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Maurizio Ceravolo: Intervista a una persona “NUOVA”

Maurizio Ceravolo è una persona “NUOVA” e lo dico nel senso più vero e entusiasmante della parola.

Nuova come volto; come portatrice di notizie, novità, ma anche innovazione; come metodo; come logica; come etica; come SEO.

Proprio nel panorama SEO nazionale, Maurizio Ceravolo sta pian piano acquisendo sempre più consensi e non dipende solo dai risultati che ha finora ottenuto, ma anche dalla sua capacità di analisi, dal suo metodo, dalle persone che ha scelto per i suoi progetti e dalla passione che trasuda dal suo profilo di Google+.

Io conosco Maurizio solo superficialmente purtroppo e non ci siamo mai incontrati di persona (n.d. MAURIZIO: sicuramente capiterà l’occasione; IO: “Yeah!”), ma da tempo lo seguo con attenzione, in quanto la sua semplicità nel discutere argomenti tecnici, mi da sicurezza e allo stesso tempo stimola la mia creatività, rendendo flessibile un qualcosa che la mia mente troppo spesso ormai, legge come lo fa un motore di ricerca.

Il vantaggio di Maurizio è quello di aver saputo cogliere gli aspetti migliori dell’Ingegneria ( Maurizio è un Ingegnere Informatico ), trasformandoli in parole e atteggiamenti comprensibili, anche da chi è totalmente a digiuno di codice.

Tutto quello che so di lui prima di questa intervista, è quanto più o meno anticipato in queste poche righe.

Ma non mi basta, so che Maurizio diventerà presto un personaggio tra i più noti del panorama nazionale e non voglio farmi sfuggire l’occasione della sua disponibilità, per poter dire di essere stato uno dei primi a intervistarlo.

Ma iniziamo con l’intervista >>

MAURIZIO: Prima di partire con le risposte, ti vorrei ringraziare per le tue parole, veramente mi lusinghi immeritatamente.

E poi vorrei anche correggere un piccolo errore di fondo, che si sta propagando. 😀 Non sono un ingegnere informatico. Sono un ingegnere elettronico (anche se con orientamento informatico all’interno del percorso di studi). L’equivoco nasce dal mio profilo dove scrivo: ingegnere, informatico, programmatore, analista, SEO, appassionato di social media, blogger, imprenditore però c’è una virgola fra ingegnere ed informatico, e quella a molti sfugge 😀 (IO: A me causa vecchiaia è sfuggita :D)

1. Come e perchè nasce http://www.ideativi.it ?

Ideativi nasce ufficialmente nel 2011 anche se la sua gestazione è iniziata parecchi anni fa, fra il 2002 ed il 2003. In quel periodo la mia attività era principalmente di formatore ed in una delle società dove tenevo corsi conobbi come collega dell’aula accanto Alessandro Ceci .

Poco dopo la stessa società, mi chiese di affiancarlo nello sviluppo. Lui già da anni sviluppava software per i loro clienti ed aveva bisogno di una mano per gestire il carico di lavoro. Iniziammo a lavorare insieme e trovammo una intesa perfetta, che poco dopo abbiamo iniziato a sfruttare anche in progetti al di fuori della società dove ci siamo incontrati. Le nostre caratteristiche erano in parte simili, in parte complementari. Lui era più specializzato in software Windows, io ero più specializzato sul Web. Ci è sembrata subito una bella accoppiata.

Da quel momento siamo stati inseparabili, ogni progetto l’abbiamo realizzato insieme dividendo i guadagni, da bravi fratelli di latte di bit, indipendentemente da quanto ci lavorava effettivamente ciascuno. Tanto sapevamo che ognuno dei due avrebbe dato sempre il massimo. E la fiducia nell’altro, da allora, è sempre stata cieca.

Virtualmente ideativi, anche se ancora non lo sapevamo, è nata in quel periodo. Lavorando insieme come freelance, e portandoci dentro altri professionisti quando il progetto lo richiedeva, stringendo rapporti con collaboratori ed aziende, iniziando un lento processo di networking.

A fine 2010 un collega, con cui avevamo lavorato in alcuni progetti, si licenziò e ci propose di aprire una società.

Soprattutto io ero molto titubante a compiere il passo. Avevo sempre ripetuto che mai e poi mai avrei aperto una società, avendo avuto i genitori imprenditori da sempre. Sapevo che non era una vita facile.

