Autore: trabby

Anchor Text

L’Anchor Text (o àncora) è la porzione di un link che è visualizzata dall’utente ed è cliccabile dallo stesso.

Nell’esempio precedente “Portale sui fiori” del tag <a> rappresenta l’Anchor Text del link esaminato.

In ambito SEO l’anchor text è molto rilevante. Se una nostra pagina riceve un link la cui ancora è una keyword importante, riusciremo a posizionarci più facilmente per quella determinata parola.

L’effetto dell’Anchor Text sul posizonamento merita molta attenzione. A parte i vari esempi di Google Bombing nella storia, osserviamo questo semplice esempio:

In questo esempio potete notare che cercando “clicca quì”, Google rileva, come primo risultato, la pagina di installazione di Flash. All’interno di quella pagina, però, non c’è mai la keyword “clicca quì”.

Perchè accade questo?

Quella pagina di Adobe ha accumulato negli anni una quantità enorme di backlink la cui ancora è “Clicca quì”, grazie alle pagine in cui spesso Adobe ci avvisa che Flash non è installato o non aggiornato (e ci dice che “per scaricare clicca quì”).

Solo il fattore Anchor Text, quindi, ha permesso a questa pagina di essere prima per la keyword esatta.

Tag:

sitemap [1]

Sitemap o Mappa del sito

La sitemap ( mappa del sito ) è una pagina ( più comunemente un file .XML ) che elenca in modo ordinato e gerarchico tutte le pagine di un determinato sito.

Lo scopo della sitemap generalmente è quello di facilitare il compito di crawling dei bot dei motori di ricerca.

Attraverso la sitemap, per esempio, googlebot riuscirà più agevolmente a trovare tutti i contenuti del sito e ad accorgersi di eventuali modifiche o aggiornamenti.

Per i vari CMS ( Content Management Systems ) esistono dei plugin/componenti che generano e gestiscono questa sitemap al posto nostro come Google XML Sitemaps ( WordPress ) o XMap ( Joomla ).

Google, attraverso il suo WebMaster Tools, ci invita espressamente ad inserire una sitemap per il sito.

Tag:

ALT Tag

L’ALT è un attributo (tag) che può essere aggiunto alla sintassi HTML delle immagini. L’ALT, in sintesi, rappresenta la spiegazione dell’immagine. Lo spider di Google, come ogni altro software, non può riconoscere il contenuto di un’immagine (vede solo un pò di codice binario! ) per questo fa affidamente al codice ALT per “capire” che cosa sia rappresentato nella foto.

L’ALT viene anche visualizzato all’utente se, per esempio, l’immagine non è reperibile, o se l’utente ha disattivato la visualizzazione delle immagini o se viene utilizzato un reader per persone cieche.

In questo esempio la trasformazione di un immagine normale in una con il tag Alt:

<img src=”fiorellino.jpg”>

<img src=”fiorellino.jpg” alt=”Fiore blu di montagna”>

Backlink

Un backlink è un collegamento ipertestuale che punta ad una determinata pagina. E’ sinonimo di inbound link, incoming link e link in entrata.

In ambito SEO, la qualità e la quantità dei backlink sono un fattore importante per il posizionamento dei siti Web.

Per analizzare i backlink di un proprio sito è possibile utilizzare vari tools gratuiti o a pagamento (es. Google Webmaster Tools, LinkDiagnosis, Open Site Explorer, BackLinkWatch).

Heading Tags o Intestazioni

Le Heading Tags (o Intestazioni in italiano) sono dei Tag HTML che permettono di formattare il testo seguendo una regola semplice ma efficace.

E’ possibile utilizzare dei tag nella forma  <h1>TESTO</h1> o <h5>TESTO</h5> per dare risalto al titolo di un’articolo, sezioni, categorie, sottotitoli, ecc.  (La formattazione delle dimensioni e del colore avviene tramite CSS)

Ai fini del posizionamento, Google tiene conto delle intestazioni all’interno di una pagina. Generalmente ogni singola pagina contiene un unico Tag H1 che rappresenta il titolo generale del contenuto. Al tag H1 vengono affiancate le altre intestazioni in base alle necessità.

crawler

Spider – Crawler – Robot

Uno Spider (o Crawler o Robot ), in ambito SEO, è un software automatico che analizza le risorse della rete internet e ne invia i risultati ai motori di ricerca.

In parole semplici, lo Spider è quel programma “incaricato”, per esempio da Google, di sondare costantemente il Web in cerca di pagine nuove, pagine aggiornate o pagine rimosse per garantire i migliori risultati possibili nella SERP stessa del motore.

 googlebot è il nome dello spider di Google, ma esistono anche slurp ( Yahoo ), scooter ( Altavista ), romilda ( Facebook ), ecc.

 I WebMaster dispongono di vari tools per “comunicare informazioni” allo spider o per guidarne il funzionamento.

Primo su tutti è sicuramente la Sitemap: la mappa del sito, generalmente in formato .XML, permette allo spider di trovare più facilmente tutte le pagine di un determinato sito.

Altro strumento importante è il file robots.txt con cui si limita volontariamente l’accesso dello spider a determinate aree del proprio sito.

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pagerank [1]

PageRank

Il PageRank è un algoritmo brevettato di Google, che assegna ad ogni pagina Web un punteggio variabile da 0 a 10.

E’ stato sviluppato da Sergey Brin e Larry Page ( da cui scaturisce il nome PAGErank ).

Il PR può essere inteso come un “voto” che il motore di ricerca assegna a una risorsa, che è la sintesi di vari fattori determinanti: numero di pagine linkanti la risorsa, PageRank delle pagine linkanti, numero di link in uscita dalle pagine linkanti.

