Se vogliamo.. possiamo.. #salviamolepmi


Stavolta non si tratta di animali, di mallattie incurabili, di asteroidi o di elementi chimici, ma di una specie in via di estinzione al pari di quelle che più comunemente occupano con costanza bacheche di Twitter, Google+ e Facebook.

Sto parlando delle PMI, delle aziende che costituiscono la gran parte del nostro patrimonio economico.

Andando in giro per i social e guardando a volte qualche telegiornale, oltre a rendermi conto di persona sul posto, non si vedono notizie confortanti ormai da anni.

Il problema non è solo Renzi o Berlusconi, non è Italia o Europa, ne Euro o Lira, ma siamo NOI.

Si esatto. Persone che pensano di cambiare il corso della storia con un Like.

Si è vero, lo cambiamo il corso della storia, per quelli come Zuckerberg o Page/Brin e così via.

Diamo loro il modo di diventare sempre più grandi offrendo servizi che NESSUNA azienda non solo Italiana, ma Mondiale, riuscirebbe solo ad immaginare, visto che non tutti si possono permettere di avere come sede legale un paradiso fiscale.

Ok, la polemica l’ho fatta, ma ora chiedo a quelli che veramente contano in internet, come Rudy Bandiera, che è riuscito a farsi dare una macchina da Smart, con un’operazione social molto discutibile, ma della quale non entro nel merito.

Si proprio a quelli che hanno migliaia, ma che dico migliaia, milioni di follower e parlo di Italiani, di persone che hanno saputo far valere le proprie competenze ed abilità per avere oggi dei numeri che contano.

Aiutateci a diffondere questa campagna:  #salviamolepmi

Mettete le vostre idee, le vostre storie, i vostri casi di successo. Portate ottimismo e lo sapete meglio di me cosa accadrà. Tutto, lentamente, ricomincerà a funzionare.

Esperto SEO è anni che diffonde questo messaggio, ma la sua voce, come quella di tanti altri piccoli piccoli, non basta, non può bastare.

Mentre VOI, che siete così potenti, che avete i numeri, potete far si che un hashtag diventi popolare e porti un risultato vero in pochi giorni/ore/minuti addirittura

Allora, fateci vedere cosa sapete fare : #salviamolepmi

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Social per poco più che bambini, strumenti di istigazione di massa?

Sono un genitore prima che essere SEO e per chi non lo sa mia figlia ha quasi 13 anni

Stasera, mi stava parlando delle sue amicizie, di coetanee per la precisione, che ormai frequentano assiduamente dei social che non sono Facebook

Inizialmente si è parlato di questi social, quasi come fossero il “rifugio” dei pre-adolescenti, che “impossibilitati”, vuoi per le policy di Facebook, vuoi per paura dei genitori riguardo a Facebook, a frequentare il grande social network, si sono spostati in altri lidi

Anche famose pop star, da tempo hanno lanciato qualcosa per coinvolgere i propri fans, ma niente a che vedere con Facebook, che dopo essersi fatti un giretto per questi social meno blasonati, diventa davvero il posto più sicuro del web, anche per i più piccoli.

La cosa oscena è che ho fatto una prova io stesso, registrandomi in uno a caso, cercando una parola a caso : “sesso”, che considerate sarà la prima ricerca, se non la seconda di qualsiasi ragazzino/ina sui 12/13

Mi sono trovato difronte subito una serie di risultati, che somigliano ad un sito di annunci, ma nella sezione animali, dove si vedono le faccine dei sempre soliti chiuaua, venduti per pochi euro.

La mia impressione da addetto ai lavori è immediata e non lascia scampo.

Per quanto ne so, dai racconti di mia figlia e delle sue coetanee, è vero che i ragazzini parlano di cose sporche, guardano youporn durante gli orari di lezione, si masturbano in classe, si fotografano mentre lo fanno e lo pubblicano in diretta anche sul proprio profilo.

Ma non posso non segnalare, che ci sono anche moltissimi profili, con dei testi molto simili, scritti tutti in maiuscolo, con una sintassi che sembra ripetuta di proposito, che fanno pensare a qualcuno che CREI quei profili DI PROPOSITO.

Non voglio credere che ci siano tanti ragazzini tra i 10 e i 14 anni, che pubblichino certe cose. E quelli poco più grandi? Anche peggio. Mi sembra di essere in uno di quei vicoli che si vedono nei film polizieschi dove c’è il pappone, le puttane, lo spacciatore, l’informatore e il sicario.

