatti, credono che riempire una pagina di parole chiave possa migliorare il posizionamento su Google, al contrario così si rischia di indispettire l’utente e di essere penalizzati da Google.

Una volta inserito il contenuto dovrai inserire la parola chiave anche nel titolo e nel sottotitolo (che, tipicamente, sono h1 e h2).

Vale la stessa logica che ti ho esposto pocanzi: cerca di inserire la parola chiave sempre in maniera fluida e accattivante.

Un buon titolo, infatti, potrebbe essere la ragione per cui l’utente decide di cliccare sul tuo sito. Questo aumenta il CTR: la percentuale di utenti che una volta trovata la tua pagina tra i risultati di ricerca decidono di cliccarci sopra.

Anche le URL sono elementi fondamentali: cerca di avere url pulite e chiare, ad esempio se vendi macchine del caffè crea url del tipo nomesito.com/macchine-caffe.

Ricorda, infine, di ottimizzare anche le immagini, sia nominandole con la parola chiave (ad esempio macchina-caffè-economica-roma.jpeg), che inserendole nell’altg-tag.

I link: sempre importanti per il posizionamento su Google

Bene: passiamo ora alla terza fase, quella dedicata al link building. Questa parte del lavoro è molto importante, soprattutto se si ha a che fare con parole chiave con alta competitività.

Google, infatti, considera più autorevoli i siti che ricevono link da altri blog o siti internet. Quindi più un sito è linkato, migliore è la sua posizione su Google.

Ma come si fa a ottenerli?

Iniziamo col dire che non tutti i link hanno la stessa importanza. Se il New York Times linka al nostro sito, infatti, non avrà la stessa rilevanza di un blog amatoriale.

Bisogna, dunque, scegliere i siti linkanti con attenzione, cercando di ottenere collegamenti da portali autorevoli.

I link più semplici da ottenere (anche se di forza piuttosto limitata) sono le directory, da usare per iscrivervi il vostro sito.

Le directory sono siti che segnalano altri siti web, linkandolo.

Finita questa operazione avrai compiuto il primo passo per ottenere backlink. Ti ricordo, però, che è importante privilegiare le directory di qualità. Tale fonte non è molto forte per quanto riguarda il suo “potere di spinta”.

Tuttavia directory di nicchia, relative al settore del vostro sito, possono aiutare.

Ad esempio se avete un sito con argomento “dentista brescia”, iscrivervi a directory relative all’ortodonzia o alla città di Brescia aiuta certamente.

Più o meno lo stesso discorso può essere fatto per i siti di comunicati stampa, che permettono di pubblicare articoli su varie tematiche. Sfrutta questa opportunità e inserisci un articolo che parli di una tematica affine al tuo sito web, inserendo al suo interno uno o più link allo stesso.

Link certamente più potenti sono quelli provenienti da altri blog del tuo settore.

Contatta quindi blog che parlano di argomenti attinenti al tuo, cercando collaborazioni e l’opportunità di essere menzionato.

Quest’ultimo tipo di link è certamente molto efficace per quanto riguarda il posizionamento SEO su Google.

Un discorso a parte sono i link da blog comments e forum.

Pur non essendo direttamente influenti per il posizionamento danno l’opportunità di scrivere interventi e linkare al tuo sito web. Le persone che li leggeranno saranno incuriosite e potrebbero cliccare sullo stesso, aumentando, così, la tua visibilità e il traffico diretto.

Come detto quest’ultima strategia non migliora in maniera significativa il posizionamento su Google ma comunque è utile per aumentare il traffico entrante.

Ricorda, però, di scrivere nei forum sempre commenti appropriati riguardo l’argomento e di non spammare inutilmente, perché gli amministratori potrebbero decidere di bannarvi.

Bene, spero che questa mini guida possa aver fatto chiarezza riguardo le principali fasi di cui si compone il posizionamento SEO di un sito web.

In bocca al lupo con il vostro progetto online.

Pagerank

Pagerank, la fine di un mito

Il Pagerank ormai appartiene alla storia: tale dato non sarà più visibile tramite la famosa barretta verde di Google

Che cos’è il Pagerank?

Perché è stato rimosso ?

Le motivazioni che si trovano girando per il web sono tante e assurde, esempi: chi parla di un guasto che non è stato possibile riparare, chi invece di dato superfluo, in quanto qualificare il sito web mediante tale dato sembrava essere superficiale, ed anche chi parla di nuova era del SEO.

La mia modesta spiegazione è inceve che il Pagerank era ormai diventato facilmente manipolabile e Google stava spendendo più soldi per capire come riconoscere i contraffattori, piuttosto che investire in qualcosa che lo sostituisse, poi a un certo punto lo ha capito 🙂

Quella piccola barretta verde, che per tanto tempo aveva reso unico il web e soprattutto Google, non è più presente a partire dal 18 aprile 2016 circa.

Tale notizia non giunge come nuova alle orecchie di coloro che si occupano di posizionamento nei motori, anche se negli ultimi anni il pagerank era preso in considerazione solo da chi vendeva e comprava link: da diversi anni a questa parte, infatti, Google aveva pensato di rimuoverlo ma, fino ad ora, la decisione era stata rimandata di anno in anno.

Un saluto commosso al Pagerank 🙁

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seo per wordpress

SEO per WordPress by SeoTraining

Realizzare un sito in WordPress è oramai un gioco da ragazzi, il web e Youtube forniscono guide e consigli pratici per effettuare il tutto con mezza giornata.

Ma siamo sicuri che poi prevalga tra i risultati di ricerca?

