Mese: giugno 2014

seo a terni

Esco giusto adesso da questo ottimo articolo di Andrew Dennis di SemRush

All’interno troverete tecniche a vedersi ovvie, ma che quasi mai nessuno osa applicare, soprattutto nel Local Business.

Il local, come tutti sanno, da ormai molti anni viene prediletto da tantissime aziende, perchè consente di raggiungere un target localizzato in poco tempo e con investimenti contenuti.

Tuttavia, ci sono delle casistiche, per le quali non è esattamente una passeggiata.

Se prendiamo il caso Italia, considerate che qualunque tipologia di Business si affronti in città come Milano, Roma, Napoli, Firenze, Torino, etc.., comporta degli sforzi SEO, che superano di gran lunga quelli sostenuti per posizionamenti di chiavi più generiche, non localizzate, addirittura single term.

Proprio per questo, il SEO che ha poca esperienza e ancora non molte risorse di proprietà con un discreto Trust da spendere, deve per forza appoggiarsi da qualche parte per cominciare.

In questo bellissimo articolo, ci sono degli spunti, che sicuramente avrete spesso letto, immaginato, intravisto o intuito, ma che forse, non avete mai applicato.

Il mio consiglio è quello di leggerselo benissimo e soprattutto, mettere attenzione ai punti 5 e 6, che in una scala esecutiva, metterei rispettivamente primo e secondo, anche perchè potrebbero richiedere più tempo a portare il risultato, ma sarà sicuramente quello più efficace di tutti gli altri, che invece sono raggiungibili più a stretto giro.

Spero il consiglio vi sia piaciuto, per il resto commentate pure, ne parliamo insieme.

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John Mueller

Solo pochi mesi fa Google portava sul mercato un’importante novità nella visualizzazione dei risultati di ricerca delle proprie pagine. Grazie infatti alla possibilità di associare ai siti e blog la paternità degli stessi, Google mostrava a fianco delle SERP l’immagine del webmaster e dell’autore dei contenuti, nonché il numero di cerchie ad esso associate. Un’innovazione che nelle prime battute sembrava non avere colpito più di tanto gli internauti ma che in breve tempo aveva fatto strada: infatti l’associazione di un volto ad un contenuto ha creato in breve tempo un’inconscia fiducia nei navigatori della rete, stimolati a cliccare molto di più sui link con l’authorship visibile.

In termini numerici si è stimato, in questi mesi, un aumento medio delle visite con authorship legato al sito di circa il 25%, con grande vantaggio per chi si è adoperato a curare non solo i contenuti dei blog gestiti ma anche le interazioni sul social del colosso Californiano. Tutto inutile, tutto da resettare: sono bastate poche righe di un post dal profilo G+ di uno dei più apprezzati Webmaster Trends Analyst di Google, John Mueller, per cancellare tutte queste convinzioni. Mueller spiega come, nell’ottica di mantenere chiara e pulita la visualizzazione dei risultati di ricerca, siano essi tramite pc o sistema mobile, l’azienda abbia deciso di eliminare la foto del profilo e le cerchie di Google+ associate al link di riferimento.


Un’uscita inaspettata che lascia perplessi tutti i webmaster che negli ultimi periodi hanno investito tanto nella profilazione online. Le preoccupazioni principali fondano le radici nella convinzione che il “ritorno al passato” promosso da Google faccia perdere quella quota di visitatori tanto sudata e conquistata attraverso la fiducia veicolata dall’authorship. Anche su questo aspetto il breve post di Mueller cerca di rassicurare il pubblico interessato comunicando che dalle analisi condotte, il comportamento degli utenti, quantificato in click-through, con questa nuova, o meglio vecchia, grafica non mostra scostamenti rilevanti.

Sarà, ma dalle prime indiscrezione che trapelano sulla rete, questa convinzione non è così radicata, anzi. Già si ipotizza che il danno alle performance delle “pagine con la faccina” sarà elevato, azzerando tutto ciò che l’authorship, in questi mesi, ha creato. Quella che probabilmente doveva essere la frontiera del 3.0 delle SERP Google rischia di diventare un pericoloso balzo all’indietro che non soddisfa per nulla gli utenti del web. Staremo a vedere come la progressiva dismissione del setup attuale impatterà in termini di traffico e se le stime improvvisate, ma allarmanti, saranno o meno smentite.