Alla fine mi feci convincere e nacque ideativi, in casa di Alessandro, fra il malcontento dei cani che non dormivano più e i gatti sfrattati dalle poltrone preferite. Il nome, opera sua, si ispira a uno dei film must per ogni informatico che abbia vissuto gli ’80: TRON. Nel film i developer venivano definiti dai loro programmi i “creativi”. Ma non scrivendo solo codice si è cercata una crasi fra “idea” e “creativi”.

Il nostro obiettivo era, ed è ancora, quello di aiutare le imprese a migliorare i loro processi, e trovare tempo e risorse per sviluppare anche idee nostre.

Dopo meno di un anno il terzo socio ci lasciò. Troppo duro il passaggio da dipendente ad imprenditore. Con qualche difficoltà ci siamo rimodulati per passare da una guida a tre ad una a due, ma siamo tornati in equilibrio.

Ovviamente non è facile fare impresa, soprattutto onestamente e senza capitali, ma siamo fiduciosi per il futuro.

Inoltre c’è un precedente favorevole. C’è stata un’altra azienda che è nata in una casa con tre soci, che poco dopo sono rimasti due. Uno era un ingegnere elettronico, l’altro era vegetariano, malato per il design ed un gran scassaballe pignolo, come è Alessandro. Mi pare che avesse a che fare con delle mele. 😀

2. Ti senti più Comunicatore, Programmatore, SEO o altro..

Decisamente programmatore. Raramente ci sono giornate in cui non scrivo codice. Ho iniziato a programmare a 9 anni quando avevo a disposizione solo pochi k di memoria e penso che continuerò a scriverne anche dopo la pensione. Sono anche un po’ SEO, perché quando lavoriamo su web è fondamentale curare anche quell’aspetto. Sono un po’ tante altre cose, come Alessandro, visto che la gamma dei progetti su cui lavoriamo è abbastanza varia.

Però fra tutte queste cose, sinceramente, non mi sono mai visto come comunicatore. Un comunicatore è bravo a comunicare qualsiasi cosa. Nel caso mio se c’è qualcosa che non mi piace o non ne sono convinto, è la fine. Si vede. Traspare.

Considera che a scuola l’unico tema veramente superlativo che ho mai scritto è stato (obiettivamente un gran botta di culo) quello della maturità. Quell’anno usci un tema dal titolo: La fantascienza nella letteratura, nel cinema e nella televisione. L’interesse per l’immaginario fantascientifico è solo ricerca di svago? O vuol dire invece che l’uomo non può appagarsi di una realtà sperimentabile e verificabile?

Da malato di fantascienza mi hanno servito il tema su un piatto d’argento. 😀 Ma fu solo quella volta.

3. L’ordine e l’entità dei profili della domanda precedente non è casuale. Questo è quello che arriva a me. Ti vedo un grande comunicatore, poi tutto il resto. Cosa ne pensi?

Come detto sopra non riesco a vedermi come comunicatore. Magari come blogger si. Che si diverte a raccontare gli esperimenti che fa e a confrontarsi con le idee degli altri.

Postare su Google+, obiettivamente serve in prima persona a me. Mi dà lo spunto di avere confronti molteplici con idee di tanti altri. Quello che prima era limitato unicamente alle mie chiacchierate con Alessandro, adesso non ha limiti. E mi ha fatto crescere molto professionalmente. Quello che leggo ogni giorno dalle mie cerchie, ha ampliato notevolmente le mie vedute.

4. Il Festival del web marketing ti ha visto protagonista di uno degli interventi più interessanti della giornata. Pensi di aver dato tutto? C’è qualcosa che vorresti aggiungere oggi a freddo? E’ stato come te lo aspettavi?

Al Festival del Web Marketing ero la matricola. È stata la mia prima volta ad un evento del genere. Ed ero emozionato. Ma è stato come mi aspettavo. Un bell’evento. Sessioni interessanti. Tante belle teste con cui confrontarsi.

Quanto a me, ho dato tutto quello che potevo per il tempo a disposizione. Ma obiettivamente se mi avessero dato due ore invece di 30 minuti, le avrei riempite senza problemi. Ci sono tanti dati, tante cose, che non ho potuto nemmeno accennare. Però mi rifarò fra qualche mese. Sto allargando il campione di analisi e fra qualche mese farò uscire uno dei miei post da mille mila parole con tanti dati, tanti grafici e le tante cose di cui non ho fatto in tempo a parlare.