SEO PER WORDPRESS è l’evento di formazione online offerto da SEO Training. In 6 ore potrai ascoltare vari argomenti per migliorare il tuo sito web, partendo dalla scelta del dominio fino ad arrivare all’ottimizzazione della velocità. Intanto, scopri chi sono i relatori dell’evento:

  • Adriano De Arcangelis, CEO DEA MArketing s.r.l.;
  • Flavio Mazzanti, CEO ExcogitoWeb;
  • Danilo Vaccalluzzo, CTO ExcogitoWeb;
  • Elisa Contessotto, DEA Marketing s.r.l.;
  • Amin El Fadil, Consulente SEO Freelance;
  • Luca Orlandini, Esperto di Landing page.

Quali sono gli argomenti che verranno analizzati?

1. La scelta del dominio e la configurazione di WordPress

Come dice Amin El Fadil, il primo relatore di SEO PER WORDPRESS, “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”. E bene si, anche la scelta del dominio e dell’hosting può fare la differenza. Non sei curioso di scoprire come fare il primo passo verso un progetto con i fiocchi?

2. Ottimizzare il blog per i motori di ricerca

Flavio Mazzanti analizzerà una lunga serie di accorgimenti che facilitano il posizionamento sui principali “Search Engines”.

3. La struttura del sito per agguantare gli obiettivi

Siamo arrivati al punto di avere un sito web in WordPress ottimizzato a dovere. Ma il traffico è l’unico risultato da raggiungere? Scopri insieme a Luca Orlandini come gestire al meglio il sito per agguantare i tuoi obiettivi.

4. Plugin per automatizzare la SEO.

Adriano De Arcangelis ti illustrerà quali sono i plugin fondamentali che possono darti una mano, laddove il caffè non potrà arrivare! Automatizzare alcuni processi – e farlo nel modo giusto – è fondamentale per il lavoro di un SEO.

5. Come si scrive in un sito web?

Ad un sito ottimizzato nel modo giusto corrispondono dei testi SEO-Friendly. Scopri come migliorare l’esperienza degli utenti e come scrivere sul web insieme a Elisa Contessotto.

6. Ottimizzare la velocità di un sito

Infine Danilo Vaccalluzzo ci spiegherà come ottimizzare e velocizzare il nostro sito web in wordpress.
Già alla fine? Purtroppo si, ma se vuoi puoi scoprire ulteriori informazioni, visita il sito di SEO TRAINING.

Psssss. Affrettati! C’è una grande offerta da cogliere al volo, valida fino al 4 Aprile 2016!

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Majestic, il noto tool SEO sempre più “universale”, ha recentemente annunciato tramite in un blog post l’imminente attivazione di una nuova funzionalità denominata Business Pages.

Dixon Jones, il direttore marketing di Majestic, ci fa sapere che il team di sviluppo ha quasi finito di ottimizzare una nuova sezione del portale che ospiterà una sorta di directory per professionisti.

A differenza di una normale directory, lo scopo di Business Pages non è quello di fare link building, tant’è che l’eventuale backlink è nofollow.

Lead generation mirata e gratuita

Grazie a questo nuovo contenitore, Majestic punta a trasformare il proprio ingente traffico in lead utili per gli utilizzatori del proprio tool.

La visibilità di Majestic.com è elevatissima sopratutto tra gli esperti in numerosi settori del Web Marketing, primo su tutti la SEO.

La visuale, in fase beta, di Business Pages dovrebbe essere simile a questo screenshot:

beta directory magestic

La “directory 2.0” di Majestic è riservata solo e unicamente a chi è iscritto alla piattaforma, in modo da limitare sensibilmente la presenza di spam.

Chiunque possiede un’account, infatti, può modificare il proprio profilo all’interno del pannello utente di Majestic, al fine di richiedere la revisione per l’inserimento in Business Pages.

L’ordinamento dei profili all’interno della directory seguirà l’ordine cronologico di inserimento: i primi che hanno creato il profilo verranno mostrati in cima, viceversa i più recenti finiranno a fondo pagina. Un buon motivo per chiedere subito l’inserimento!

Maurizio Ceravolo su Google Plus

Maurizio Ceravolo è una persona “NUOVA” e lo dico nel senso più vero e entusiasmante della parola.

Nuova come volto; come portatrice di notizie, novità, ma anche innovazione; come metodo; come logica; come etica; come SEO.

Proprio nel panorama SEO nazionale, Maurizio Ceravolo sta pian piano acquisendo sempre più consensi e non dipende solo dai risultati che ha finora ottenuto, ma anche dalla sua capacità di analisi, dal suo metodo, dalle persone che ha scelto per i suoi progetti e dalla passione che trasuda dal suo profilo di Google+.

Io conosco Maurizio solo superficialmente purtroppo e non ci siamo mai incontrati di persona (n.d. MAURIZIO: sicuramente capiterà l’occasione; IO: “Yeah!”), ma da tempo lo seguo con attenzione, in quanto la sua semplicità nel discutere argomenti tecnici, mi da sicurezza e allo stesso tempo stimola la mia creatività, rendendo flessibile un qualcosa che la mia mente troppo spesso ormai, legge come lo fa un motore di ricerca.

Il vantaggio di Maurizio è quello di aver saputo cogliere gli aspetti migliori dell’Ingegneria ( Maurizio è un Ingegnere Informatico ), trasformandoli in parole e atteggiamenti comprensibili, anche da chi è totalmente a digiuno di codice.

Tutto quello che so di lui prima di questa intervista, è quanto più o meno anticipato in queste poche righe.

Ma non mi basta, so che Maurizio diventerà presto un personaggio tra i più noti del panorama nazionale e non voglio farmi sfuggire l’occasione della sua disponibilità, per poter dire di essere stato uno dei primi a intervistarlo.

