Mese: luglio 2014

Corso SEO Padova

Corso Seo a Padova by Seo Training

Un corso Seo a Padova per scoprire tutti i segreti della Search Engine Optimization e confrontarsi con gli esperti del settore: l’appuntamento da non perdere è per il prossimo 3 ottobre presso il B4 Hotel della città veneta. Si tratta di una delle tappe del tour di Seo Training, dedicato al search marketing per le aziende e alla necessità di ottimizzazione sui motori di ricerca: per le piccole e medie imprese 2.0, infatti, il Seo e la visibilità su Google rappresentano ormai requisiti imprescindibili per aumentare le vendite e allargare in misura significativa il raggio della propria clientela.

Il corso Seo a Padova, con un workshop a partire da 99 euro, si baserà sull’analisi del Seo, con una tavola rotonda che avrà il compito di analizzare siti e portali al fine di individuarne punti deboli e punti di forza: il tutto, tra suggerimenti e consigli messi a disposizione dai professionisti che interverranno per una giornata di formazione destinata a cambiare le prospettive di molte imprese. All’insegna del motto “Più visibilità in target, più vendite”, l’appuntamento di Padova metterà in evidenza come l’ottimizzazione e l’analisi costituiscano tappe indispensabili per raggiungere visibilità e fare crescere un business: solo con questi due strumenti, infatti, si ha l’opportunità di risultare più competitivi rispetto ai propri avversari e sfruttare nel migliore dei modi tutte le potenzialità della Rete.

Il corso Seo a Padova vedrà l’intervento di Dario Ciracì e di Fabio Sutto: il primo, è Ceo e co-fondatore di Webinfermento, ed è esperto di social media marketing e sviluppo di strategie Seo, attento conoscitore di Smm e di Google Plus; il secondo, invece, è un noto seo specialist impegnato nella cura del business e della reputation di numerose piccole e medie imprese. L’intervento di Sutto, in particolare, sarà basato sulle strategie necessarie per mettere in atto una link building che non risenta di Penguin. Previsti, inoltre, i contributi di Andrea Podda, project manager di Dea Marketing e content creator, di Adriano De Arcangelis, Ceo di Dea Marketing e specializzato in progetti a rischio elevato, e di Flavio Mazzanti, coordinatore del progetto Seo Training e consulente per l’analisi di portali e siti.

Il programma del corso Seo a Padova prevede, dopo la registrazione dalle 9 alle 9 e mezza e la presentazione della giornata, la relazione di Andrea Podda sul futuro della Seo dalle 9.45 alle 10.20, seguita dall’intervento di Flavio Mazzanti sul local Seo; dopo il contributo di Melascrivi dedicato al copwriting persuasivo e un coffee break di 15 minuti, dalle 12 alle 13 sarà la volta di Adriano De Arcangelis, che parlerà di Adwords e Seo. Al pranzo seguirà l’intervento di Dario Ciracì, a partire dalle 14.15, su content marketing e link popularity, mentre Fabio Sutto alle 15 parlerà di penalizzazioni e dalle 15.45 Andrea Podda dedicherà qualche minuto agli e-commerce. Dopo l’intervento di Fabio Sutto delle 16.35 sul nuovo Seo di Google, un coffee break e la tavola rotonda conclusiva, per un bilancio finale della giornata.

Maggiori informazioni sul corso

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Maurizio Ceravolo su Google Plus

Maurizio Ceravolo è una persona “NUOVA” e lo dico nel senso più vero e entusiasmante della parola.

Nuova come volto; come portatrice di notizie, novità, ma anche innovazione; come metodo; come logica; come etica; come SEO.

Proprio nel panorama SEO nazionale, Maurizio Ceravolo sta pian piano acquisendo sempre più consensi e non dipende solo dai risultati che ha finora ottenuto, ma anche dalla sua capacità di analisi, dal suo metodo, dalle persone che ha scelto per i suoi progetti e dalla passione che trasuda dal suo profilo di Google+.

Io conosco Maurizio solo superficialmente purtroppo e non ci siamo mai incontrati di persona (n.d. MAURIZIO: sicuramente capiterà l’occasione; IO: “Yeah!”), ma da tempo lo seguo con attenzione, in quanto la sua semplicità nel discutere argomenti tecnici, mi da sicurezza e allo stesso tempo stimola la mia creatività, rendendo flessibile un qualcosa che la mia mente troppo spesso ormai, legge come lo fa un motore di ricerca.

Il vantaggio di Maurizio è quello di aver saputo cogliere gli aspetti migliori dell’Ingegneria ( Maurizio è un Ingegnere Informatico ), trasformandoli in parole e atteggiamenti comprensibili, anche da chi è totalmente a digiuno di codice.

Tutto quello che so di lui prima di questa intervista, è quanto più o meno anticipato in queste poche righe.

Ma non mi basta, so che Maurizio diventerà presto un personaggio tra i più noti del panorama nazionale e non voglio farmi sfuggire l’occasione della sua disponibilità, per poter dire di essere stato uno dei primi a intervistarlo.

Ma iniziamo con l’intervista >>

MAURIZIO: Prima di partire con le risposte, ti vorrei ringraziare per le tue parole, veramente mi lusinghi immeritatamente.

E poi vorrei anche correggere un piccolo errore di fondo, che si sta propagando. 😀 Non sono un ingegnere informatico. Sono un ingegnere elettronico (anche se con orientamento informatico all’interno del percorso di studi). L’equivoco nasce dal mio profilo dove scrivo: ingegnere, informatico, programmatore, analista, SEO, appassionato di social media, blogger, imprenditore però c’è una virgola fra ingegnere ed informatico, e quella a molti sfugge 😀 (IO: A me causa vecchiaia è sfuggita :D)

1. Come e perchè nasce http://www.ideativi.it ?

Ideativi nasce ufficialmente nel 2011 anche se la sua gestazione è iniziata parecchi anni fa, fra il 2002 ed il 2003. In quel periodo la mia attività era principalmente di formatore ed in una delle società dove tenevo corsi conobbi come collega dell’aula accanto Alessandro Ceci .