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Immagine Google I-O Extended 2014

Google IO Extended 2014 è sicuramente uno degli eventi di punta del colosso americano Google, al quale contribuiscono con i loro interventi numerosi dei tecnici e scienziati del gruppo di lavoro dell’azienda di Mountain View.

Quest’anno la manifestazione è suddivisa in due giornate, il 25 e il 26 giugno, dense di convegni, incontri formativi e occasioni di confronto fra addetti ai lavori e appassionati, siano essi designers o sviluppatori.

La location prescelta dagli organizzatori è il Moscone West Convention Center a San Francisco in California, negli Stati Uniti, e sarà possibile seguire l’intera manifestazione in diretta streaming

Fra gli argomenti affrontati grande spazio è ovviamente riservato alla presentazione delle nuove tecnologie sviluppate dai tecnici di Google e l’anteprima delle novità che verranno rilasciate nei prossimi mesi. Il ricco programma della manifestazione prevede un calendario fitto di incontri, seminari e convegni, ai quali è possibile assistere in qualsiasi parte del mondo ci si trovi, grazie alla già citata diretta streaming.

Si comincia alle 18:00 (ora italiana, alle 9:00 di mattina ora locale di San Francisco; d’ora in poi utilizzeremo sempre l’ora italiana), con la “Keynote”, una conferenza di due ore che rappresenta il punto focale della manifestazione, proprio perché all’interno di questo lasso di tempo vengono presentate tutte le novità e le anteprime provenienti dai laboratori di Google.

Negli incontri successivi, dalle 20:00 in poi del 25 e nella giornata del 26, sono affrontati diversi argomenti: da come configurare l’ambiente di sviluppo Android utilizzando Android Studio e Gradle (con esperti di Android), a come imparare a utilizzare la piattaforma Google Cloud e gli strumenti open source per anticipare il futuro (tecnologicamente parlando), dall’accessibilità dei componenti web al power sessions di Google Play e molto, molto altro.

Tra gli speaker della Google IO Extended 2014

  • Puneet Ahira Moonshot Evangelist per Google
  • Megan Smith Entrepreneur, VP Google
  • Braden Kowitz e John Zeratsky Design Partners, Google Ventures
  • Dave Hogue Manager, UX Design, Google
  • Ratna Desai UX Lead & Manager, Shopping Express, Google
  • Alley Rutzel UX Manager, Google

Sarà possibile vedere anche successivamente tutti i video del Google IO Extended 2014 a questo link

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Google Domains

L’azienda già leader mondiale del web ha deciso di lanciare un nuovo servizio, al momento in versione beta, che le permetterà di rafforzare la sua posizione già assolutamente predominante nell’affollatissimo mercato sempre in crescita e in evoluzione dell’internet. Il servizio si chiama Google Domains e, come si può ben facilmente intuire dal nome, permette a chiunque di acquistare e gestire i nomi dei domini web (per ora su invito, ma come molti dei progetti Google presto sarà probabilmente a registrazione libera)

Questo significa che Google, con Google Domains, si appresta a rafforzare la sua posizione di protagonista assoluto di un monopolio già da anni sua essenziale prerogativa, un monopolio che si riflette in questo caso su tutti gli aspetti relativi all’acquisto del nome, all’impostazione e alla gestione di un sito internet, compresi, ovviamente account di posta elettronica e supporto nella realizzazione delle pagine web.

Acquisto del nome Acquisto del nome

Questo segna sicuramente una svolta in questo settore, un po’ come è successo quasi sempre quando Google ha proposto uno dei suoi numerosissimi servizi. Gmail per esempio, il suo servizio di posta elettronica, è in poco tempo diventato il servizio di posta elettronica più utilizzato in assoluto, così come quando ha proposto il browser Chrome (al momento il browser più utilizzato a livello mondiale con una fetta di quasi il 60% del mercato) e tanti altri servizi.