5. Avevi mai partecipato come relatore ad altri eventi, anche se in settori diversi?

Solo un’altra volta avevo tenuto una relazione in pubblico. Ma è stato più di 10 anni fa, ad un evento Macromedia, con una platea decisamente ridotta. Non c’era paragone.

6. Sei un Ingegnere e quindi probabilmente hai una grande capacità di pianificazione oltre che di problem solving. C’è qualcosa che hai progettato tempo fa e che ancora non è successo? So che se è così non ci darai anticipazioni, ma.. dobbiamo aspettarci qualcosa che non ci hai ancora detto? Insomma, cosa bolle in pentola?

Il problem solving sicuramente è qualcosa che mi è congeniale. Mi sono iscritto ad ingegneria dopo che rimasi fulminato ad un conferenza, dove il relatore disse che un ingegnere è una persona che risolve problemi complessi.

Però la pianificazione è una cosa che lascio ad Alessandro. È più bravo di me in questo, lascio fare a lui. E poi non è una cosa che mi piace molto. In questi casi mi fingo morto come gli opossum e le scarico su di lui. 😀

Progetti nel cassetto ne abbiamo molti. In fondo siamo ideativi, le idee non ci mancano.

Semmai quello che ci manca è il tempo. Non ci piace dire di no ai clienti, ed allo stesso tempo cerchiamo di mantenere una dimensione commisurata alle capacità economiche: non arruoliamo nuove leve in ideativi se non abbiamo certezza assoluta di poter fornire le giuste garanzie. In tanti anni ne abbiamo passate tante come freelance: quello che non volevamo per noi, cerchiamo eticamente di non farlo ora noi ad altri. E quindi rimangono indietro le cose nostre…

Oggi (nel momento in cui scrivo, questa frase) ho pubblicato la prima puntata di una ricerca sulle aziende turistiche italiane (nel cui post ho avuto anche un bello scambio con te) che è  l’analisi di un sottoinsieme del database di 3 milioni di aziende italiane che abbiamo costruito negli anni per qualcuna delle nostre idee future.

Ma ci sono anche diverse altre cose. Ad esempio stiamo valutando di costruire un tool web per permettere a tutti di fare analisi simili a quella che ho presentato al Web Reevolution.

Ovvero scaricando i dati di tutte le condivisioni delle pagine di un sito su Google+, più le metriche estratte dai social button dei vari social network.

Ma non solo, abbiamo il nostro CMS, il nostro e-Commerce, il nostro gestionale per attività commerciale multi-negozio (e questi tre ci piacerebbe integrarli in un unico prodotto), il nostro sistema di gestione di call center, il nostro risponditore telefonico, più tutta una serie di cose, nate da richieste di clienti che poi cerchiamo di generalizzare per poi riutilizzarle in altri contesti.

Però c’è un problema. Mi ricollego al tuo articolo http://www.espertoseo.it/salviamolepmi/ che ho apprezzato molto, in cui scrivi non tutti si possono permettere di avere come sede legale un paradiso fiscale.

Ecco molte delle cose extra-clienti che facciamo, nascono come in Google, nel 20% del tempo dedicato ai progetti personali. Con una sola differenza. Dato che ideativi NON ha la sede in un paradiso fiscale come Google. Il 20% del tempo, non lo prendiamo dal tempo lavorativo, ma dal nostro tempo libero. Il 100% del tempo per adesso va ai clienti e quindi si allunga il tempo di cottura per quello che mettiamo a bollire in pentola.

7. SEO Sarcazzo. Perchè Altavilla e Mosna? Come è iniziato? Come sta andando? Cosa sarà? Non ci credo che non hai già visto fin dove può arrivare questo interessante connubio..

Forse non mi crederai, ma è una cosa molto naif. E non ha uno scopo di business. Altavilla e Mosna sono due delle molte persone con cui mi piace scambiare idee su Google+. Sono entrambi grandissimi professionisti, oltre che belle persone. Ed ognuno di noi, anche se con la SEO a fattor comune, ha le sue peculiarità.