Ma iniziamo con l’intervista >>

MAURIZIO: Prima di partire con le risposte, ti vorrei ringraziare per le tue parole, veramente mi lusinghi immeritatamente.

E poi vorrei anche correggere un piccolo errore di fondo, che si sta propagando. 😀 Non sono un ingegnere informatico. Sono un ingegnere elettronico (anche se con orientamento informatico all’interno del percorso di studi). L’equivoco nasce dal mio profilo dove scrivo: ingegnere, informatico, programmatore, analista, SEO, appassionato di social media, blogger, imprenditore però c’è una virgola fra ingegnere ed informatico, e quella a molti sfugge 😀 (IO: A me causa vecchiaia è sfuggita :D)

1. Come e perchè nasce http://www.ideativi.it ?

Ideativi nasce ufficialmente nel 2011 anche se la sua gestazione è iniziata parecchi anni fa, fra il 2002 ed il 2003. In quel periodo la mia attività era principalmente di formatore ed in una delle società dove tenevo corsi conobbi come collega dell’aula accanto Alessandro Ceci .

Poco dopo la stessa società, mi chiese di affiancarlo nello sviluppo. Lui già da anni sviluppava software per i loro clienti ed aveva bisogno di una mano per gestire il carico di lavoro. Iniziammo a lavorare insieme e trovammo una intesa perfetta, che poco dopo abbiamo iniziato a sfruttare anche in progetti al di fuori della società dove ci siamo incontrati. Le nostre caratteristiche erano in parte simili, in parte complementari. Lui era più specializzato in software Windows, io ero più specializzato sul Web. Ci è sembrata subito una bella accoppiata.

Da quel momento siamo stati inseparabili, ogni progetto l’abbiamo realizzato insieme dividendo i guadagni, da bravi fratelli di latte di bit, indipendentemente da quanto ci lavorava effettivamente ciascuno. Tanto sapevamo che ognuno dei due avrebbe dato sempre il massimo. E la fiducia nell’altro, da allora, è sempre stata cieca.

Virtualmente ideativi, anche se ancora non lo sapevamo, è nata in quel periodo. Lavorando insieme come freelance, e portandoci dentro altri professionisti quando il progetto lo richiedeva, stringendo rapporti con collaboratori ed aziende, iniziando un lento processo di networking.

A fine 2010 un collega, con cui avevamo lavorato in alcuni progetti, si licenziò e ci propose di aprire una società.

Soprattutto io ero molto titubante a compiere il passo. Avevo sempre ripetuto che mai e poi mai avrei aperto una società, avendo avuto i genitori imprenditori da sempre. Sapevo che non era una vita facile.

Alla fine mi feci convincere e nacque ideativi, in casa di Alessandro, fra il malcontento dei cani che non dormivano più e i gatti sfrattati dalle poltrone preferite. Il nome, opera sua, si ispira a uno dei film must per ogni informatico che abbia vissuto gli ’80: TRON. Nel film i developer venivano definiti dai loro programmi i “creativi”. Ma non scrivendo solo codice si è cercata una crasi fra “idea” e “creativi”.

Il nostro obiettivo era, ed è ancora, quello di aiutare le imprese a migliorare i loro processi, e trovare tempo e risorse per sviluppare anche idee nostre.

Dopo meno di un anno il terzo socio ci lasciò. Troppo duro il passaggio da dipendente ad imprenditore. Con qualche difficoltà ci siamo rimodulati per passare da una guida a tre ad una a due, ma siamo tornati in equilibrio.

Ovviamente non è facile fare impresa, soprattutto onestamente e senza capitali, ma siamo fiduciosi per il futuro.

Inoltre c’è un precedente favorevole. C’è stata un’altra azienda che è nata in una casa con tre soci, che poco dopo sono rimasti due. Uno era un ingegnere elettronico, l’altro era vegetariano, malato per il design ed un gran scassaballe pignolo, come è Alessandro. Mi pare che avesse a che fare con delle mele. 😀

2. Ti senti più Comunicatore, Programmatore, SEO o altro..

Decisamente programmatore. Raramente ci sono giornate in cui non scrivo codice. Ho iniziato a programmare a 9 anni quando avevo a disposizione solo pochi k di memoria e penso che continuerò a scriverne anche dopo la pensione. Sono anche un po’ SEO, perché quando lavoriamo su web è fondamentale curare anche quell’aspetto. Sono un po’ tante altre cose, come Alessandro, visto che la gamma dei progetti su cui lavoriamo è abbastanza varia.

Però fra tutte queste cose, sinceramente, non mi sono mai visto come comunicatore. Un comunicatore è bravo a comunicare qualsiasi cosa. Nel caso mio se c’è qualcosa che non mi piace o non ne sono convinto, è la fine. Si vede. Traspare.

Considera che a scuola l’unico tema veramente superlativo che ho mai scritto è stato (obiettivamente un gran botta di culo) quello della maturità. Quell’anno usci un tema dal titolo: La fantascienza nella letteratura, nel cinema e nella televisione. L’interesse per l’immaginario fantascientifico è solo ricerca di svago? O vuol dire invece che l’uomo non può appagarsi di una realtà sperimentabile e verificabile?

Da malato di fantascienza mi hanno servito il tema su un piatto d’argento. 😀 Ma fu solo quella volta.

3. L’ordine e l’entità dei profili della domanda precedente non è casuale. Questo è quello che arriva a me. Ti vedo un grande comunicatore, poi tutto il resto. Cosa ne pensi?

Come detto sopra non riesco a vedermi come comunicatore. Magari come blogger si. Che si diverte a raccontare gli esperimenti che fa e a confrontarsi con le idee degli altri.