Servizi Google Domains Servizi Google Domains

Considerazione finale su Google Domains

Ma c’è una piccola questione da non sottovalutare. Il pericolo reale è che, a tutti gli effetti, si creerebbe (se in effetti non già è successo!) un monolitico monopolio che, se da un lato, per fortuna, favorisce e va incontro alle esigenze dell’utente finale (sia esso utente privato o azienda), perché è messo sempre di più nella condizione di usufruire di servizi ottimi e soprattutto economici, dall’altro lato crea un colossale accentramento di potere nelle mani di un unico player, Google appunto, che offre servizi altamente qualificati (pensiamo a Drive, a Gmail, ad Adwords), spesso gratuiti, ma che si appresta a occupare sempre di più una posizione di assoluto (meritato?) privilegio nel web, escludendo automaticamente qualsiasi altro concorrente in (quasi) tutti i settori in cui va a operare.

A tutti gli effetti e con ogni probabilità Google si appresta a diventare leader quindi anche nel mondo dei providers, proprio grazie a Google Domains, lasciando probabilmente indietro tutti gli altri competitors, siano essi piccole realtà locali o grandi aziende che operano a livello mondiale (primo fra tutti l’attuale leader di settore, l’americano Go Daddy). Vedremo come Google saprà gestire quest’enorme possibilità (e responsabilità), poiché da questo, in un certo senso, dipende anche il futuro del web.

AGGIORNAMENTO

Subito dopo l’uscita del servizio, sono usciti molti rumors e le testate di settore e non solo, hanno fatto a gara per scrivere il titolo più assurdo.

Nel frattempo, su Google+, Maurizio Ceravolo innescava una simpaticissima diatriba su quali potessero essere i titoli a favorire il CTR 🙂


Uno di questi è diventato il titolo del presente post, su gentile concessione di Maurizio

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Talkwalker - Visuale d'insieme per Bricoportale

Talkwalker è un potente strumento per l’analisi e il monitoraggio di ciò che viene scritto sul web, che permette di effettuare analisi approfondite su ciò che viene scritto nei social networks, nei blog, nei forum ma anche nei quotidiani e nelle riviste online.

È uno strumento utilissimo per controllare ciò che viene scritto di un determinato argomento, nome, marchio, servizio, prodotto, evento etc., quindi utilissimo per valutare la cosiddetta online reputation (un’attività fondamentale che consente di capire l’opinione generale e l’atteggiamento nei confronti di un argomento specifico), senza per forza scandagliare il web con un motore di ricerca e leggere decine di articoli e post.

Talkwalker garatisce una copertura praricamente planetaria, con la raccolta di dati web di oltre 180 paesi. I risultati che otteniamo attraverso l’utilizzo di questo strumento ci permettono di capire se stiamo effettuando le giuste operazioni di promozione o se stiamo effettuando strategie di marketing idonee per aumentare la reputazione di ciò che proponiamo e/o che vogliamo “vendere”.

Il sistema di talkwalker traccia le conversazioni in atto sui social networks più utilizzati a livello mondiale (Facebook, Twitter, Instagram, Google+, Youtube), e permette di ottenere un’analisi precisa di ciò che viene detto di noi, anche attraverso un sistema di monitoraggio molto specifico che filtra i risultati on base alla tipologia del mezzo, alla posizione geografica, alla lingua, al sentiment, e ad altri importanti fattori.

Con un semplice click possiamo ottenere dati importantissimi e decidere se, per esempio, è il caso di entrare nelle conversazioni per cercare di rispondere a domande alle quali nessuno ha saputo dare risposta, oppure semplicemente per intervenire in discussioni in cui magari si sta parlando male del nostro prodotto o servizio, proprio per offrire la possibilità di dare risposte complete e permettere agli utenti di avere un buon ricordo attraverso l’attenzione che abbiamo prestato alle sue domande, richieste o lamentele.

Bricoportale on TalkWalker

L’analisi e il monitoraggio del sito Bricoportale (www.bricoportale.it) attraverso questo strumento ci permette di ricevere informazioni sulle dinamiche di approccio social realative al sito e alle sue possibilità di crescita o meno nell’opinione generale.