Poco dopo la stessa società, mi chiese di affiancarlo nello sviluppo. Lui già da anni sviluppava software per i loro clienti ed aveva bisogno di una mano per gestire il carico di lavoro. Iniziammo a lavorare insieme e trovammo una intesa perfetta, che poco dopo abbiamo iniziato a sfruttare anche in progetti al di fuori della società dove ci siamo incontrati. Le nostre caratteristiche erano in parte simili, in parte complementari. Lui era più specializzato in software Windows, io ero più specializzato sul Web. Ci è sembrata subito una bella accoppiata.

Da quel momento siamo stati inseparabili, ogni progetto l’abbiamo realizzato insieme dividendo i guadagni, da bravi fratelli di latte di bit, indipendentemente da quanto ci lavorava effettivamente ciascuno. Tanto sapevamo che ognuno dei due avrebbe dato sempre il massimo. E la fiducia nell’altro, da allora, è sempre stata cieca.

Virtualmente ideativi, anche se ancora non lo sapevamo, è nata in quel periodo. Lavorando insieme come freelance, e portandoci dentro altri professionisti quando il progetto lo richiedeva, stringendo rapporti con collaboratori ed aziende, iniziando un lento processo di networking.

A fine 2010 un collega, con cui avevamo lavorato in alcuni progetti, si licenziò e ci propose di aprire una società.

Soprattutto io ero molto titubante a compiere il passo. Avevo sempre ripetuto che mai e poi mai avrei aperto una società, avendo avuto i genitori imprenditori da sempre. Sapevo che non era una vita facile.

Alla fine mi feci convincere e nacque ideativi, in casa di Alessandro, fra il malcontento dei cani che non dormivano più e i gatti sfrattati dalle poltrone preferite. Il nome, opera sua, si ispira a uno dei film must per ogni informatico che abbia vissuto gli ’80: TRON. Nel film i developer venivano definiti dai loro programmi i “creativi”. Ma non scrivendo solo codice si è cercata una crasi fra “idea” e “creativi”.

Il nostro obiettivo era, ed è ancora, quello di aiutare le imprese a migliorare i loro processi, e trovare tempo e risorse per sviluppare anche idee nostre.

Dopo meno di un anno il terzo socio ci lasciò. Troppo duro il passaggio da dipendente ad imprenditore. Con qualche difficoltà ci siamo rimodulati per passare da una guida a tre ad una a due, ma siamo tornati in equilibrio.

Ovviamente non è facile fare impresa, soprattutto onestamente e senza capitali, ma siamo fiduciosi per il futuro.

Inoltre c’è un precedente favorevole. C’è stata un’altra azienda che è nata in una casa con tre soci, che poco dopo sono rimasti due. Uno era un ingegnere elettronico, l’altro era vegetariano, malato per il design ed un gran scassaballe pignolo, come è Alessandro. Mi pare che avesse a che fare con delle mele. 😀

2. Ti senti più Comunicatore, Programmatore, SEO o altro..

Decisamente programmatore. Raramente ci sono giornate in cui non scrivo codice. Ho iniziato a programmare a 9 anni quando avevo a disposizione solo pochi k di memoria e penso che continuerò a scriverne anche dopo la pensione. Sono anche un po’ SEO, perché quando lavoriamo su web è fondamentale curare anche quell’aspetto. Sono un po’ tante altre cose, come Alessandro, visto che la gamma dei progetti su cui lavoriamo è abbastanza varia.

Però fra tutte queste cose, sinceramente, non mi sono mai visto come comunicatore. Un comunicatore è bravo a comunicare qualsiasi cosa. Nel caso mio se c’è qualcosa che non mi piace o non ne sono convinto, è la fine. Si vede. Traspare.

Considera che a scuola l’unico tema veramente superlativo che ho mai scritto è stato (obiettivamente un gran botta di culo) quello della maturità. Quell’anno usci un tema dal titolo: La fantascienza nella letteratura, nel cinema e nella televisione. L’interesse per l’immaginario fantascientifico è solo ricerca di svago? O vuol dire invece che l’uomo non può appagarsi di una realtà sperimentabile e verificabile?

Da malato di fantascienza mi hanno servito il tema su un piatto d’argento. 😀 Ma fu solo quella volta.

3. L’ordine e l’entità dei profili della domanda precedente non è casuale. Questo è quello che arriva a me. Ti vedo un grande comunicatore, poi tutto il resto. Cosa ne pensi?

Come detto sopra non riesco a vedermi come comunicatore. Magari come blogger si. Che si diverte a raccontare gli esperimenti che fa e a confrontarsi con le idee degli altri.

Postare su Google+, obiettivamente serve in prima persona a me. Mi dà lo spunto di avere confronti molteplici con idee di tanti altri. Quello che prima era limitato unicamente alle mie chiacchierate con Alessandro, adesso non ha limiti. E mi ha fatto crescere molto professionalmente. Quello che leggo ogni giorno dalle mie cerchie, ha ampliato notevolmente le mie vedute.

4. Il Festival del web marketing ti ha visto protagonista di uno degli interventi più interessanti della giornata. Pensi di aver dato tutto? C’è qualcosa che vorresti aggiungere oggi a freddo? E’ stato come te lo aspettavi?

Al Festival del Web Marketing ero la matricola. È stata la mia prima volta ad un evento del genere. Ed ero emozionato. Ma è stato come mi aspettavo. Un bell’evento. Sessioni interessanti. Tante belle teste con cui confrontarsi.

Quanto a me, ho dato tutto quello che potevo per il tempo a disposizione. Ma obiettivamente se mi avessero dato due ore invece di 30 minuti, le avrei riempite senza problemi. Ci sono tanti dati, tante cose, che non ho potuto nemmeno accennare. Però mi rifarò fra qualche mese. Sto allargando il campione di analisi e fra qualche mese farò uscire uno dei miei post da mille mila parole con tanti dati, tanti grafici e le tante cose di cui non ho fatto in tempo a parlare.

5. Avevi mai partecipato come relatore ad altri eventi, anche se in settori diversi?

Solo un’altra volta avevo tenuto una relazione in pubblico. Ma è stato più di 10 anni fa, ad un evento Macromedia, con una platea decisamente ridotta. Non c’era paragone.

6. Sei un Ingegnere e quindi probabilmente hai una grande capacità di pianificazione oltre che di problem solving. C’è qualcosa che hai progettato tempo fa e che ancora non è successo? So che se è così non ci darai anticipazioni, ma.. dobbiamo aspettarci qualcosa che non ci hai ancora detto? Insomma, cosa bolle in pentola?