Postare su Google+, obiettivamente serve in prima persona a me. Mi dà lo spunto di avere confronti molteplici con idee di tanti altri. Quello che prima era limitato unicamente alle mie chiacchierate con Alessandro, adesso non ha limiti. E mi ha fatto crescere molto professionalmente. Quello che leggo ogni giorno dalle mie cerchie, ha ampliato notevolmente le mie vedute.

4. Il Festival del web marketing ti ha visto protagonista di uno degli interventi più interessanti della giornata. Pensi di aver dato tutto? C’è qualcosa che vorresti aggiungere oggi a freddo? E’ stato come te lo aspettavi?

Al Festival del Web Marketing ero la matricola. È stata la mia prima volta ad un evento del genere. Ed ero emozionato. Ma è stato come mi aspettavo. Un bell’evento. Sessioni interessanti. Tante belle teste con cui confrontarsi.

Quanto a me, ho dato tutto quello che potevo per il tempo a disposizione. Ma obiettivamente se mi avessero dato due ore invece di 30 minuti, le avrei riempite senza problemi. Ci sono tanti dati, tante cose, che non ho potuto nemmeno accennare. Però mi rifarò fra qualche mese. Sto allargando il campione di analisi e fra qualche mese farò uscire uno dei miei post da mille mila parole con tanti dati, tanti grafici e le tante cose di cui non ho fatto in tempo a parlare.

5. Avevi mai partecipato come relatore ad altri eventi, anche se in settori diversi?

Solo un’altra volta avevo tenuto una relazione in pubblico. Ma è stato più di 10 anni fa, ad un evento Macromedia, con una platea decisamente ridotta. Non c’era paragone.

6. Sei un Ingegnere e quindi probabilmente hai una grande capacità di pianificazione oltre che di problem solving. C’è qualcosa che hai progettato tempo fa e che ancora non è successo? So che se è così non ci darai anticipazioni, ma.. dobbiamo aspettarci qualcosa che non ci hai ancora detto? Insomma, cosa bolle in pentola?

Il problem solving sicuramente è qualcosa che mi è congeniale. Mi sono iscritto ad ingegneria dopo che rimasi fulminato ad un conferenza, dove il relatore disse che un ingegnere è una persona che risolve problemi complessi.

Però la pianificazione è una cosa che lascio ad Alessandro. È più bravo di me in questo, lascio fare a lui. E poi non è una cosa che mi piace molto. In questi casi mi fingo morto come gli opossum e le scarico su di lui. 😀

Progetti nel cassetto ne abbiamo molti. In fondo siamo ideativi, le idee non ci mancano.

Semmai quello che ci manca è il tempo. Non ci piace dire di no ai clienti, ed allo stesso tempo cerchiamo di mantenere una dimensione commisurata alle capacità economiche: non arruoliamo nuove leve in ideativi se non abbiamo certezza assoluta di poter fornire le giuste garanzie. In tanti anni ne abbiamo passate tante come freelance: quello che non volevamo per noi, cerchiamo eticamente di non farlo ora noi ad altri. E quindi rimangono indietro le cose nostre…

Oggi (nel momento in cui scrivo, questa frase) ho pubblicato la prima puntata di una ricerca sulle aziende turistiche italiane (nel cui post ho avuto anche un bello scambio con te) che è  l’analisi di un sottoinsieme del database di 3 milioni di aziende italiane che abbiamo costruito negli anni per qualcuna delle nostre idee future.

Ma ci sono anche diverse altre cose. Ad esempio stiamo valutando di costruire un tool web per permettere a tutti di fare analisi simili a quella che ho presentato al Web Reevolution.

Ovvero scaricando i dati di tutte le condivisioni delle pagine di un sito su Google+, più le metriche estratte dai social button dei vari social network.

Ma non solo, abbiamo il nostro CMS, il nostro e-Commerce, il nostro gestionale per attività commerciale multi-negozio (e questi tre ci piacerebbe integrarli in un unico prodotto), il nostro sistema di gestione di call center, il nostro risponditore telefonico, più tutta una serie di cose, nate da richieste di clienti che poi cerchiamo di generalizzare per poi riutilizzarle in altri contesti.

Però c’è un problema. Mi ricollego al tuo articolo http://www.espertoseo.it/salviamolepmi/ che ho apprezzato molto, in cui scrivi non tutti si possono permettere di avere come sede legale un paradiso fiscale.

Ecco molte delle cose extra-clienti che facciamo, nascono come in Google, nel 20% del tempo dedicato ai progetti personali. Con una sola differenza. Dato che ideativi NON ha la sede in un paradiso fiscale come Google. Il 20% del tempo, non lo prendiamo dal tempo lavorativo, ma dal nostro tempo libero. Il 100% del tempo per adesso va ai clienti e quindi si allunga il tempo di cottura per quello che mettiamo a bollire in pentola.

7. SEO Sarcazzo. Perchè Altavilla e Mosna? Come è iniziato? Come sta andando? Cosa sarà? Non ci credo che non hai già visto fin dove può arrivare questo interessante connubio..

Forse non mi crederai, ma è una cosa molto naif. E non ha uno scopo di business. Altavilla e Mosna sono due delle molte persone con cui mi piace scambiare idee su Google+. Sono entrambi grandissimi professionisti, oltre che belle persone. Ed ognuno di noi, anche se con la SEO a fattor comune, ha le sue peculiarità.

La cosa è iniziata molto causalmente. Sono diventato amico con entrambi. Ed Enrico Altavilla ogni tanto, in orari randomici del giorno o della notte, ci chiamava in chat o in hangout esordendo con Sarcazzo? Da lì partivano delle chiacchierate che erano essenzialmente cazzeggio tecnico, però sia divertenti che interessanti. Molte delle cose che ho pubblicato nell’ultimo anno sono venute da idee nate durante queste chiacchierate.