E questa sarebbe l’alternativa a Facebook? Beh.. preferisco niente, e anche se oggi  mia figlia mi odia, perchè ovviamente discutiamo sul fatto che io non voglia che lei, solo visiti determinati siti, so che domani mi sarà grata, anche perchè lei è una sportiva, è intelligente e con i suoi successi, se continuerà su questa strada, potrà forse un giorno diventare una grande atleta e girare il mondo, conoscere persone vere e magari riempire qualche triste bacheca piena di selfie, delle sue attuali coetanee, che domani ne condivideranno le gesta nel proprio profilo

Spero che questa carneficina finisca prima possibile e nessuno mi toglierà mai dalla bocca che certi posti sono dei ricettacoli di futuri criminali e poco di buono, oltre ad essere istigatori a comportamenti del tutto inadeguati, per non dire peggio, da parte di poco più che bambini.

Avrei voluto, ma ho preferito non citare nessuno di questi social di second’ordine, per non rischiare sicura querela.

Ma che tu sia genitore o no, sai di chi o cosa sto parlando e fai la cosa giusta, tieni i tuoi cari al riparo da sta roba

Un abbraccio grande

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notifiche in analytics

Novità, le notifiche di Analytics

Da stasera ho notato una new entry in Analytics, infatti sono arrivate le notifiche

Somigliano per tipo ai suggerimenti/notifiche in Adwords e si presentano con il campanellino come anche in Google Plus, ma l’iconcina con il numero è gialla, come potete vedere dall’immagine

Quale ulteriore trama si nasconde in questa nuova funzionalità ? Novità, le notifiche di Analytics

Le recenti teorie complottistiche che si stanno diffondendo in questi giorni in Google Plus ai danni di Google, fanno sorgere spontanea la domanda, anche se ritengo che in effetti un po’ di utilità c’è.

Al momento, nello screenshot che allego vedete che a me segnala la non presenza di conversioni. Diciamo che in questo caso l’utilità è abbastanza marginale, ma in altri casi, e con la giusta gestione, credo invece possa diventare un ottimo alleato di siti ad altissimo traffico con diversi alert per vari tipi di abbiettivo.

E tu? Come userai questa funzionalità?

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Novità da Google Drive

Nuovo aggiornamento per Google Drive

Google Drive è il servizio di web storage fornito gratuitamente da Google e introdotto nell’aprile del 2012. Permette agli utenti di editare, condividere e depositare numerosi tipi di documenti, compresi quelli creati utilizzando Google Docs (concorrente diretto di Microsoft Office).

Può essere utilizzato sia direttamentesul web, collegandosi via browser all’indirizzo drive.google.com, oppure scaricando l’applicazione dedicata e installandola sul proprio terminale, pc o mac, con la possibilità di sincronizzare i contenuti delle cartelle in locale con quelli delle cartelle in remoto.

Ha una capacità di archiviazione complessiva di 15 Gb, comprensivi, oltre allo stesso spazio allocato per Google Drive, anche dello spazio di Gmail e di Google+ foto. Naturalmente esistono soluzioni a pagamento per aumentare la capacità degli archivi fino a un massimo di 1 Tb, con un canone mensile variabile a seconda dell’entità richiesta.

L’ultimo aggiornamento rilasciato in ordine di tempo prevede un upgrade degli elementi della interfaccia utente (UI) nella gestione dei files che risulta così decisamente più moderna, più veloce e più facile da utilizzare, in un’ottica che guarda sempre di più all’utilizzo anche di questi servizi su tutti i dispositivi (tablet, smartphone, computer), così da permettere all’utente di essere libero di poter gestire i propri documenti con qualsiasi strumento e in qualsiasi parte del mondo si trovi.

È stata abbandonata la barra superiore, da molti giudicata obsoleta, e sostituita con l’anteprima dei documenti archiviati in versione griglia o elenco, impostabile di volta in volta direttamente dall’utente. Inoltre è stata inserita una plancia di comando con numerosi bottoni che rendono la gestione dei documenti immediata e sicuramente di più facile gestione.

Ora i documenti possono essere visualizzati in un’anteprima a thumbnail, permettendo a prima vista di visualizzarne il contenuto, modifica che sicuramente sarà utile quando dobbiamo avere sott’occhio tutti i contenuti dell’archivio e delle cartelle, soprattutto se si tratta di immagini.

Il campo “ricerca” è stato potenziato e spostato in una posizione di primo piano. È stata rivista anche l’impostazione grafica del tasto “Crea” (o “New” nella versione in inglese), con il menù a tendina che presenta le tipologie di documento da creare notevolmente migliorato.

Con un semplice click possiamo vedere i dettagli di un file e delle attività ad esso collegate. Per selezionare più documenti contemporaneamente non è più necessario spuntare la casellina corrispondente, ma basta selezionare direttamente il/i file(s), con la possibilità di trascinarlo/i da una cartella all’altra utilizzando il metodo drag & drop.