La pagina dei risultati si apre con i dati relativi all’attività generale, e notiamo subito che nell’ultima settimana (ma possiamo impostare i dati di oggi, dell’ultimo o degli ultimi 3 o 6 mesi, fino all’ultimo anno), l’attività degli utenti relativa al sito Bricoportale non è stata molto movimentata, ma che il sito ha collezionato alcune presenza sui social, soprattutto Twitter, e nessuna citazione su Youtube o in un forum.

Talkwalker - Sentiment Bricoportale Talkwalker – Sentiment Bricoportale

Altro dato interessante di TalkWalker, è sicuramente quello relativo al resoconto “sentiment”, cioè a come viene percepito il sito in oggetto: notiamo che, sempre nell’ultima settimana presa in esame, il sito Bricoportale ha ricevuto quattordici giudizi e pareri, di cui sei negativi, sei neutri e due positivi. Analizzando nello specifico la qualità di questi interventi è possibile verificare i punti deboli (essenzialmente dati dalle critiche e dai giudizi negativi) e i punti di forza (dati dalle note positive), per poi procedere con l’intervento diretto, andando a intervenire direttamente dove è stato rilevato il giudizio negativo, capire perché e dare risposte per modificare l’atteggiamento critico degli utenti.

Aggiornamento

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Google My Business

Da poco tempo sul web c’è una grande Novità: ‘’Google My Business’’ servizio molto interessante che dà la possibilità alla tua azienda di metterti in contatto con i clienti che ti cercano su Google (tramite la ricerca di Google stesso), Maps (capire dov’è la tua attività così da poterti raggiungere facilmente) o Google+ (il social che ti dà l’opportunità di farti conoscere e di allargare le tue conoscenze), facilitando la ricerca sul web della tua attività.

Google My Business integra, semplifica ed aggiunge altri servizi, come ad esempio uno strumemto di analisi dei dati, visite, visibilità, coinvolgimento, pubblico oppure AdWords Express, che ci fornisce dati utili per meglio posizionare l’azienda ed i prodotti sul web, capire cosa cerca l’utente finale e le sue preferenze. Tutti questi servizi sono disponibili ed accessibili da un’unica pagina dalla quale potrai muoverti liberamente e visitare il sito in piena autonomia e libertà.

Per iniziare ad utilizzare Google My Business basta semplicemente registrare la propria attività su ‘’Google My Business’’ seguendo le indicazioni della pagina.

L’inserimento ed il sito web sono del tutto ‘’gratuiti’’ e ti consentirà di:

  • aumentare la tua visibilità su Google, ed essere trovato da qualsiasi dispositivo che esso sia fisso o mobile;

  • fornire informazioni sui tuoi prodotti e sulla tua azienda, su come raggiungerti, sugli orari d’apertura e chiusura ed i contatti e su tutto ciò che vorrai inserire;

  • aggiungere foto ed immagini di qualsiasi genere;

  • creare una solida rete sociale basata su valutazioni, recensioni e dialoghi di qualsiasi genere.

Insomma Google My Business è per molti ormai un modo gratuito, facile e veloce per trovare e connetterti con i tuoi clienti, ovunque tu sia.

Google My Business ha come scopo ultimo di mettere insieme e quindi di facilitare la gestione delle numerose informazioni relative alla vostra attività (aziende, prodotti e organizzazioni), offrendo anche la possibilità di analizzare l’efficacia delle pagine Google Plus; ovviamente non poteva mancare l’applicazione mobile Android (a breve anche iOS) dedicata.

Il sito di Google My Business offre diversi servizi tra cui la sezione ‘’Fatti trovare’’, ‘’coinvolgi i tuoi clienti’’ e ‘’gestisci la tua pagina’’.

La sezione ‘’fatti trovare’’, ti permette di raggiungere gli utenti quando ti cercano online così da aiutare il tuo cliente a trovarti in modo semplice ed immediato, sappiamo tutti quanto sia importante oggi giorno per chi fa business farsi trovare facilmente.

La sezione ‘’coinvolgi i tuoi clienti’’, ti consente di far appassionare i tuoi clienti così da renderli partecipi di ciò che fai e permettendoti così di conoscerli meglio, il cliente è sempre al centro del tuo business. Questa sezione ti consentirà di creare relazioni durature con il tuo cliente condividendo con loro le novità e rispondendo ai loro commenti.