Poi qualche mese fa, Enrico ci detto “e se le mandassimo in diretta?”. Io sinceramente ero un po’ titubante, il mio primo pensiero è stato “ma chi vuoi che ci stia a sentire per un’ora?”, ma comunque ho detto sì, perché sapevo che mi sarei divertito.

Mi sbagliavo, pare che piaccia. (IO: Altrochè :D)

Dove stia andando e cosa sarà non ne ho idea. Il principio di base è che ci dobbiamo divertire e che lo facciamo solo quando abbiamo tempo ed abbiamo soprattutto qualcosa da raccontarci e da raccontare. Non c’è nulla di preparato, se non 5 minuti per scegliere di cosa parlare.

8. Nasci come programmatore, ma oggi parli molto di SEO e di Google+. Riesci a scindere i due mondi, o sei riuscito a trovare una ricetta per fonderli? Nel tuo sito aziendale ho visto lavori per grandi realtà, che immagino siano rivolti a sviluppo software, applicazioni e soluzioni informatiche. Si distinguono anche lavori in termini SEO più puro o semplice consulenza, ma è questa la direzione? Sarai sempre più SEO e meno sviluppatore o diciamo che dipende dalla domanda del mercato?

Programmazione, SEO, Google+. Si direi che sono riuscito a fonderli nel mio quotidiano.

Bene o male in ogni cosa che pubblico strizzo l’occhio a queste tre cose. Non sta a me dire se sono riuscito a farlo bene o male.

Però mi trovo abbastanza a mio agio con queste tre cose.

Anche se come hai notato parlo poco di programmazione. Non perché la cosa non mi interessi, ma perché se mi metto a parlare delle tecniche con cui si ottimizza una stored procedure, avrei poco seguito. Chi si dedica allo sviluppo come facciamo in ideativi è poco social. I programmatori che stanno su G+ per la maggior parte sono customizzatori di prodotti open source.

Come hai notato dal nostro sito, il nostro core è lo sviluppo, anzi a dire la verità, sul sito per adesso non proponiamo servizi meno core, come la SEO o la progettazione di cluster di server ad alta affidabilità. Dato che queste cose ricadono su singole persone, per adesso non le pubblicizziamo troppo ma le facciamo quando servono nei progetti.

Nel caso particolare della SEO, per adesso me ne occupo solo io, ma a parte un solo caso fino ad adesso, è sempre stato all’interno di progetti di sviluppo decisamente più ampi.

SEO o sviluppatore lo deciderà il mercato. Anche se per adesso e per il prossimo futuro, so già che sarò più sbilanciato lato sviluppatore e neanche soltanto web.

9. La tua capacità di analisi e di calcolo, espressa in più circostanze, non ultima il report su nomi e cognomi di G+, ti avrà in qualche modo fornito gli strumenti per poter dire anche a naso se ci sono margini di salvezza per le imprese italiane e se queste possono contare su professionisti come te. Non è una provocazione, ma alla società di meccanica del Frosinate che sta per chiudere, che cosa dice Maurizio Ceravolo? Al Festival, si è parlato anche di applicazione di tecniche e segnali social per le PMI? O solo casi studio su grandi nomi? Le Fiere, i Festival, i Seminari, le Conferenze aumentano, ma le aziende chiudono, gli operai vanno in cassa integrazione e i giovani e non emigrano. Gli stranieri non vengono più in vacanza in Italia e i centri storici delle città, mostrano statue antiche agli stormi migratori. La politica non ci interessa, vogliamo sapere cosa può fare Maurizio e altri consulenti, per fare davvero qualcosa per la nostra economia.

Questa è sicuramente la mia domanda preferita fra quelle che mi hai posto. Da fervente nazionalista non posso che apprezzare.

Come ho apprezzato il tuo post degli scorsi giorni sul #salviamolepmi.

Siamo la prima generazione che se la passa peggio dei propri padri, ed è obiettivamente una sofferenza vedere l’Italia, un paese bellissimo, così disastrato. Però sono fiducioso che le cose possano migliorare. Non sarà di certo facile. Ci vorrà parecchio tempo. Ma sento che è possibile.

Per provare ad aiutare la società di meccanica del Frosinate, dovrei prima capire come lavorano, vedere quali siano i suoi problemi, qual è il mercato all’interno di cui si muove.

Ovviamente non posso fare miracoli. Potrebbe muoversi all’interno di un mercato che è di per sé spacciato, perché verrà spazzato via da una nuova tecnologia. Pensiamo ai giornali di carta o, per rimanere nell’ambito meccanico, al carburatore.

Oppure potrebbe anche essere che io non sia la persona più adatta per risolvere i suoi problemi. In quel caso il mio aiutarla, potrebbe essere indirizzarla verso un’altra azienda, che reputo più adatta, come potrebbe essere Esperto SEO o tante altre a cui appartengono le persone con cui ho modo di interagire virtualmente o realmente.

Comunque, supponiamo che rientri nel mio campo di azione. Io penso che l’attività informatica, facendo un paragone calcistico, possa giocare in attacco o in difesa.

L’attacco è il web marketing, tutta l’attività promozionale, che può essere realizzata usando strumenti informatico. L’attacco è volto ad incrementare il fatturato.

La difesa invece sono tutti quegli strumenti che possono essere usati per aumentare la produttività delle persone e la diminuzione dei costi.

Ovviamente per mia inclinazione personale ingegneristica, tendo prima a pensare alla difesa. Ottimizzare i processi per fare di più, pagando di meno, con benefici immediati.

In tante aziende, anche grosse, non c’è una visione in questo senso. Molti processi sono governati da fax, telefonate, file excel scambiati per email. Questa è una grossa inefficienza.