Il problem solving sicuramente è qualcosa che mi è congeniale. Mi sono iscritto ad ingegneria dopo che rimasi fulminato ad un conferenza, dove il relatore disse che un ingegnere è una persona che risolve problemi complessi.

Però la pianificazione è una cosa che lascio ad Alessandro. È più bravo di me in questo, lascio fare a lui. E poi non è una cosa che mi piace molto. In questi casi mi fingo morto come gli opossum e le scarico su di lui. 😀

Progetti nel cassetto ne abbiamo molti. In fondo siamo ideativi, le idee non ci mancano.

Semmai quello che ci manca è il tempo. Non ci piace dire di no ai clienti, ed allo stesso tempo cerchiamo di mantenere una dimensione commisurata alle capacità economiche: non arruoliamo nuove leve in ideativi se non abbiamo certezza assoluta di poter fornire le giuste garanzie. In tanti anni ne abbiamo passate tante come freelance: quello che non volevamo per noi, cerchiamo eticamente di non farlo ora noi ad altri. E quindi rimangono indietro le cose nostre…

Oggi (nel momento in cui scrivo, questa frase) ho pubblicato la prima puntata di una ricerca sulle aziende turistiche italiane (nel cui post ho avuto anche un bello scambio con te) che è  l’analisi di un sottoinsieme del database di 3 milioni di aziende italiane che abbiamo costruito negli anni per qualcuna delle nostre idee future.

Ma ci sono anche diverse altre cose. Ad esempio stiamo valutando di costruire un tool web per permettere a tutti di fare analisi simili a quella che ho presentato al Web Reevolution.

Ovvero scaricando i dati di tutte le condivisioni delle pagine di un sito su Google+, più le metriche estratte dai social button dei vari social network.

Ma non solo, abbiamo il nostro CMS, il nostro e-Commerce, il nostro gestionale per attività commerciale multi-negozio (e questi tre ci piacerebbe integrarli in un unico prodotto), il nostro sistema di gestione di call center, il nostro risponditore telefonico, più tutta una serie di cose, nate da richieste di clienti che poi cerchiamo di generalizzare per poi riutilizzarle in altri contesti.

Però c’è un problema. Mi ricollego al tuo articolo http://www.espertoseo.it/salviamolepmi/ che ho apprezzato molto, in cui scrivi non tutti si possono permettere di avere come sede legale un paradiso fiscale.

Ecco molte delle cose extra-clienti che facciamo, nascono come in Google, nel 20% del tempo dedicato ai progetti personali. Con una sola differenza. Dato che ideativi NON ha la sede in un paradiso fiscale come Google. Il 20% del tempo, non lo prendiamo dal tempo lavorativo, ma dal nostro tempo libero. Il 100% del tempo per adesso va ai clienti e quindi si allunga il tempo di cottura per quello che mettiamo a bollire in pentola.

7. SEO Sarcazzo. Perchè Altavilla e Mosna? Come è iniziato? Come sta andando? Cosa sarà? Non ci credo che non hai già visto fin dove può arrivare questo interessante connubio..

Forse non mi crederai, ma è una cosa molto naif. E non ha uno scopo di business. Altavilla e Mosna sono due delle molte persone con cui mi piace scambiare idee su Google+. Sono entrambi grandissimi professionisti, oltre che belle persone. Ed ognuno di noi, anche se con la SEO a fattor comune, ha le sue peculiarità.

La cosa è iniziata molto causalmente. Sono diventato amico con entrambi. Ed Enrico Altavilla ogni tanto, in orari randomici del giorno o della notte, ci chiamava in chat o in hangout esordendo con Sarcazzo? Da lì partivano delle chiacchierate che erano essenzialmente cazzeggio tecnico, però sia divertenti che interessanti. Molte delle cose che ho pubblicato nell’ultimo anno sono venute da idee nate durante queste chiacchierate.

Poi qualche mese fa, Enrico ci detto “e se le mandassimo in diretta?”. Io sinceramente ero un po’ titubante, il mio primo pensiero è stato “ma chi vuoi che ci stia a sentire per un’ora?”, ma comunque ho detto sì, perché sapevo che mi sarei divertito.

Mi sbagliavo, pare che piaccia. (IO: Altrochè :D)

Dove stia andando e cosa sarà non ne ho idea. Il principio di base è che ci dobbiamo divertire e che lo facciamo solo quando abbiamo tempo ed abbiamo soprattutto qualcosa da raccontarci e da raccontare. Non c’è nulla di preparato, se non 5 minuti per scegliere di cosa parlare.

8. Nasci come programmatore, ma oggi parli molto di SEO e di Google+. Riesci a scindere i due mondi, o sei riuscito a trovare una ricetta per fonderli? Nel tuo sito aziendale ho visto lavori per grandi realtà, che immagino siano rivolti a sviluppo software, applicazioni e soluzioni informatiche. Si distinguono anche lavori in termini SEO più puro o semplice consulenza, ma è questa la direzione? Sarai sempre più SEO e meno sviluppatore o diciamo che dipende dalla domanda del mercato?

Programmazione, SEO, Google+. Si direi che sono riuscito a fonderli nel mio quotidiano.

Bene o male in ogni cosa che pubblico strizzo l’occhio a queste tre cose. Non sta a me dire se sono riuscito a farlo bene o male.

Però mi trovo abbastanza a mio agio con queste tre cose.

Anche se come hai notato parlo poco di programmazione. Non perché la cosa non mi interessi, ma perché se mi metto a parlare delle tecniche con cui si ottimizza una stored procedure, avrei poco seguito. Chi si dedica allo sviluppo come facciamo in ideativi è poco social. I programmatori che stanno su G+ per la maggior parte sono customizzatori di prodotti open source.

Come hai notato dal nostro sito, il nostro core è lo sviluppo, anzi a dire la verità, sul sito per adesso non proponiamo servizi meno core, come la SEO o la progettazione di cluster di server ad alta affidabilità. Dato che queste cose ricadono su singole persone, per adesso non le pubblicizziamo troppo ma le facciamo quando servono nei progetti.