Questo punteggio viene suddiviso tra tutte le pagine di un sito ( parliamo infatti di PageRank Flow o Juice Flow, intendendo la capacità del rank di “diluirsi” sulle pagine collegate ).

Un PageRank tra il 3 e il 5 è già considerato buono.

PR molto più alti sono affidati (generalmente) a siti o portali particolarmente affidabili e rilevanti per il motore di ricerca. ( es. Adobe.com e Youtube.com hanno un irragiungibile PR 9 )

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ADworld Experience

Programma del Convegno Venerdì 20 Aprile 2012

  • ore 8.30 – 9.00

    Registrazione partecipanti

  • ore 9.00 – 9.15

    Presentazione evento e note organizzative

  • ore 9.15 – 9.45

    Search vs. Display (Fabio Sutto)
    Quando la rete display converte di più e meglio rispetto alla search, best practice e case history.

  • ore 9.45 – 10.15

    Ottimizzazione “olistica” di una campagna (Filippo Toso)
    Keyword, annunci e landing page sono gli anelli della tua campagna. La catena che compongono è forte tanto quanto il suo elemento più debole. Un caso pratico di ottimizzazione finalizzata alla promozione di un evento.

  • ore 10.15 – 10.45

    intervento in via di definizione

  • ore 10.45 – 11.15

    coffee break

  • ore 11.15 – 11.45

    Meccanismi di targeting avanzati per ottimizzare una campagna (Francesco Tinti)
    Il case history di un noto tour operator che opera a livello internazionale.

  • ore 11.45 – 12.15

    Lead generation per un E-commerce in difficoltà (Francesco Gori)
    L’analisi di un account AdWords con un basso tasso di conversione e la strategia per acquisire un numero maggiore di clienti: dai nuovi obiettivi di marketing alla ristrutturazione dell’account.

  • ore 12.15 – 12.45

    La tecnica del targeting progressivo con budget massimale unico (Gianpaolo Lorusso)
    Come impostare l’account per ottenere il massimo da Adwords anche con budget bassi e medio-bassi. 2 case history reali a confronto (una PMI nel settore manifatturiero e la promozione di un evento).

  • ore 12.45 – 14.00

    lunch break (open buffet all’interno della location dell’evento)

  • ore 14.00 – 16.30

    SEM Ignite (interventi di esperti freelance e di alcune tra le migliori SEM agency italiane
    con case history e sessioni di domande e risposte dedicate).
    Alessandro Banchelli, Dalla business idea alla campagna Adwords
    Andrea Cappello (Studio Cappello), Landing page optimization
    Deborah Del Cortona, Adwords e Brand Reputation: vendere online iniziando con un piccolo capitale
    Luisa Fontana (TSW), Catturare l’attenzione in poche righe
    Cesarino Morellato, Gestire una campagna Adwords di lungo corso
    Francesco Piersimoni (Adrias Online), Autocompetizione nel settore turistico
    Alessandro Sportelli (Facebook Strategy), Best practice per Facebook ADS
    – altri interventi in fase di definizione.

  • ore 16.30 – 17.00

    coffee break (e votazione dell’intervento preferito dai partecipanti)

  • ore 17.00 – 18.30

    Tavola rotonda e proclamazione dei vincitori del SEM AWARD ITALIA 2012
    Oltre ai relatori ci saranno: Luca Bove, Tiziano Fogliata, Cosmano Lombardo, Paolo Moro, Davide Pozzi e Giorgio Taverniti.

Tutti gli interventi saranno seguiti da una sessione di almeno 10 minuti di domande & risposte.

Per massimizzare l’efficacia dell’interazione durante tutto l’evento sarà possibile twittare al moderatore
le domande per i relatori usando l’hashtag #adwexp

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SERP

SERP: Search engine results page

Ovvero, la pagina dei risultati del motore di ricerca

Ogni motore di ricerca presenta i risultati con layout diversi.

Google, è sicuramente quello che ha la pagina più performante, proprio perchè essa cambia in base a diversi parametri:

  1. Utente loggato o sloggato
  2. Indicatore di località all’interno della ricerca
  3. Particolare settore commerciale ( in questo caso il fatto che io inserisca Roma o Milano è indifferente: Google visualizza i dati in base all’IP )
  4. Fatti di cronaca o prettamente di informazione ( Subentra Google News )
  5. Contenuti che presumono visualizzazioni video ( Youtube in SERP )
  6. ….

Considerato che Google ha diversi motori di ricerca interni, dobbiamo sapere che la SERP è anche quella della ricerca immagini, video, news etc…

 

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cookie

Il provvedimento n.229 dell’8 maggio 2014 da parte del Garante della privacy obbliga tutti i siti web italiani a rivedere in modo drastico il modo con cui regolano l’installazione dei cookie sulle proprie piattaforme.

Se prima era possibile non fare nulla, o quasi, dal 2 giugno in poi, l’ultimo giorno per adeguarsi alla normativa, bisognerà porre grande attenzione alle cookie policy e alle modalità con cui i cookie vengono installati nel computer dell’utente.

I cookie, intanto, si dividono in tecnici e di profilazione. I primi sono considerati più blandi e a basso rischio: si tratta infatti dei cookie che vengono usati dai siti per motivi meramente funzionali. Spesso contengono informazioni per migliorare la navigabilità del sito, impostazioni come la lingua preferita dall’utente e via dicendo.

Il discorso è diverso per quanto riguarda i cookie di profilazione: questi vengono usati per profilare, appunto, l’utente e possono mettere a serio rischio la privacy del visitatore stesso. Questo genere di cookie traccia le informazioni del visitatore per fornire servizi futuri (ad esempio la pubblicità targetizzata). La nuova normativa obbligherà i gestori dei siti a limitare l’uso dei cookie di profilazione e a richiedere il consenso preventivo all’utente per poterli utilizzare.

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