Perché le persone sbagliano, si dimenticano, e così chi è alla guida non riesce ad avere una percezione di quello che sta succedendo sotto di lui.

Ti faccio qualche esempio pratico su cose realizzate in passato o pianificate e mai partite per problemi politici aziendali (anche questo succede, altri dipartimenti o i sindacati si possono opporre creando inerzia all’innovazione).

Se un’azienda ha persone che stanno continuamente in giro, si possono ottimizzare i loro percorsi. Potrebbe essere la linea di vendita che deve visitare periodicamente i clienti oppure potrebbero essere i furgoni che devono consegnare la merce. È il problema del commesso viaggiatore (http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_del_commesso_viaggiatore). Un sistema informatico può suggerire i percorsi più veloci per fare tutto il giro in meno tempo. E massimizzare la produttività.

In un call center che chiamava per proporre l’acquisto di un adsl, molte telefonate andavano a vuoto. Realizzammo un sistema di validazione delle liste di chiamata, interrogando con i numeri di telefono, i servizi di copertura adsl dei principali operatori. Da qui potevamo scoprire se c’era copertura adsl, ma anche se il numero risultava già coperto dal servizio.

Dopo la validazione si potevano chiamare solo i numeri che erano in target, escludendo quelli che sarebbero andati sicuramente a vuoto.

Una reportistica complessa può aiutare le decisioni del management. Immagina di avere i dati di vendita comune per comune, su un lungo file excel. Sono di difficile consultazione.

Riportati su mappa geografica con gradienti di colori è possibile, ad un colpo d’occhio, notare quali zone o aggregati di comuni stanno sottoperformando e quindi prendere subito decisioni per gestire il problema.

Un sistema informatico che segue tutte le fasi del processo di produzione, permette di verificare in tempo reale, dove ci sono intoppi, senza doversi accorgere a fine giornata dalla conta dei prodotti e poter intervenire solo ore dopo.

In un magazzino, un palmare industriale, dotato di lettore di codici a barre, può permettere di velocizzare la mobilizzazione dei prodotti, senza dove costringere gli operatori a portarsi dietro fogli di carta, o dover consultare di continuo i terminali.

Un risponditore telefonico può permettere di acquisire dati veloci dalle persone sul campo, senza dover distribuire smartphone e connessioni telefoniche.

Potrei andare avanti a lungo, però penso che il concetto di fondo sia chiaro. C’è la possibilità per migliorare e facilitare il lavoro delle persone.

Ovviamente c’è il bisogno di un po’ di investimento (anche perché le società informatiche non sono onlus) e di un cambiamento culturale nella testa delle persone che hanno una certa ritrosia ai cambiamenti. Ad esempio, assistendo tanti anni fa a corsi di MS Word in alcuni uffici ministeriali, vedevo che le persone avevano l’abitudine a centrare i testi a colpi di space, come facevano sulle vecchie macchina da scrivere. Quanto tempo faceva perdere un’operazione del genere, con risultati anche di centrature non perfette?

Estendi questo esempio, che fa sorridere, a processi decisamente più complessi e vedrai quanto margine di ottimizzazione nei costi ci sono nelle pmi.

Per quanto riguarda l’attacco, non faccio esempi, perché i lettori di EspertoSEO sapranno già di cosa parliamo. 😀

10. E ora rilassati pure.. di quello che ti senti adesso, dopo che l’intervista è finita, ora che
lascerai questa pagina per dedicarti al tuo prossimo impegno. E mi raccomando, ricordati
che non finisce qui!

OK siamo al momento Marzullo. Si faccia una domanda e si dia una risposta. 😀

Però più che questo, vorrei fare una considerazione seguendo il flusso delle domande che mi hai posto. Vorrei suggerire a chi vuole fare questo lavoro, di fare networking, di creare collaborazioni, di non chiudersi nel proprio giardinetto.

Malgrado EspertoSEO ed ideativi abbiano core business diversi, ci può essere una certa sovrapposizione e teoricamente si potrebbero trovare come concorrenti all’interno di qualche progetto. Eppure EspertoSEO non ha avuto alcuna remora a chiedere ad un possibile competitor di raccontarsi sul proprio sito, né io, come voce di ideativi, in questo momento, in nessun momento ho pensato al mio intervistatore, Emanuele Tolomei, come di un concorrente, a cui non devo scoprire il fianco. Non lo vedo altro che un collega, dal quale si può imparare qualcosa.

In tutti questi anni, posso dire di aver avuto solo vantaggi da queste situazioni. Anni fa, quando ho iniziato a collaborare con Alessandro, ho portato in dote i miei clienti e tutto quello che avevo realizzato, come ha fatto lui con me. Nel primo anno di collaborazione con lui, ho raddoppiato il MIO fatturato personale. Scambio di idee, valorizzazione delle proprie pecularità, e l’avvantaggiarsi dei punti di forza dei compagni di avventura, porta un valore aggiunto immenso.

Allo stesso modo da quando sono entrato per la prima volta in Google+, ho avuto modo di ampliare moltissimo i miei orizzonti, ed imparare tantissime cose da tutti i colleghi che lì ho conosciuto. In tutte le cose che ho prodotto negli ultimi due anni, c’è la contaminazione delle loro idee, e diverse cose non sarebbero mai nate senza quei confronti.

Magari posso aver perso qualche prospect, che ha preferito qualche collega da me citato nei miei post o nei miei articoli di questo periodo. Ma so già che questa possibile perdita è inferiore e di molto, a quello che ho ricevuto in termini di know-how, consigli e collaborazioni che ho costruito.

Se vuoi diventare un giocatore di Serie A devi per forza confrontarti con giocatori di Serie A, altrimenti non uscirai mai dalle partitelle all’oratorio.