Nel caso particolare della SEO, per adesso me ne occupo solo io, ma a parte un solo caso fino ad adesso, è sempre stato all’interno di progetti di sviluppo decisamente più ampi.

SEO o sviluppatore lo deciderà il mercato. Anche se per adesso e per il prossimo futuro, so già che sarò più sbilanciato lato sviluppatore e neanche soltanto web.

9. La tua capacità di analisi e di calcolo, espressa in più circostanze, non ultima il report su nomi e cognomi di G+, ti avrà in qualche modo fornito gli strumenti per poter dire anche a naso se ci sono margini di salvezza per le imprese italiane e se queste possono contare su professionisti come te. Non è una provocazione, ma alla società di meccanica del Frosinate che sta per chiudere, che cosa dice Maurizio Ceravolo? Al Festival, si è parlato anche di applicazione di tecniche e segnali social per le PMI? O solo casi studio su grandi nomi? Le Fiere, i Festival, i Seminari, le Conferenze aumentano, ma le aziende chiudono, gli operai vanno in cassa integrazione e i giovani e non emigrano. Gli stranieri non vengono più in vacanza in Italia e i centri storici delle città, mostrano statue antiche agli stormi migratori. La politica non ci interessa, vogliamo sapere cosa può fare Maurizio e altri consulenti, per fare davvero qualcosa per la nostra economia.

Questa è sicuramente la mia domanda preferita fra quelle che mi hai posto. Da fervente nazionalista non posso che apprezzare.

Come ho apprezzato il tuo post degli scorsi giorni sul #salviamolepmi.

Siamo la prima generazione che se la passa peggio dei propri padri, ed è obiettivamente una sofferenza vedere l’Italia, un paese bellissimo, così disastrato. Però sono fiducioso che le cose possano migliorare. Non sarà di certo facile. Ci vorrà parecchio tempo. Ma sento che è possibile.

Per provare ad aiutare la società di meccanica del Frosinate, dovrei prima capire come lavorano, vedere quali siano i suoi problemi, qual è il mercato all’interno di cui si muove.

Ovviamente non posso fare miracoli. Potrebbe muoversi all’interno di un mercato che è di per sé spacciato, perché verrà spazzato via da una nuova tecnologia. Pensiamo ai giornali di carta o, per rimanere nell’ambito meccanico, al carburatore.

Oppure potrebbe anche essere che io non sia la persona più adatta per risolvere i suoi problemi. In quel caso il mio aiutarla, potrebbe essere indirizzarla verso un’altra azienda, che reputo più adatta, come potrebbe essere Esperto SEO o tante altre a cui appartengono le persone con cui ho modo di interagire virtualmente o realmente.

Comunque, supponiamo che rientri nel mio campo di azione. Io penso che l’attività informatica, facendo un paragone calcistico, possa giocare in attacco o in difesa.

L’attacco è il web marketing, tutta l’attività promozionale, che può essere realizzata usando strumenti informatico. L’attacco è volto ad incrementare il fatturato.

La difesa invece sono tutti quegli strumenti che possono essere usati per aumentare la produttività delle persone e la diminuzione dei costi.

Ovviamente per mia inclinazione personale ingegneristica, tendo prima a pensare alla difesa. Ottimizzare i processi per fare di più, pagando di meno, con benefici immediati.

In tante aziende, anche grosse, non c’è una visione in questo senso. Molti processi sono governati da fax, telefonate, file excel scambiati per email. Questa è una grossa inefficienza.

Perché le persone sbagliano, si dimenticano, e così chi è alla guida non riesce ad avere una percezione di quello che sta succedendo sotto di lui.

Ti faccio qualche esempio pratico su cose realizzate in passato o pianificate e mai partite per problemi politici aziendali (anche questo succede, altri dipartimenti o i sindacati si possono opporre creando inerzia all’innovazione).

Se un’azienda ha persone che stanno continuamente in giro, si possono ottimizzare i loro percorsi. Potrebbe essere la linea di vendita che deve visitare periodicamente i clienti oppure potrebbero essere i furgoni che devono consegnare la merce. È il problema del commesso viaggiatore (http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_del_commesso_viaggiatore). Un sistema informatico può suggerire i percorsi più veloci per fare tutto il giro in meno tempo. E massimizzare la produttività.

In un call center che chiamava per proporre l’acquisto di un adsl, molte telefonate andavano a vuoto. Realizzammo un sistema di validazione delle liste di chiamata, interrogando con i numeri di telefono, i servizi di copertura adsl dei principali operatori. Da qui potevamo scoprire se c’era copertura adsl, ma anche se il numero risultava già coperto dal servizio.

Dopo la validazione si potevano chiamare solo i numeri che erano in target, escludendo quelli che sarebbero andati sicuramente a vuoto.

Una reportistica complessa può aiutare le decisioni del management. Immagina di avere i dati di vendita comune per comune, su un lungo file excel. Sono di difficile consultazione.

Riportati su mappa geografica con gradienti di colori è possibile, ad un colpo d’occhio, notare quali zone o aggregati di comuni stanno sottoperformando e quindi prendere subito decisioni per gestire il problema.

Un sistema informatico che segue tutte le fasi del processo di produzione, permette di verificare in tempo reale, dove ci sono intoppi, senza doversi accorgere a fine giornata dalla conta dei prodotti e poter intervenire solo ore dopo.

In un magazzino, un palmare industriale, dotato di lettore di codici a barre, può permettere di velocizzare la mobilizzazione dei prodotti, senza dove costringere gli operatori a portarsi dietro fogli di carta, o dover consultare di continuo i terminali.

Un risponditore telefonico può permettere di acquisire dati veloci dalle persone sul campo, senza dover distribuire smartphone e connessioni telefoniche.

Potrei andare avanti a lungo, però penso che il concetto di fondo sia chiaro. C’è la possibilità per migliorare e facilitare il lavoro delle persone.

Ovviamente c’è il bisogno di un po’ di investimento (anche perché le società informatiche non sono onlus) e di un cambiamento culturale nella testa delle persone che hanno una certa ritrosia ai cambiamenti. Ad esempio, assistendo tanti anni fa a corsi di MS Word in alcuni uffici ministeriali, vedevo che le persone avevano l’abitudine a centrare i testi a colpi di space, come facevano sulle vecchie macchina da scrivere. Quanto tempo faceva perdere un’operazione del genere, con risultati anche di centrature non perfette?