La sezione ‘’gestisci la tua pagina’’, è la parte dove potrai trovare tutto ciò che è il meglio di Google per la tua attività, in un unico posto così da poter gestire in modo semplice e comodo il tuo business online. Google My Business riunisce in un’unica pagina facile da gestire tutte le applicazioni Google che possono aiutarti a valorizzare la tua attività.

Insomma utilizza ‘’Google My Business’’ per mettere in evidenza le giuste informazioni sulla tua attività.

Se hai un Business non esitare ad utilizzare questo utilissimo servizio.

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Le pagine e la loro struttura (layout) sono lo scheletro di un sito web. Powerpad mette a disposizione vari strumenti per costruire senza sforzo un’ossatura che richiederebbe centinaia di righe di codice. In questo articolo scopriremo come usare due potenti mezzi versatili che Powerpad offre per questo scopo: il pannello Pagine e l’elemento Multicolonna.

Le pagine permettono di organizzare in maniera razionale i contenuti di un sito. La loro funzione è importante per garantire all’utente una piacevole esperienza di navigazione. Grazie a Powerpad bastano pochi click per crearle e gestirle dall’apposito pannello.

In basso a destra troviamo l’icona per modificare le pagine del sito: si riconosce facilmente perché la sua immagine rappresenta dei fogli stilizzati. È sufficiente cliccare su questa icona ed apparirà il pannello d’amministrazione delle pagine. In basso troviamo Nuova pagina con un segno “+”: cliccando comparirà la finestra di dialogo che ci chiederà quale nome destinare alla nuova pagina. Una volta scelto, salviamo ed ecco che subito noteremo sul menu di navigazione il collegamento alla pagina appena aggiunta.

Powerpad consente di ramificare le pagine creando una gerarchia. Per creare una sottopagina, è sufficiente cliccare sull’icona pagine in basso, accedere al pannello d’amministrazione delle pagine e cliccare sull’icona “+” della pagina genitrice. Le tre icone a destra di ogni pagina, infatti, ci permettono di modificare il titolocancellare la pagina o di crearne una annidata.

Possiamo anche spostare le varie pagine e sottopagine già esistenti direttamente sul pannello, trascinandole (click premuto + spostamento del mouse) e ricollocandole nella gerarchia come preferiamo. Una sottopagina può anche contenere al suo interno un’altra sottopagina: avremo perciò pagine di 1° livello, 2° livello, 3° livello e così via, a nostro piacere.

Per lavorare su una pagina occorre selezionarla dal pannello. Una pagina nuova è vuota, perciò occorre costruire il suo aspetto. Trascinando l’icona drag presente in basso a destra sulla pagina, abbiamo la possibilità di inserire un elemento. Esistono numerosi tipi di elemento che possiamo inserire: quelli di base sono Testo e ImmaginiVideo Youtube, … ma ora vedremo un oggetto di grande importanza nella pagina: l’elemento Multicolonna, che si occupa di dare un ordine organico agli altri oggetti sfruttando al meglio lo spazio della pagina.

L’elemento Multicolonna consente di strutturare in colonne il layout sul quale si lavora. Grazie all’approccio visual è molto semplice realizzare in pochi istanti un layout colonnare anche molto complesso. Per modificare la larghezza di ciascuna sezione orizzontale, basta ridimensionarla con il mouse come una comune finestra. Powerpad automaticamente ricalcolerà le dimensioni delle altre colonne e di tutti gli elementi contenuti al loro interno, producendo un’anteprima immediata del layout finale, senza alcuno sforzo per noi.

Una caratteristica molto efficace dell’elemento Multicolonna è la possibilità di annidarsi all’interno di colonne preesistenti. Si ottiene questo risultato creando un nuovo elemento Multicolonna, oppure semplicemente trascinandone uno creato in precedenza, all’interno di una colonna già presente. Anche in questo caso Powerpad si occuperà di ricalibrare tutte le dimensioni, in modo da ottenere subito il risultato finale.

L’adozione di colonne ricorsive rappresenta uno strumento potente per lo sviluppo rapido di un layout particolarmente complesso da realizzare secondo le tecniche di design tradizionale. Inoltre grazie alla filosofia what you see is what you get, bastano pochi secondi per sperimentare alternative, per esempio spostando colonne o cambiando gli elementi ospitati al loro interno.