La cosa è iniziata molto causalmente. Sono diventato amico con entrambi. Ed Enrico Altavilla ogni tanto, in orari randomici del giorno o della notte, ci chiamava in chat o in hangout esordendo con Sarcazzo? Da lì partivano delle chiacchierate che erano essenzialmente cazzeggio tecnico, però sia divertenti che interessanti. Molte delle cose che ho pubblicato nell’ultimo anno sono venute da idee nate durante queste chiacchierate.

Poi qualche mese fa, Enrico ci detto “e se le mandassimo in diretta?”. Io sinceramente ero un po’ titubante, il mio primo pensiero è stato “ma chi vuoi che ci stia a sentire per un’ora?”, ma comunque ho detto sì, perché sapevo che mi sarei divertito.

Mi sbagliavo, pare che piaccia. (IO: Altrochè :D)

Dove stia andando e cosa sarà non ne ho idea. Il principio di base è che ci dobbiamo divertire e che lo facciamo solo quando abbiamo tempo ed abbiamo soprattutto qualcosa da raccontarci e da raccontare. Non c’è nulla di preparato, se non 5 minuti per scegliere di cosa parlare.

8. Nasci come programmatore, ma oggi parli molto di SEO e di Google+. Riesci a scindere i due mondi, o sei riuscito a trovare una ricetta per fonderli? Nel tuo sito aziendale ho visto lavori per grandi realtà, che immagino siano rivolti a sviluppo software, applicazioni e soluzioni informatiche. Si distinguono anche lavori in termini SEO più puro o semplice consulenza, ma è questa la direzione? Sarai sempre più SEO e meno sviluppatore o diciamo che dipende dalla domanda del mercato?

Programmazione, SEO, Google+. Si direi che sono riuscito a fonderli nel mio quotidiano.

Bene o male in ogni cosa che pubblico strizzo l’occhio a queste tre cose. Non sta a me dire se sono riuscito a farlo bene o male.

Però mi trovo abbastanza a mio agio con queste tre cose.

Anche se come hai notato parlo poco di programmazione. Non perché la cosa non mi interessi, ma perché se mi metto a parlare delle tecniche con cui si ottimizza una stored procedure, avrei poco seguito. Chi si dedica allo sviluppo come facciamo in ideativi è poco social. I programmatori che stanno su G+ per la maggior parte sono customizzatori di prodotti open source.

Come hai notato dal nostro sito, il nostro core è lo sviluppo, anzi a dire la verità, sul sito per adesso non proponiamo servizi meno core, come la SEO o la progettazione di cluster di server ad alta affidabilità. Dato che queste cose ricadono su singole persone, per adesso non le pubblicizziamo troppo ma le facciamo quando servono nei progetti.

Nel caso particolare della SEO, per adesso me ne occupo solo io, ma a parte un solo caso fino ad adesso, è sempre stato all’interno di progetti di sviluppo decisamente più ampi.

SEO o sviluppatore lo deciderà il mercato. Anche se per adesso e per il prossimo futuro, so già che sarò più sbilanciato lato sviluppatore e neanche soltanto web.

9. La tua capacità di analisi e di calcolo, espressa in più circostanze, non ultima il report su nomi e cognomi di G+, ti avrà in qualche modo fornito gli strumenti per poter dire anche a naso se ci sono margini di salvezza per le imprese italiane e se queste possono contare su professionisti come te. Non è una provocazione, ma alla società di meccanica del Frosinate che sta per chiudere, che cosa dice Maurizio Ceravolo? Al Festival, si è parlato anche di applicazione di tecniche e segnali social per le PMI? O solo casi studio su grandi nomi? Le Fiere, i Festival, i Seminari, le Conferenze aumentano, ma le aziende chiudono, gli operai vanno in cassa integrazione e i giovani e non emigrano. Gli stranieri non vengono più in vacanza in Italia e i centri storici delle città, mostrano statue antiche agli stormi migratori. La politica non ci interessa, vogliamo sapere cosa può fare Maurizio e altri consulenti, per fare davvero qualcosa per la nostra economia.

Questa è sicuramente la mia domanda preferita fra quelle che mi hai posto. Da fervente nazionalista non posso che apprezzare.

Come ho apprezzato il tuo post degli scorsi giorni sul #salviamolepmi.

Siamo la prima generazione che se la passa peggio dei propri padri, ed è obiettivamente una sofferenza vedere l’Italia, un paese bellissimo, così disastrato. Però sono fiducioso che le cose possano migliorare. Non sarà di certo facile. Ci vorrà parecchio tempo. Ma sento che è possibile.