Un aggiornamento che piace già a molti, come si può verificare dai commenti sul profilo ufficiale di Google+


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John Mueller

L’authorship sparirà dalle SERP di Google

Solo pochi mesi fa Google portava sul mercato un’importante novità nella visualizzazione dei risultati di ricerca delle proprie pagine. Grazie infatti alla possibilità di associare ai siti e blog la paternità degli stessi, Google mostrava a fianco delle SERP l’immagine del webmaster e dell’autore dei contenuti, nonché il numero di cerchie ad esso associate. Un’innovazione che nelle prime battute sembrava non avere colpito più di tanto gli internauti ma che in breve tempo aveva fatto strada: infatti l’associazione di un volto ad un contenuto ha creato in breve tempo un’inconscia fiducia nei navigatori della rete, stimolati a cliccare molto di più sui link con l’authorship visibile.

In termini numerici si è stimato, in questi mesi, un aumento medio delle visite con authorship legato al sito di circa il 25%, con grande vantaggio per chi si è adoperato a curare non solo i contenuti dei blog gestiti ma anche le interazioni sul social del colosso Californiano. Tutto inutile, tutto da resettare: sono bastate poche righe di un post dal profilo G+ di uno dei più apprezzati Webmaster Trends Analyst di Google, John Mueller, per cancellare tutte queste convinzioni. Mueller spiega come, nell’ottica di mantenere chiara e pulita la visualizzazione dei risultati di ricerca, siano essi tramite pc o sistema mobile, l’azienda abbia deciso di eliminare la foto del profilo e le cerchie di Google+ associate al link di riferimento.


Un’uscita inaspettata che lascia perplessi tutti i webmaster che negli ultimi periodi hanno investito tanto nella profilazione online. Le preoccupazioni principali fondano le radici nella convinzione che il “ritorno al passato” promosso da Google faccia perdere quella quota di visitatori tanto sudata e conquistata attraverso la fiducia veicolata dall’authorship. Anche su questo aspetto il breve post di Mueller cerca di rassicurare il pubblico interessato comunicando che dalle analisi condotte, il comportamento degli utenti, quantificato in click-through, con questa nuova, o meglio vecchia, grafica non mostra scostamenti rilevanti.

Sarà, ma dalle prime indiscrezione che trapelano sulla rete, questa convinzione non è così radicata, anzi. Già si ipotizza che il danno alle performance delle “pagine con la faccina” sarà elevato, azzerando tutto ciò che l’authorship, in questi mesi, ha creato. Quella che probabilmente doveva essere la frontiera del 3.0 delle SERP Google rischia di diventare un pericoloso balzo all’indietro che non soddisfa per nulla gli utenti del web. Staremo a vedere come la progressiva dismissione del setup attuale impatterà in termini di traffico e se le stime improvvisate, ma allarmanti, saranno o meno smentite.

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Immagine Google I-O Extended 2014

Google IO Extended 2014 – Diretta Streaming

Google IO Extended 2014 è sicuramente uno degli eventi di punta del colosso americano Google, al quale contribuiscono con i loro interventi numerosi dei tecnici e scienziati del gruppo di lavoro dell’azienda di Mountain View.

Quest’anno la manifestazione è suddivisa in due giornate, il 25 e il 26 giugno, dense di convegni, incontri formativi e occasioni di confronto fra addetti ai lavori e appassionati, siano essi designers o sviluppatori.

La location prescelta dagli organizzatori è il Moscone West Convention Center a San Francisco in California, negli Stati Uniti, e sarà possibile seguire l’intera manifestazione in diretta streaming qui:

Fra gli argomenti affrontati grande spazio è ovviamente riservato alla presentazione delle nuove tecnologie sviluppate dai tecnici di Google e l’anteprima delle novità che verranno rilasciate nei prossimi mesi. Il ricco programma della manifestazione prevede un calendario fitto di incontri, seminari e convegni, ai quali è possibile assistere in qualsiasi parte del mondo ci si trovi, grazie alla già citata diretta streaming.

Si comincia alle 18:00 (ora italiana, alle 9:00 di mattina ora locale di San Francisco; d’ora in poi utilizzeremo sempre l’ora italiana), con la “Keynote”, una conferenza di due ore che rappresenta il punto focale della manifestazione, proprio perché all’interno di questo lasso di tempo vengono presentate tutte le novità e le anteprime provenienti dai laboratori di Google.

Negli incontri successivi, dalle 20:00 in poi del 25 e nella giornata del 26, sono affrontati diversi argomenti: da come configurare l’ambiente di sviluppo Android utilizzando Android Studio e Gradle (con esperti di Android), a come imparare a utilizzare la piattaforma Google Cloud e gli strumenti open source per anticipare il futuro (tecnologicamente parlando), dall’accessibilità dei componenti web al power sessions di Google Play e molto, molto altro.