Estendi questo esempio, che fa sorridere, a processi decisamente più complessi e vedrai quanto margine di ottimizzazione nei costi ci sono nelle pmi.

Per quanto riguarda l’attacco, non faccio esempi, perché i lettori di EspertoSEO sapranno già di cosa parliamo. 😀

10. E ora rilassati pure.. di quello che ti senti adesso, dopo che l’intervista è finita, ora che
lascerai questa pagina per dedicarti al tuo prossimo impegno. E mi raccomando, ricordati
che non finisce qui!

OK siamo al momento Marzullo. Si faccia una domanda e si dia una risposta. 😀

Però più che questo, vorrei fare una considerazione seguendo il flusso delle domande che mi hai posto. Vorrei suggerire a chi vuole fare questo lavoro, di fare networking, di creare collaborazioni, di non chiudersi nel proprio giardinetto.

Malgrado EspertoSEO ed ideativi abbiano core business diversi, ci può essere una certa sovrapposizione e teoricamente si potrebbero trovare come concorrenti all’interno di qualche progetto. Eppure EspertoSEO non ha avuto alcuna remora a chiedere ad un possibile competitor di raccontarsi sul proprio sito, né io, come voce di ideativi, in questo momento, in nessun momento ho pensato al mio intervistatore, Emanuele Tolomei, come di un concorrente, a cui non devo scoprire il fianco. Non lo vedo altro che un collega, dal quale si può imparare qualcosa.

In tutti questi anni, posso dire di aver avuto solo vantaggi da queste situazioni. Anni fa, quando ho iniziato a collaborare con Alessandro, ho portato in dote i miei clienti e tutto quello che avevo realizzato, come ha fatto lui con me. Nel primo anno di collaborazione con lui, ho raddoppiato il MIO fatturato personale. Scambio di idee, valorizzazione delle proprie pecularità, e l’avvantaggiarsi dei punti di forza dei compagni di avventura, porta un valore aggiunto immenso.

Allo stesso modo da quando sono entrato per la prima volta in Google+, ho avuto modo di ampliare moltissimo i miei orizzonti, ed imparare tantissime cose da tutti i colleghi che lì ho conosciuto. In tutte le cose che ho prodotto negli ultimi due anni, c’è la contaminazione delle loro idee, e diverse cose non sarebbero mai nate senza quei confronti.

Magari posso aver perso qualche prospect, che ha preferito qualche collega da me citato nei miei post o nei miei articoli di questo periodo. Ma so già che questa possibile perdita è inferiore e di molto, a quello che ho ricevuto in termini di know-how, consigli e collaborazioni che ho costruito.

Se vuoi diventare un giocatore di Serie A devi per forza confrontarti con giocatori di Serie A, altrimenti non uscirai mai dalle partitelle all’oratorio.

A questo proposito ci tengo a ringraziare il giocatore di Serie A, Emanuele Tolomei, per avermi dato la possibilità nelle sue pagine, di raccontare la storia di ideativi e del percorso professionale mio e di Alessandro, come in effetti non avevo mai fatto.

Ed una ultima nota di sincero apprezzamento personale mia e so anche di Alessandro per l’attività no-profit di Esperto SEO, in particolare questa http://www.espertoseo.it/iniziative-benefiche-e-no-profit/canile-rifugio-di-monte-argento/

Da animalisti non possiamo che apprezzare, in particolar modo Alessandro ed i 10 trovatelli con cui condivide la sua vita.

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Tasto COMPRA

Tasto COMPRA in arrivo su Facebook

In questi giorni di Luglio le novità sono moltissime, tanto che tantissimi canali anche meno abituati a pubblicare articoli generalisti, stanno creando nuove aree per informare i propri lettori abituali di notizie SEO/SEM e Web Marketing.

A pochi giorni dai primi test avvistati su Twitter infatti, anche Facebook lascia trapelare l’inizio dello sviluppo del tasto COMPRA, che verrà presto inserito all’interno del Social più amato al mondo.

Ne avevo già visto/sentito parlare in questi giorni anche in Google+, ma non ho dato tanto peso alla cosa, ripromettendomi di trovare 1 minuti, non di più, per riflettere su cosa potrebbe accadere.

Così, cercando in Google News, mi accorgo che a quest’ora, la notizia di cartello è proprio questa. Niente da dire, visto l’orario, il caldo, la stagione e il fatto che è praticamente Domenica, ma mi aspettavo qualche notizia un po’ più succosa, invece sono capitato in questa del centrometeoitaliano, non proprio del settore, che riporta semplicemente la notizia e prevede una presa di posizione da parte degli addetti al social media marketing.

Ora, senza andare a cercare ulteriori notizie inutili e dichiarazioni ufficiali, credo sia giusto immaginare uno scenario in cui anche Facebook si piazza nel magico mercato dell’ecommerce.

Iniziamo col dire che Google Shopping è stato ed è, salvo integrazione con AdWords, un vero schifo. Non si trova facilmente il prodotto, i cataloghi non sono aggiornati e la ricerca interna non ha niente a che vedere con l’algoritmo centrale, ne in termini di rilevanza, ne a proposito di filtri.

Molto meglio Amazon in questo caso, che se pur più complesso dal punto di vista dell’usabilità, ma ormai ben assimilato, ha un sistema di ricerca estremamente capillare e preciso.

Poi c’è il nostro girofferte.it ( che nemmeno linko 🙂 ), ma questa è un’altra storia 😀

A parte le cazzate dell’una di notte, mi soffermo solo su questo aspetto, perchè trovo sia molto difficile pensare un sistema di ricerca, tanto più per prodotti di chissà quale genere, all’interno di Facebook.

Già la ricerca di base è molto spartana e comunque rivolta alla ricerca di profili/pagine/gruppi, se ci mettiamo anche la possibilità di cercare prodotti, immagino sarebbero d’obbligo filtri per fascia di prezzo, categorie spero blindate, ma allo stesso tempo difficili da associare per prodotti che provengono da merchant estremamente diversi tra loro, per non parlare della rilevanza o delle recensioni.

Che dire.. io mi aspetto il meglio ovviamente, ma spero vivamente per gli utenti di Facebook che il modello che sceglierà il social, sarà più vicino ad Amazon o Alibabà, rispetto a quanto altro si può trovare.