Per provare ad aiutare la società di meccanica del Frosinate, dovrei prima capire come lavorano, vedere quali siano i suoi problemi, qual è il mercato all’interno di cui si muove.

Ovviamente non posso fare miracoli. Potrebbe muoversi all’interno di un mercato che è di per sé spacciato, perché verrà spazzato via da una nuova tecnologia. Pensiamo ai giornali di carta o, per rimanere nell’ambito meccanico, al carburatore.

Oppure potrebbe anche essere che io non sia la persona più adatta per risolvere i suoi problemi. In quel caso il mio aiutarla, potrebbe essere indirizzarla verso un’altra azienda, che reputo più adatta, come potrebbe essere Esperto SEO o tante altre a cui appartengono le persone con cui ho modo di interagire virtualmente o realmente.

Comunque, supponiamo che rientri nel mio campo di azione. Io penso che l’attività informatica, facendo un paragone calcistico, possa giocare in attacco o in difesa.

L’attacco è il web marketing, tutta l’attività promozionale, che può essere realizzata usando strumenti informatico. L’attacco è volto ad incrementare il fatturato.

La difesa invece sono tutti quegli strumenti che possono essere usati per aumentare la produttività delle persone e la diminuzione dei costi.

Ovviamente per mia inclinazione personale ingegneristica, tendo prima a pensare alla difesa. Ottimizzare i processi per fare di più, pagando di meno, con benefici immediati.

In tante aziende, anche grosse, non c’è una visione in questo senso. Molti processi sono governati da fax, telefonate, file excel scambiati per email. Questa è una grossa inefficienza.

Perché le persone sbagliano, si dimenticano, e così chi è alla guida non riesce ad avere una percezione di quello che sta succedendo sotto di lui.

Ti faccio qualche esempio pratico su cose realizzate in passato o pianificate e mai partite per problemi politici aziendali (anche questo succede, altri dipartimenti o i sindacati si possono opporre creando inerzia all’innovazione).

Se un’azienda ha persone che stanno continuamente in giro, si possono ottimizzare i loro percorsi. Potrebbe essere la linea di vendita che deve visitare periodicamente i clienti oppure potrebbero essere i furgoni che devono consegnare la merce. È il problema del commesso viaggiatore (http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_del_commesso_viaggiatore). Un sistema informatico può suggerire i percorsi più veloci per fare tutto il giro in meno tempo. E massimizzare la produttività.

In un call center che chiamava per proporre l’acquisto di un adsl, molte telefonate andavano a vuoto. Realizzammo un sistema di validazione delle liste di chiamata, interrogando con i numeri di telefono, i servizi di copertura adsl dei principali operatori. Da qui potevamo scoprire se c’era copertura adsl, ma anche se il numero risultava già coperto dal servizio.

Dopo la validazione si potevano chiamare solo i numeri che erano in target, escludendo quelli che sarebbero andati sicuramente a vuoto.

Una reportistica complessa può aiutare le decisioni del management. Immagina di avere i dati di vendita comune per comune, su un lungo file excel. Sono di difficile consultazione.

Riportati su mappa geografica con gradienti di colori è possibile, ad un colpo d’occhio, notare quali zone o aggregati di comuni stanno sottoperformando e quindi prendere subito decisioni per gestire il problema.

Un sistema informatico che segue tutte le fasi del processo di produzione, permette di verificare in tempo reale, dove ci sono intoppi, senza doversi accorgere a fine giornata dalla conta dei prodotti e poter intervenire solo ore dopo.

In un magazzino, un palmare industriale, dotato di lettore di codici a barre, può permettere di velocizzare la mobilizzazione dei prodotti, senza dove costringere gli operatori a portarsi dietro fogli di carta, o dover consultare di continuo i terminali.

Un risponditore telefonico può permettere di acquisire dati veloci dalle persone sul campo, senza dover distribuire smartphone e connessioni telefoniche.

Potrei andare avanti a lungo, però penso che il concetto di fondo sia chiaro. C’è la possibilità per migliorare e facilitare il lavoro delle persone.

Ovviamente c’è il bisogno di un po’ di investimento (anche perché le società informatiche non sono onlus) e di un cambiamento culturale nella testa delle persone che hanno una certa ritrosia ai cambiamenti. Ad esempio, assistendo tanti anni fa a corsi di MS Word in alcuni uffici ministeriali, vedevo che le persone avevano l’abitudine a centrare i testi a colpi di space, come facevano sulle vecchie macchina da scrivere. Quanto tempo faceva perdere un’operazione del genere, con risultati anche di centrature non perfette?