L’elemento Multicolonna può inoltre essere utilizzato come template. Questo significa che è possibile definirlo come modello da riapplicare automaticamente a più pagine. Per fare ciò, è sufficiente cliccare su Modifica e impostarlo come oggetto globale, selezionando l’opzione Visibile anche in tutte le sottopagine o Visibile in tutto il sito dal menu Ripeti elemento.

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festival del web marketing


Dopo una lunga attesa è stato finalmente reso pubblico il programma del secondo appuntamento con il festival italiano del web marketing.

L’evento, organizzato dal Forum GT si terrà a Roma il 4 luglio in un unico giorno e vedrà la partecipazione dei maggiori esperti italiani del settore.

Saranno 5 le macro aree di intervento: Seo, Social, aspetto e contenuti, analisi e strumenti, Advertising.

Ci sono molti buoni motivi per partecipare:

  • Si potranno incontrare i maggiori esperti in Italia di web marketing ed avere quindi molte possibilità di networking
  • Se alcuni eventi a cui si intende particolare sono in contemporanea, si potrà avere accesso alle video registrazioni di tutti gli eventi
  • Si potrà avere la possibilità di presentare il proprio progetto inerente il web marketing davanti ad investitori e ad una apposita giuria che potrà decidere di finanziarlo
  • Si potrà partecipare anche da casa in live streaming
  • Si potrà continuare la formazione anche dopo l’evento

Scarica qui il programma

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Apple è pronta, sta per arrivare una delle sue ultime modifiche strutturali, che potrebbe cambiare l’approccio al mondo del web; si sta parlando di DuckDuckGo, il nuovo motore di ricerca che potrebbe “riscrivere” l’ottica SEO di oggi, portando – contenuti e ideatori – a cambiare, dovendo rielaborare il lavoro fatto in passato, ma è davvero così?

A quano pare, Apple sta introducendo come motore di ricerca di default, il suo nome è DuckDuckGo e molti – soprattutto nel mondo SEO – temono che le regole per l’ottimizzazione dei contenuti in un perfetto linguaggio SEO possano cambiare, dato che fino ad oggi, si tentava di far rispecchiare la qualità e l’impostazione dei contenuti secondo le indirizzazioni di Google e Yahoo.

In linea di massima, DuckDuckGo non dovrebbe stravolgere le regole basilari per un buon SEO, quindi non tutto il lavoro fatto precedentemente sarà da buttare, magari bisognerà solo apportare alcune modifiche, per rendere al meglio e “più visibile” il nostro contenuto anche attraverso il motore di ricerca della Apple; infatti esistono piccoli “trucchi” per prepararsi all’ottimizzazione SEO anche per DuckDuckGO, questi sono:

1) Link di Alta Qualità: secondo dichiarazioni ufficiali dai creatori di DuckDuckGo, ottenere un link da un sito di alta qualità, l’esempio citato da DuckDuckGo è Wikipedia.

2) Link building: spesso, per ottenere un link da un sito di alta qualità, bisognerà attuare una strategia di link building, che “restituisca il favore” ma che allo stesso tempo, indirizzi maggiori utenti alla visione del proprio contenuto, anche questo è un punto in più per accedere ai primi risultati di DuckDuckGo.

3) Revisionare: dato l’arrivo di DuckDuckGo è consigliabile (ma forse anche dovuto) rivedere e revisionare il proprio blog/sito web, magari modificando quei contenuti che non si ritengono proprio in linea e che magari, potrebbero essere ottimizzati molto di più, in ottica SEO, anche per i motori di ricerca di sempre.

4) Keywords Iperlocali: le keywords (o parole chiavi) sono importantissime dato che rimandano – quasi all’istante – a determinati argomenti e indirizzano utenti e pagine su “linee” ben specifiche. L’uso di Keyword iperlocali inoltre, facilita la ricerca del contenuto non solo al proprio stato, facendo in modo che le visite siano – in parte – ricevute da stati stranieri, favorendo quindi, il rating del blog/sito web.