A questo proposito ci tengo a ringraziare il giocatore di Serie A, Emanuele Tolomei, per avermi dato la possibilità nelle sue pagine, di raccontare la storia di ideativi e del percorso professionale mio e di Alessandro, come in effetti non avevo mai fatto.

Ed una ultima nota di sincero apprezzamento personale mia e so anche di Alessandro per l’attività no-profit di Esperto SEO, in particolare questa http://www.espertoseo.it/iniziative-benefiche-e-no-profit/canile-rifugio-di-monte-argento/

Da animalisti non possiamo che apprezzare, in particolar modo Alessandro ed i 10 trovatelli con cui condivide la sua vita.

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Matt Cutts

Il responsabile dello spam del colosso di Mountain View, Matt Cutts, ha annunciato nel suo On Leave di prendersi una pausa da Google. Una decisione che subito ha fatto il giro del web, lasciando l’amaro in bocca a molti appassionati degli algoritmi del più celebre motore di ricerca.

In un breve messaggio/intervista, Matt Cutts, annuncia così la sua decisione di prendere un congedo di qualche mese (forse fino ad ottobre): “dopo quasi 15 anni mi piacerebbe dedicarmi a mia moglie ed essere presente per lei. Stiamo andando a prendere una pausa per un paio di mesi. Il mio congedo inizia la prossima settimana. Attualmente ho in programma di andare via fino ad ottobre. Grazie a tutta la squadra di ingegneri e combattenti spam, il team webspam è in mani sicure. Scherzi a parte, sono molto più bravi a combattere lo spam di me, quindi non preoccupatevi su questo”.

Ragioni dunque apparentemente familiari, quelle che hanno spinto il responsabile spam di Google di abbandonare la direzione del centro antispam, che comunque non vedrà alcuna interruzione nello sviluppo e nella ricerca. Una decisione che, ci tiene a sottolineare, non ha nulla a che vedere con altre ragioni, se non quella di prendere un po’ di tempo libero e adempiere alla promessa familiare fatta alla moglie.

Sarà la pausa più lunga che Cutts ha mai preso da Google da quando ha iniziato la sua esperienza lavorativa nel 2000 e da quando ha iniziato sovrintendere alla squadra di spam web nel 2004. Una decisione che, sempre secondo Cutts, è arrivata in ritardo.

Il dirigente Google, riferisce che tornerà a lavoro già a ottobre di quest’anno, ma precisa che in questo periodo di “vacatio” non controllerà qualsiasi e-mail di lavoro.

Il “caso” Cutts non è l’unico nel mondo del web ad avere destato tanto clamore. Già nel 2008 la notizia che Bill Gates era pronto a lasciare Microsoft, aveva fatto il giro del mondo; una decisione presa per dedicarsi a tempo pieno alla Bill & Melida Gates Foundation. Ben 6 anni di latitanza che lo hanno comunque portato nel febbraio di quest’anno a tornare con il ruolo di consulente tecnologico Microsoft.

E che dire del CEO di Apple, Steve Jobs, quasi bistrattato per poi tornare alla ribalta e far diventare la sede di Cupertino una fra le più innovative.

Scelte che hanno portato i principali cervelloni del web a ripensare se stessi e tornare con più grinta di prima. Che anche questa volta non sia il caso di Matt Cutts?

In attesa, l’auspicio è quello di vedere Cutts in giro per il mondo a tenere conferenze e convegni per appassionati di internet, e non solo. E chissà se non sia anche il caso di vederlo in Italia così come già fatto da altri illustri, primo fra tutti il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg.

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seo a terni

Esco giusto adesso da questo ottimo articolo di Andrew Dennis di SemRush

All’interno troverete tecniche a vedersi ovvie, ma che quasi mai nessuno osa applicare, soprattutto nel Local Business.

Il local, come tutti sanno, da ormai molti anni viene prediletto da tantissime aziende, perchè consente di raggiungere un target localizzato in poco tempo e con investimenti contenuti.

Tuttavia, ci sono delle casistiche, per le quali non è esattamente una passeggiata.

Se prendiamo il caso Italia, considerate che qualunque tipologia di Business si affronti in città come Milano, Roma, Napoli, Firenze, Torino, etc.., comporta degli sforzi SEO, che superano di gran lunga quelli sostenuti per posizionamenti di chiavi più generiche, non localizzate, addirittura single term.

Proprio per questo, il SEO che ha poca esperienza e ancora non molte risorse di proprietà con un discreto Trust da spendere, deve per forza appoggiarsi da qualche parte per cominciare.

In questo bellissimo articolo, ci sono degli spunti, che sicuramente avrete spesso letto, immaginato, intravisto o intuito, ma che forse, non avete mai applicato.

Il mio consiglio è quello di leggerselo benissimo e soprattutto, mettere attenzione ai punti 5 e 6, che in una scala esecutiva, metterei rispettivamente primo e secondo, anche perchè potrebbero richiedere più tempo a portare il risultato, ma sarà sicuramente quello più efficace di tutti gli altri, che invece sono raggiungibili più a stretto giro.

Spero il consiglio vi sia piaciuto, per il resto commentate pure, ne parliamo insieme.

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Apple è pronta, sta per arrivare una delle sue ultime modifiche strutturali, che potrebbe cambiare l’approccio al mondo del web; si sta parlando di DuckDuckGo, il nuovo motore di ricerca che potrebbe “riscrivere” l’ottica SEO di oggi, portando – contenuti e ideatori – a cambiare, dovendo rielaborare il lavoro fatto in passato, ma è davvero così?