Estendi questo esempio, che fa sorridere, a processi decisamente più complessi e vedrai quanto margine di ottimizzazione nei costi ci sono nelle pmi.

Per quanto riguarda l’attacco, non faccio esempi, perché i lettori di EspertoSEO sapranno già di cosa parliamo. 😀

10. E ora rilassati pure.. di quello che ti senti adesso, dopo che l’intervista è finita, ora che
lascerai questa pagina per dedicarti al tuo prossimo impegno. E mi raccomando, ricordati
che non finisce qui!

OK siamo al momento Marzullo. Si faccia una domanda e si dia una risposta. 😀

Però più che questo, vorrei fare una considerazione seguendo il flusso delle domande che mi hai posto. Vorrei suggerire a chi vuole fare questo lavoro, di fare networking, di creare collaborazioni, di non chiudersi nel proprio giardinetto.

Malgrado EspertoSEO ed ideativi abbiano core business diversi, ci può essere una certa sovrapposizione e teoricamente si potrebbero trovare come concorrenti all’interno di qualche progetto. Eppure EspertoSEO non ha avuto alcuna remora a chiedere ad un possibile competitor di raccontarsi sul proprio sito, né io, come voce di ideativi, in questo momento, in nessun momento ho pensato al mio intervistatore, Emanuele Tolomei, come di un concorrente, a cui non devo scoprire il fianco. Non lo vedo altro che un collega, dal quale si può imparare qualcosa.

In tutti questi anni, posso dire di aver avuto solo vantaggi da queste situazioni. Anni fa, quando ho iniziato a collaborare con Alessandro, ho portato in dote i miei clienti e tutto quello che avevo realizzato, come ha fatto lui con me. Nel primo anno di collaborazione con lui, ho raddoppiato il MIO fatturato personale. Scambio di idee, valorizzazione delle proprie pecularità, e l’avvantaggiarsi dei punti di forza dei compagni di avventura, porta un valore aggiunto immenso.

Allo stesso modo da quando sono entrato per la prima volta in Google+, ho avuto modo di ampliare moltissimo i miei orizzonti, ed imparare tantissime cose da tutti i colleghi che lì ho conosciuto. In tutte le cose che ho prodotto negli ultimi due anni, c’è la contaminazione delle loro idee, e diverse cose non sarebbero mai nate senza quei confronti.

Magari posso aver perso qualche prospect, che ha preferito qualche collega da me citato nei miei post o nei miei articoli di questo periodo. Ma so già che questa possibile perdita è inferiore e di molto, a quello che ho ricevuto in termini di know-how, consigli e collaborazioni che ho costruito.

Se vuoi diventare un giocatore di Serie A devi per forza confrontarti con giocatori di Serie A, altrimenti non uscirai mai dalle partitelle all’oratorio.

A questo proposito ci tengo a ringraziare il giocatore di Serie A, Emanuele Tolomei, per avermi dato la possibilità nelle sue pagine, di raccontare la storia di ideativi e del percorso professionale mio e di Alessandro, come in effetti non avevo mai fatto.

Ed una ultima nota di sincero apprezzamento personale mia e so anche di Alessandro per l’attività no-profit di Esperto SEO, in particolare questa http://www.espertoseo.it/iniziative-benefiche-e-no-profit/canile-rifugio-di-monte-argento/

Da animalisti non possiamo che apprezzare, in particolar modo Alessandro ed i 10 trovatelli con cui condivide la sua vita.

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Emanuele Tolomei

Ho iniziato a fare SEO nel 2005, quando Google si affermava anche in Italia come motore di ricerca più utilizzato. Da allora ho sempre migliorato le mie conoscenze, fino ad arrivare a creare un contenitore, espertoseo.com, che ad oggi ha ricevuto moltissimi riconoscimenti ed è partner di Google in diverse iniziative. Personalmente ho anche imparato ad insegnare uno dei mestieri più affascinanti del nostro tempo: quello del SEO. Insieme a chi ha deciso di diventare nostro cliente, ho SEMPRE raggiunto ogni obbiettivo prefissato, anche il più difficile. Il futuro? Google

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