Sviluppare un motore interno più performante è da parecchio tempo un problema di Facebook, ma se poi non lo è più stato o è stato in qualche modo abbandonato/accantonato, dipende anche dal fatto che l’utenza non si è mai oltremodo lamentata di come ad oggi riesce a fruire della piattaforma. Per cui potrebbe significare anche che magari non è nemmeno pronta a farlo o non gliene può fregar di meno proprio mentre è li dentro (storia vecchia)

Aggiungo anche che da un punto di vista psicologico, Facebook ha dato la possibilità, non solo di trovare persone care e poterci comunicare in estrema semplicità, ma ha anche fatto sentire forse per la prima volta davvero, l’utente protagonista e padrone della piattaforma. Non sarà facile, come non lo è stato con Facebook Offers, togliere il palcoscenico a quello che è più congeniale all’utente al suo interno, ovvero mettersi in mostra. Ovvio che parlo per presupposti, che saranno, sempre mi auguro smentiti, come so anche che i veri esperti di social media marketing, sapranno trovare una chiave per far digerire agli utenti alcuni prodotti, magari selezionati o addirittura creati, proprio per loro.

Ma se c’è invece una cosa di cui sono certo è che ad oggi, quasi tutto quello che è business online, a partire dagli acquisti, fino alla vendita di servizi, passa per la casella di ricerca di Google, perchè il suo Trust è ormai riconosciuto da ogni abitante di qualsiasi parte del mondo. Non credo mi affiderei fin da subito a qualcosa che mi viene proposto su Facebook da pinco pallino. Anche se vedessi qualcosa che mi interessa andrei a vedere su Google se qualcuno ne parla, se è un’azienda che ha già uno storico, un servizio assistenza, delle recensioni.

Per cui credo che purtroppo come sempre, per i piccoli non ci sarà troppa ciccia, almeno all’inizio. E quando anche avranno acquisito un Trust su Facebook che gli consenta di essere competitivi, i veri Brand, avranno già accumulato una visibilità tale, che sarà difficile ai più colmare.

Quindi vedo una partenza sprint dei grossi nomi, con i budget che nessuna piccola impresa potrà permettersi e una visibilità molto limitata ai primi, anche perchè le pagine sono già molto cariche di Native Advertising verso pagine/siti esterni/post etc… Insomma, la solita roba che sarà a vantaggio di pochi, che faranno vedere i loro bei casi studio di successo e che i piccoli guarderanno pensando di poter fare lo stesso, ma chi è veramente esperto di Facebook marketing sa già che non è così.

Nasceranno nuovi corsi inutili per imparare a posizionarsi/vendere su e con Facebook e via dicendo.

Spero di essere smentito, lo spero vivamente 🙂

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corso web analytics

Essere presente sul web oggi è fondamentale per il tuo business. Non importa quale sia la tua attività, per essere davvero competitivi non bisogna perdere l’occasione di sfruttare le risorse della rete. La sola presenza, però, non è sufficiente, devi essere sicuro di raggiungere il target giusto. Se non sei soddisfatto degli obiettivi raggiunti e vuoi migliorare i risultati delle tue pagine web, il corso online di web analytics proposto da SEOtraining è quello che fa per te. Il corso online web analytics è lo strumento ideale per farti acquisire tutti gli strumenti necessari per migliorare il traffico del tuo sito e per monitorare costantemente il tuo target.

Con questo videocorso sarai in grado di utilizzare i principali strumenti per monitorare il traffico verso le tue pagine, potrai interpretare i diversi report e le varie funzioni di Google Analytics, lo strumento più efficiente e utilizzato per il monitoraggio del traffico dei siti web. In questo modo potrai analizzare tu stesso l’efficienza della tua strategia, senza ulteriore dispendio di risorse e di tempo. Potrai riprogrammare i punti deboli della tua strategia di web marketing, in modo da recuperare subito il traffico perso o semplicemente per raggiungere nuovi importanti obiettivi per il tuo business in rete. Molto spesso, infatti, gli scarsi risultati delle pagine web dipendono non tanto da ciò che offri al tuo target, ma da come lo proponi. Infatti, comunicare nel modo giusto è sempre la carta vincente sul web, ecco perché poter monitorare l’efficacia delle tue pagine è di grande importanza.

Il corso online web analytics proposto da SEOtraining ti mette a disposizione 3 video della durata di 1 ora ciascuno, che potrai comodamente seguire anche fuori casa dal tuo smartphone, slide di facile consultazione con argomenti sintetici e mirati, 1 ora di consulenza individuale via Skype con il docente Francesco Gavello. Francesco è un consulente di web marketing con molti anni di esperienza sul campo. Svolge la sua attività come freelance e cura un importante e conosciuto blog, francescogavello.it, dedicato al blog marketing dove si possono trovare interessanti spunti e suggerimenti per rendere funzionale e ottimizzare il proprio blog. Attualmente collabora con la Orange Media Marketing, ma nel corso della sua carriera ha svolto anche attività di Master SEO e SEO trainer. Grazie alle sue conoscenze ti introdurrà all’utilizzo più efficace degli strumenti di Google Analytics con spiegazioni chiare ed efficienti.

Il corso online di web analytics è la marcia in più che ti serve per lavorare in modo autonomo sul tuo sito. Troverai numerosi esempi pratici e tanti concetti espressi in modo chiaro e facilmente comprensibile, anche se non hai troppa dimestichezza con gli strumenti di web marketing. Il corso, infatti, è adatto anche a chi non ha grandi competenze di SEM, basta solo avere qualche conoscenza della comunicazione integrata, il resto lo apprenderai durante le lezioni. Con il corso web analytics, conoscere il tuo target e interpretare le sue esigenze non sarà più appannaggio degli esperti, tu stesso potrai renderti conto di come il tuo pubblico si muove all’interno del tuo sito, evitando così gli errori e scegliendo sempre la strategia migliore per raggiungere i tuoi obiettivi.

Gli argomenti del corso comprendono i fondamenti della Web Analytics, principi e termini di Google Analytics, l’importanza dell’utilizzo degli strumenti per analizzare il traffico web, metodi per la misurazione del ROI, utilizzo di Google Analytics per e-commerce, analisi e produzione di un report professionale, come utilizzare i filtri.

