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3 Consigli per un menù coi contro”fiocchi”

Quando parliamo di fattori davvero rilevanti per il nostro posizionamento in SERP, spesso diamo per scontate troppe cose, tra cui a volte il Menù del nostro sito.

Oggi che siamo nell’era del Mobile First, siamo costretti a pensare un layout che soddisfi in primis l’utente e la sua effettiva necessità, ma anche il bot, che valuta la nostra pagina su quello che effettivamente viene mostrato nella versione mobile del nostro sito, anzichè come fatto finora, dalla versione desktop.

Proprio pochi giorni fa infatti, ho fatto un piccolo test, nel quale ho escluso il menù solo per i dispositivi mobili e ho avuto un discreto calo di posizioni. Non appena rimesso, tempo una settimana, ho ripreso la posizione precedente al test. Il calo ha coinvolto sia la mobile search, che la desktop.

Detto questo veniamo ai 3 consigli pratici, per far si che il nostro menù sia a prova di Google:

1 – Visto che ormai NESSUNO, me compreso (e non so per quale motivo), fa più una versione HTML della sitemap, il menù è l’unico elemento del codice, che può orientare il bot (ma anche l’utente) all’interno del nostro sito. Altro errore comune che si sposa con questa mancanza, è la gestione delle relazioni tra i contenuti. Se una pagina non è linkata dal menù, e nemmeno in almeno una delle pagine che invece nel menù sono presenti, significherà che la nostra pagina è un’orfana. Quindi andrà a costituire il budget di Panda ad esempio. Le conseguenze sono molte insomma.. per cui mi raccomando, accertatevi che TUTTE le pagine del vostro sito siano raggiungibili attraverso il menù.

Ok mi direte, ma se io ho un blog che faccio, linko tutti gli articoli nel menù? Ovviamente no, infatti esistono le categorie, le paginazioni, i link interni negli articoli, i correlati, i più letti, i più commentati e così via, proprio per far si che almeno in un punto del sito, esista un link a qualsiasi pagina.

Ovvio è anche che, più link riceverà una pagina da altre pagine del sito, più sarà rilevante per il bot, che riportando i numeri a RankBrain, gli dirà che quel sito è più concentrato su un determinato contenuto rispetto che ad altri.

2 – Seguite la reale architettura. Se nel nostro sito abbiamo la pagina miosito.it /Luisa/Marco che è quindi figlia di pagina miosito.it /Luisa/, cerchiamo di evitare di invertire le parti in un menù, mettendo ad esempio come parent miosito.it /Luisa/Marco e child miosito.it /Luisa/. Infatti, e lo possiamo riscontrare spesso dai nostri sitelink, la rilevanza dei nostri contenuti, non è determinata dal rapporto reale di parentela, evidenziato in questo caso dal URL, ma dalla prominenza che ha tale contenuto nel codice della nostra pagina.

La gerarchia dei contenuti è importante per il nostro ranking, per cui cercate di elaborare il vostro menù a comparti stagni, in modo da non contaminare troppo, ambienti non collegati tra loro. A tal proposito, vi consiglio di mostrare dei menù specifici, che appaiono solo una volta che ho iniziato a navigare una determinata area del sito (il famoso sub-nav che pochissimi usano, e se lo fanno spesso è un caso dettato da chi ha progettato il tema). Questo renderà più semplice al bot, l’individuazione delle vostre macro. Il tutto viene molto ben sintetizzato ad esempio, dal menù di Amazon. Ci sono infatti alcune sottocategorie, che appaiono sono nel momento in cui avete iniziato la navigazione in una certa direzione. Il modo in cui modelli come Ebay, Amazon, o siti di pari dimensioni, anche non e-commerce, hanno saputo gestire i vari reparti, non è un colpo di culo e neanche un colpo da maestro, ma semplicemente è come ragiona il nostro cervello; esattamente lo stesso punto di partenza della scansione di un bot, ossia il ragionamento che fa chi lo programma.

3 – Gli elementi di design del nostro menù, dovranno avere alcune parti comuni alla maggioranza dei siti, mentre ci saranno altri aspetti in cui potremmo sbizzarrirci.

Le parti che intendo da considerarsi fisse, sono ad esempio la posizione, ossia nella parte alta dello schermo, magari in posizione a sinistra del logo, che dovrà essere messo al centro. Considerate l’uso del logo a sinistra solo se il vostro sito presume un motore di ricerca che deve avere più rilevanza anche rispetto al menù, che in questo caso potrebbe anche non esserci (ma stiamo parlando di roba grossa, e qui le cose da valtuare sarebbero molte di più; quindi soffermiamoci su un sito aziendale o un e-commerce).

Tornando ad una situazione tipo quindi, ricordiamoci che ormai l’utente usa il logo come tasto Home e sa benissimo che l’icona del menù è una roba del genere:

Per cui quando ci cliccherà si aspetterà di vedere qualcosa che lo ispiri e lo aiuti realmente ad approfondire la navigazione. Se abbiamo molte aree da far visitare, dobbiamo scegliere bene non solo i Parent, ma dobbiamo fare attenzione a non renderli cliccabili, altrimenti l’utente non avrebbe la visuale di cosa gli sta sotto. In questo caso ci vengono incontro i separatori, anch’essi troppo poco spesso usati. Infatti sono spesso usate come parent, delle pagine cliccabili, che una volta aperte, chiudono ovviamente il menù e l’utente per vederne i figli dovrebbe di nuovo aprirlo (piccolo concetto di UX che non guasta). A questo punto scattano elementi distintivi come i colori di base dei Parent e dei child, degli elementi attivi rispetto a quelli disattivi, le dimensioni dei caratteri, le icone di menù e di navigazione; tutti aspetti su cui invece potrete scatenare la fantasia e distinguervi dalla concorrenza.

Concludo con un suggerimento, nel quale vado ad indicarvi quale è stata la mia scelta per risolvere ogni problema a riguardo. Io ho sposato molti anni fa, le logiche di Yootheme, un’azienda straordinaria che ha sfornato un nuovo tema al mese per anni. Da quest’anno, hanno lanciato il framework per il composer, Yootheme Pro, che è compatibile sia con Joomla che con WordPress. Personalmente lo consiglio, perchè è economico, intuitivo, rapido e ha migliaia di funzionalità. Si appoggia a un altro framework proprietario, UIKIT, che è concorrente di Bootstrap. E’ in continuo sviluppo e si installa in pochi attimi. Vi consentirà di velocizzare i tempi di creazione dei vostri siti, ma soprattutto vi supporterà nelle idee e nella costruzione dei vostri menù, che spero da oggi, siano un pochino più efficaci.


Emanuele Tolomei

Ho iniziato a fare SEO nel 2005, quando Google si affermava anche in Italia come motore di ricerca più utilizzato. Da allora ho sempre migliorato le mie conoscenze, fino ad arrivare a creare un contenitore, espertoseo.com, che ad oggi ha ricevuto moltissimi riconoscimenti ed è partner di Google in diverse iniziative. Personalmente ho anche imparato ad insegnare uno dei mestieri più affascinanti del nostro tempo: quello del SEO. Insieme a chi ha deciso di diventare nostro cliente, ho SEMPRE raggiunto ogni obbiettivo prefissato, anche il più difficile. Il futuro? Google

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