5) Verrà utilizzato DuckDuckGO?: è una domanda giusta da farsi e fare, pensando al fatto che i dispositivi iOs stanno per utilizzare tutti questo motore di ricerca, fa caire quanti saranno gli utenti che inizieranno a navigare proprio attraverso DuckDuckGo, quindi è una scelta intelligente e saggia quella di revisionare e indirizzare – già da oggi – il proprio contenuto in ambito SEO anche per la ricerca “made in Apple”, così da non farsi colpire impreparati per un qualcosaq di molto importante.

Probabilmente, le ottiche e gli accorgimenti per la ricerca su DuckDuckGo potrebbero essere molti di più, quindi è opportuno rimanere attenti alle eventuali altre informazioni, e seguire sempre il consiglio n° 5, il quale è – probabilmente – l’unico da seguire alla lettera!

A ME SEMBRA L’ENNESIMO TENTATIVO DI APPLE DI ACQUISIRE POPOLARITA’ PESTANDO I PIEDI A QUALCUN ALTRO PIUTTOSTO CHE RIVEDERE LE PROPRIE STRATEGIE COMMERCIALI E LA QUALITA’ DEI PROPRI PRODOTTI, MA IO SONO SOLO EMANUELE TOLOMEI, NON STEVE JOBS

Articolo tratto da : http://www.forbes.com/sites/drewhendricks/2014/06/04/5-seo-tips-for-duckduckgo/

 

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Satelliti Google by gizmodo.fr

Investimento miliardario da Google per creare una rete onnipresente

Non stupisce, o forse solo un poco, la notizia che sta circolando da qualche tempo e che vede impegnata Google.

Non sono voci di corridoio quelle che recitano che il colosso statunitense abbia deciso di investire un miliardo di dollari per lanciare nello spazio, ben 180 satelliti che permetterebbero ad internet di raggiungere ogni parte del globo.

La notizia è stata riportata per prima dall’eminente Wall Street Journal che ha indagato sui rumors provenienti dal team di Larry Page circa il progetto di indubbia portata storica.

Nessuna flessione, quindi, per Google nonostante la sentenza divenuta operativa che permette all’utenza, compilando un modulo online, di chiedere la cancellazione dei suoi dati all’interno del motore di ricerca più famoso al mondo e che aveva creato un attimo di imbarazzo a Google.

Non che questa sia una contromossa ma certamente, una progettualità di questa portata, non ha fatto felice i suoi diretti competitor.

Il piano è molto semplice: Google investirà questa ingente cifra per permettere la messa in orbita di 180 satelliti che garantiranno la connessione internet a tutto il pianeta in special modo in quelle zone del mondo dove il segnale non è ancora giunto o è altamente deficitario.

Il tutto è stato affidato al fondatore della O3b Network, Greg Wyler, che con questa startup sta lavorando alla copertura globale della rete e che l’acronimo O3b sta per Other 3 Billion!

Sempre secondo il Wall Street Journal, l’operazione non farebbe alcun riferimento al Project Loon, ossia il progetto di Google che si basa su di una teoria di palloni aerostatici che devono portare internet nelle zone più remote del pianeta.

Anche se i due progetti sono nelle intenzioni somiglianti, sono perfettamente autonomi l’uno dall’altro tanto più che i satelliti previsti di piccole dimensioni e del peso di circa un quintale, comunque orbiterebbero ad una altitudine inferiore a quella dedicata ai satelliti commerciali, in modo da rendere più veloce il tempo di ping della rete.

La ragione di Google è presto detta: non vuole perdere terreno sulla copertura globale di internet rispetto al suo principale concorrente.

Anche Zuckenberg con il suo Facebook, pare si stia occupando di un progetto similare e indubbiamente in questa realtà che aumenterebbe la globalizzazione, chi prima arriva a dama, prima gode di enormi vantaggi e ritorni di fatturato. Anche se un incaricato della comunicazione di Google ha affermato che

…la connettività a Internet migliora significativamente la vita delle persone, e due terzi della popolazione non vi ha ancora accesso

nella sostanza c’è poco di samaritano in questa affermazione dove sono tre i miliardi di persone che ballano per aprire un incredibile mercato ancora inesplorato e che motiva un così significativo sforzo economico.

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