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hreflang

Quando si gestisce un sito web in diverse lingue (l’esempio più indicato è l’e-commerce) è importante che i motori di ricerca indicizzino la versione del sito con la lingua di pertinenza per ogni paese: se per errore il sito in versione cinese fosse visualizzato in Germania, sarebbe un grande problema. Può risultare difficile “comunicare” a Google l’esistenza di pagine web analoghe ma in lingua diversa. Per risolvere questo problema da oggi Google ha attivato un nuovo strumento, denominato “Targeting internazionale“, attivabile su Webmaster Tools. Questo strumento è davvero essenziale per posizionare al meglio il proprio sito web anche in altri paesi, massimizzando così le visite indicizzate.

Per implementare il Targeting Internazionale nel proprio sito ci sono due metodi: Markup a livello di pagina, ovvero utilizzando il tag  nella sezione  delle pagine elencando le versioni il lingue alternative (ad ogni pagina deve corrispondere un tag hreflang che rimandi alle varianti in tutte le altre lingue della pagina), o Targeting a livello di sito, verificando che tutti gli URL del sito siano associati ad una variante in lingua diversa, configurando la struttura del portale il modo da pubblicare contenuti specifici in una determinata lingua.

Ora è necessario agire da pannello di controllo in Webmaster Tools, andando nella sezione “Lingua” dove è necessario verificare eventuali errori nei tag, che verranno segnalati nell’apposita pagina. Gli errori più comuni sono la mancanza di Tag di ritorno (a livello di pagina, sitemap o intestazione HTTP) dei codici delle lingua alternative e l’utilizzo di codici di lingua sconosciuti. Ad aiutarci c’è anche un grafico, su cui è possibile visualizzare il numero totale di tag “hreflang” trovati sul sito selezionato (linea blu)  e il numero di tag hreflang che presentano errori (linea rossa). Per un perfetto funzionamento è necessario agire subito per risolvere eventuali problemi.

Arrivati a questo punto serve impostare un “Paese target”, accedendo alla sezione “paese”  selezionandolo nella casella “Target geografico”. Quest’operazione serve per abbinare il nostro sito ad un paese specifico, tuttavia quest’operazione non è possibile con domini di primo livello codificati per paesi (es. .it), difatti in questo caso non è possibile geolocalizzarli in un paese diverso. La funzione è utile in caso di siti d’estensione internazionale (come .com o .net).

Una volta risolti tutti gli eventuali problemi e verificate tutte le configurazioni, Targeting internazionale è stato implementato con successo nel vostro sito web.

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Matt Cutts

Il responsabile dello spam del colosso di Mountain View, Matt Cutts, ha annunciato nel suo On Leave di prendersi una pausa da Google. Una decisione che subito ha fatto il giro del web, lasciando l’amaro in bocca a molti appassionati degli algoritmi del più celebre motore di ricerca.

In un breve messaggio/intervista, Matt Cutts, annuncia così la sua decisione di prendere un congedo di qualche mese (forse fino ad ottobre): “dopo quasi 15 anni mi piacerebbe dedicarmi a mia moglie ed essere presente per lei. Stiamo andando a prendere una pausa per un paio di mesi. Il mio congedo inizia la prossima settimana. Attualmente ho in programma di andare via fino ad ottobre. Grazie a tutta la squadra di ingegneri e combattenti spam, il team webspam è in mani sicure. Scherzi a parte, sono molto più bravi a combattere lo spam di me, quindi non preoccupatevi su questo”.

Ragioni dunque apparentemente familiari, quelle che hanno spinto il responsabile spam di Google di abbandonare la direzione del centro antispam, che comunque non vedrà alcuna interruzione nello sviluppo e nella ricerca. Una decisione che, ci tiene a sottolineare, non ha nulla a che vedere con altre ragioni, se non quella di prendere un po’ di tempo libero e adempiere alla promessa familiare fatta alla moglie.

Sarà la pausa più lunga che Cutts ha mai preso da Google da quando ha iniziato la sua esperienza lavorativa nel 2000 e da quando ha iniziato sovrintendere alla squadra di spam web nel 2004. Una decisione che, sempre secondo Cutts, è arrivata in ritardo.

Il dirigente Google, riferisce che tornerà a lavoro già a ottobre di quest’anno, ma precisa che in questo periodo di “vacatio” non controllerà qualsiasi e-mail di lavoro.

Il “caso” Cutts non è l’unico nel mondo del web ad avere destato tanto clamore. Già nel 2008 la notizia che Bill Gates era pronto a lasciare Microsoft, aveva fatto il giro del mondo; una decisione presa per dedicarsi a tempo pieno alla Bill & Melida Gates Foundation. Ben 6 anni di latitanza che lo hanno comunque portato nel febbraio di quest’anno a tornare con il ruolo di consulente tecnologico Microsoft.

E che dire del CEO di Apple, Steve Jobs, quasi bistrattato per poi tornare alla ribalta e far diventare la sede di Cupertino una fra le più innovative.

Scelte che hanno portato i principali cervelloni del web a ripensare se stessi e tornare con più grinta di prima. Che anche questa volta non sia il caso di Matt Cutts?

In attesa, l’auspicio è quello di vedere Cutts in giro per il mondo a tenere conferenze e convegni per appassionati di internet, e non solo. E chissà se non sia anche il caso di vederlo in Italia così come già fatto da altri illustri, primo fra tutti il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg.

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Sono un genitore prima che essere SEO e per chi non lo sa mia figlia ha quasi 13 anni

Stasera, mi stava parlando delle sue amicizie, di coetanee per la precisione, che ormai frequentano assiduamente dei social che non sono Facebook

Inizialmente si è parlato di questi social, quasi come fossero il “rifugio” dei pre-adolescenti, che “impossibilitati”, vuoi per le policy di Facebook, vuoi per paura dei genitori riguardo a Facebook, a frequentare il grande social network, si sono spostati in altri lidi

Anche famose pop star, da tempo hanno lanciato qualcosa per coinvolgere i propri fans, ma niente a che vedere con Facebook, che dopo essersi fatti un giretto per questi social meno blasonati, diventa davvero il posto più sicuro del web, anche per i più piccoli.