A quano pare, Apple sta introducendo come motore di ricerca di default, il suo nome è DuckDuckGo e molti – soprattutto nel mondo SEO – temono che le regole per l’ottimizzazione dei contenuti in un perfetto linguaggio SEO possano cambiare, dato che fino ad oggi, si tentava di far rispecchiare la qualità e l’impostazione dei contenuti secondo le indirizzazioni di Google e Yahoo.

In linea di massima, DuckDuckGo non dovrebbe stravolgere le regole basilari per un buon SEO, quindi non tutto il lavoro fatto precedentemente sarà da buttare, magari bisognerà solo apportare alcune modifiche, per rendere al meglio e “più visibile” il nostro contenuto anche attraverso il motore di ricerca della Apple; infatti esistono piccoli “trucchi” per prepararsi all’ottimizzazione SEO anche per DuckDuckGO, questi sono:

1) Link di Alta Qualità: secondo dichiarazioni ufficiali dai creatori di DuckDuckGo, ottenere un link da un sito di alta qualità, l’esempio citato da DuckDuckGo è Wikipedia.

2) Link building: spesso, per ottenere un link da un sito di alta qualità, bisognerà attuare una strategia di link building, che “restituisca il favore” ma che allo stesso tempo, indirizzi maggiori utenti alla visione del proprio contenuto, anche questo è un punto in più per accedere ai primi risultati di DuckDuckGo.

3) Revisionare: dato l’arrivo di DuckDuckGo è consigliabile (ma forse anche dovuto) rivedere e revisionare il proprio blog/sito web, magari modificando quei contenuti che non si ritengono proprio in linea e che magari, potrebbero essere ottimizzati molto di più, in ottica SEO, anche per i motori di ricerca di sempre.

4) Keywords Iperlocali: le keywords (o parole chiavi) sono importantissime dato che rimandano – quasi all’istante – a determinati argomenti e indirizzano utenti e pagine su “linee” ben specifiche. L’uso di Keyword iperlocali inoltre, facilita la ricerca del contenuto non solo al proprio stato, facendo in modo che le visite siano – in parte – ricevute da stati stranieri, favorendo quindi, il rating del blog/sito web.

5) Verrà utilizzato DuckDuckGO?: è una domanda giusta da farsi e fare, pensando al fatto che i dispositivi iOs stanno per utilizzare tutti questo motore di ricerca, fa caire quanti saranno gli utenti che inizieranno a navigare proprio attraverso DuckDuckGo, quindi è una scelta intelligente e saggia quella di revisionare e indirizzare – già da oggi – il proprio contenuto in ambito SEO anche per la ricerca “made in Apple”, così da non farsi colpire impreparati per un qualcosaq di molto importante.

Probabilmente, le ottiche e gli accorgimenti per la ricerca su DuckDuckGo potrebbero essere molti di più, quindi è opportuno rimanere attenti alle eventuali altre informazioni, e seguire sempre il consiglio n° 5, il quale è – probabilmente – l’unico da seguire alla lettera!

A ME SEMBRA L’ENNESIMO TENTATIVO DI APPLE DI ACQUISIRE POPOLARITA’ PESTANDO I PIEDI A QUALCUN ALTRO PIUTTOSTO CHE RIVEDERE LE PROPRIE STRATEGIE COMMERCIALI E LA QUALITA’ DEI PROPRI PRODOTTI, MA IO SONO SOLO EMANUELE TOLOMEI, NON STEVE JOBS

Articolo tratto da : http://www.forbes.com/sites/drewhendricks/2014/06/04/5-seo-tips-for-duckduckgo/

 

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Google+ e i nuovi URL personalizzati

Era solo questione di settimane: anche Google non ha saputo resistere al fascino degli URL personalizzati e li ha implementati oggi nel suo social network, Google+.

Facebook, e altre piattaforme, hanno già sfruttato questo fattore per dare la possibilità a brand e individui singoli di personalizzare non solo i propri profili, ma anche l’URL stesso, sostituendo rapidamente le lunghe stringhe di codici poco mnemonici.

Criteri per l’ottenimento dell’URL personalizzato

I criteri per l’ottenimento dell’URL personalizzato sono scritti chiaramente nella pagina del supporto:

Prima di ottenere un URL personalizzato è necessario che il tuo account sia in regola e che soddisfi i requisiti seguenti:

Criteri di idoneità per le persone:

  • 10 o più follower
  • L’account deve esistere da almeno 30 giorni
  • Una foto del profilo

Criteri di idoneità per le pagine Google+ locali: devono corrispondere ad attività locali verificate

Criteri di idoneità per le pagine Google+ non locali: devono essere collegate tramite link a un sito web

Bug decisamente tristi

A quanto pare Google aveva talmente fretta di attivare questa feature, che si è dimenticata di testarla in modo approfondito. Perché dico questo? Semplice: mi piacerebbe tanto avere l’URL personalizzato google.com/+DaniloPetrozzi ma quanto pare Google mi dice che non è valido!

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URL personalizzati a pagamento

Come è stato già notato in rete, nei termini di utilizzo degli URL personalizzati è scritto letteralmente che “Gli URL personalizzati al momento sono gratuiti, ma in futuro potrebbero diventare a pagamento.”

Google, molto probabilmente, si riserverà il diritto di far pagare l’URL personalizzato ai brand, in modo tale da monetizzare questa feature. Qualcuno teme che l’URL custom, se otterrà un discreto successo di marketing, verrà reso premium anche per i singoli utenti, non ci resta che aspettare per saperlo.

Abusi

Come molti SEO già immaginano, questa nuova possibilità darà vita a numerosissimi abusi del tipo google.com/+KEYWORD per tentare di posizionarsi meglio nei motori di ricerca.

Google ha già pensato a un modo per arginare questo problema: una pagina di segnalazione appositamente dedicata agli URL personalizzati di Google+.

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