La cosa oscena è che ho fatto una prova io stesso, registrandomi in uno a caso, cercando una parola a caso : “sesso”, che considerate sarà la prima ricerca, se non la seconda di qualsiasi ragazzino/ina sui 12/13

Mi sono trovato difronte subito una serie di risultati, che somigliano ad un sito di annunci, ma nella sezione animali, dove si vedono le faccine dei sempre soliti chiuaua, venduti per pochi euro.

La mia impressione da addetto ai lavori è immediata e non lascia scampo.

Per quanto ne so, dai racconti di mia figlia e delle sue coetanee, è vero che i ragazzini parlano di cose sporche, guardano youporn durante gli orari di lezione, si masturbano in classe, si fotografano mentre lo fanno e lo pubblicano in diretta anche sul proprio profilo.

Ma non posso non segnalare, che ci sono anche moltissimi profili, con dei testi molto simili, scritti tutti in maiuscolo, con una sintassi che sembra ripetuta di proposito, che fanno pensare a qualcuno che CREI quei profili DI PROPOSITO.

Non voglio credere che ci siano tanti ragazzini tra i 10 e i 14 anni, che pubblichino certe cose. E quelli poco più grandi? Anche peggio. Mi sembra di essere in uno di quei vicoli che si vedono nei film polizieschi dove c’è il pappone, le puttane, lo spacciatore, l’informatore e il sicario.

E questa sarebbe l’alternativa a Facebook? Beh.. preferisco niente, e anche se oggi  mia figlia mi odia, perchè ovviamente discutiamo sul fatto che io non voglia che lei, solo visiti determinati siti, so che domani mi sarà grata, anche perchè lei è una sportiva, è intelligente e con i suoi successi, se continuerà su questa strada, potrà forse un giorno diventare una grande atleta e girare il mondo, conoscere persone vere e magari riempire qualche triste bacheca piena di selfie, delle sue attuali coetanee, che domani ne condivideranno le gesta nel proprio profilo

Spero che questa carneficina finisca prima possibile e nessuno mi toglierà mai dalla bocca che certi posti sono dei ricettacoli di futuri criminali e poco di buono, oltre ad essere istigatori a comportamenti del tutto inadeguati, per non dire peggio, da parte di poco più che bambini.

Avrei voluto, ma ho preferito non citare nessuno di questi social di second’ordine, per non rischiare sicura querela.

Ma che tu sia genitore o no, sai di chi o cosa sto parlando e fai la cosa giusta, tieni i tuoi cari al riparo da sta roba

Un abbraccio grande

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notifiche in analytics

Novità, le notifiche di Analytics

Da stasera ho notato una new entry in Analytics, infatti sono arrivate le notifiche

Somigliano per tipo ai suggerimenti/notifiche in Adwords e si presentano con il campanellino come anche in Google Plus, ma l’iconcina con il numero è gialla, come potete vedere dall’immagine

Quale ulteriore trama si nasconde in questa nuova funzionalità ? 🙂

Le recenti teorie complottistiche che si stanno diffondendo in questi giorni in Google Plus ai danni di Google, fanno sorgere spontanea la domanda, anche se ritengo che in effetti un po’ di utilità c’è.

Al momento, nello screenshot che allego vedete che a me segnala la non presenza di conversioni. Diciamo che in questo caso l’utilità è abbastanza marginale, ma in altri casi, e con la giusta gestione, credo invece possa diventare un ottimo alleato di siti ad altissimo traffico con diversi alert per vari tipi di abbiettivo.

E tu? Come userai questa funzionalità?

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Novità da Google Drive

Google Drive è il servizio di web storage fornito gratuitamente da Google e introdotto nell’aprile del 2012. Permette agli utenti di editare, condividere e depositare numerosi tipi di documenti, compresi quelli creati utilizzando Google Docs (concorrente diretto di Microsoft Office).

Può essere utilizzato sia direttamentesul web, collegandosi via browser all’indirizzo drive.google.com, oppure scaricando l’applicazione dedicata e installandola sul proprio terminale, pc o mac, con la possibilità di sincronizzare i contenuti delle cartelle in locale con quelli delle cartelle in remoto.

Ha una capacità di archiviazione complessiva di 15 Gb, comprensivi, oltre allo stesso spazio allocato per Google Drive, anche dello spazio di Gmail e di Google+ foto. Naturalmente esistono soluzioni a pagamento per aumentare la capacità degli archivi fino a un massimo di 1 Tb, con un canone mensile variabile a seconda dell’entità richiesta.

L’ultimo aggiornamento rilasciato in ordine di tempo prevede un upgrade degli elementi della interfaccia utente (UI) nella gestione dei files che risulta così decisamente più moderna, più veloce e più facile da utilizzare, in un’ottica che guarda sempre di più all’utilizzo anche di questi servizi su tutti i dispositivi (tablet, smartphone, computer), così da permettere all’utente di essere libero di poter gestire i propri documenti con qualsiasi strumento e in qualsiasi parte del mondo si trovi.

È stata abbandonata la barra superiore, da molti giudicata obsoleta, e sostituita con l’anteprima dei documenti archiviati in versione griglia o elenco, impostabile di volta in volta direttamente dall’utente. Inoltre è stata inserita una plancia di comando con numerosi bottoni che rendono la gestione dei documenti immediata e sicuramente di più facile gestione.

Ora i documenti possono essere visualizzati in un’anteprima a thumbnail, permettendo a prima vista di visualizzarne il contenuto, modifica che sicuramente sarà utile quando dobbiamo avere sott’occhio tutti i contenuti dell’archivio e delle cartelle, soprattutto se si tratta di immagini.

Il campo “ricerca” è stato potenziato e spostato in una posizione di primo piano. È stata rivista anche l’impostazione grafica del tasto “Crea” (o “New” nella versione in inglese), con il menù a tendina che presenta le tipologie di documento da creare notevolmente migliorato.

Con un semplice click possiamo vedere i dettagli di un file e delle attività ad esso collegate. Per selezionare più documenti contemporaneamente non è più necessario spuntare la casellina corrispondente, ma basta selezionare direttamente il/i file(s), con la possibilità di trascinarlo/i da una cartella all’altra utilizzando il metodo drag & drop.

Un aggiornamento che piace già a molti, come si può verificare dai commenti sul profilo ufficiale di Google+


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