Tra gli speaker della Google IO Extended 2014

  • Puneet Ahira Moonshot Evangelist per Google
  • Megan Smith Entrepreneur, VP Google
  • Braden Kowitz e John Zeratsky Design Partners, Google Ventures
  • Dave Hogue Manager, UX Design, Google
  • Ratna Desai UX Lead & Manager, Shopping Express, Google
  • Alley Rutzel UX Manager, Google

Sarà possibile vedere anche successivamente tutti i video del Google IO Extended 2014 a questo link

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Google Domains

Google Domains, Cura una penalizzazione manuale trasferendo un dominio su Google

L’azienda già leader mondiale del web ha deciso di lanciare un nuovo servizio, al momento in versione beta, che le permetterà di rafforzare la sua posizione già assolutamente predominante nell’affollatissimo mercato sempre in crescita e in evoluzione dell’internet. Il servizio si chiama Google Domains e, come si può ben facilmente intuire dal nome, permette a chiunque di acquistare e gestire i nomi dei domini web (per ora su invito, ma come molti dei progetti Google presto sarà probabilmente a registrazione libera)

Questo significa che Google, con Google Domains, si appresta a rafforzare la sua posizione di protagonista assoluto di un monopolio già da anni sua essenziale prerogativa, un monopolio che si riflette in questo caso su tutti gli aspetti relativi all’acquisto del nome, all’impostazione e alla gestione di un sito internet, compresi, ovviamente account di posta elettronica e supporto nella realizzazione delle pagine web.

Google Domains, Cura una penalizzazione manuale trasferendo un dominio su Google Acquisto del nome

Questo segna sicuramente una svolta in questo settore, un po’ come è successo quasi sempre quando Google ha proposto uno dei suoi numerosissimi servizi. Gmail per esempio, il suo servizio di posta elettronica, è in poco tempo diventato il servizio di posta elettronica più utilizzato in assoluto, così come quando ha proposto il browser Chrome (al momento il browser più utilizzato a livello mondiale con una fetta di quasi il 60% del mercato) e tanti altri servizi.

Google Domains, Cura una penalizzazione manuale trasferendo un dominio su Google Servizi Google Domains

Considerazione finale su Google Domains

Ma c’è una piccola questione da non sottovalutare. Il pericolo reale è che, a tutti gli effetti, si creerebbe (se in effetti non già è successo!) un monolitico monopolio che, se da un lato, per fortuna, favorisce e va incontro alle esigenze dell’utente finale (sia esso utente privato o azienda), perché è messo sempre di più nella condizione di usufruire di servizi ottimi e soprattutto economici, dall’altro lato crea un colossale accentramento di potere nelle mani di un unico player, Google appunto, che offre servizi altamente qualificati (pensiamo a Drive, a Gmail, ad Adwords), spesso gratuiti, ma che si appresta a occupare sempre di più una posizione di assoluto (meritato?) privilegio nel web, escludendo automaticamente qualsiasi altro concorrente in (quasi) tutti i settori in cui va a operare.

A tutti gli effetti e con ogni probabilità Google si appresta a diventare leader quindi anche nel mondo dei providers, proprio grazie a Google Domains, lasciando probabilmente indietro tutti gli altri competitors, siano essi piccole realtà locali o grandi aziende che operano a livello mondiale (primo fra tutti l’attuale leader di settore, l’americano Go Daddy). Vedremo come Google saprà gestire quest’enorme possibilità (e responsabilità), poiché da questo, in un certo senso, dipende anche il futuro del web.

AGGIORNAMENTO

Subito dopo l’uscita del servizio, sono usciti molti rumors e le testate di settore e non solo, hanno fatto a gara per scrivere il titolo più assurdo.

Nel frattempo, su Google+, Maurizio Ceravolo innescava una simpaticissima diatriba su quali potessero essere i titoli a favorire il CTR Google Domains, Cura una penalizzazione manuale trasferendo un dominio su Google


Uno di questi è diventato il titolo del presente post, su gentile concessione di Maurizio

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Powerpad: usare le pagine e l’oggetto Multicolonna

Le pagine e la loro struttura (layout) sono lo scheletro di un sito web. Powerpad mette a disposizione vari strumenti per costruire senza sforzo un’ossatura che richiederebbe centinaia di righe di codice. In questo articolo scopriremo come usare due potenti mezzi versatili che Powerpad offre per questo scopo: il pannello Pagine e l’elemento Multicolonna.

Le pagine permettono di organizzare in maniera razionale i contenuti di un sito. La loro funzione è importante per garantire all’utente una piacevole esperienza di navigazione. Grazie a Powerpad bastano pochi click per crearle e gestirle dall’apposito pannello.

In basso a destra troviamo l’icona per modificare le pagine del sito: si riconosce facilmente perché la sua immagine rappresenta dei fogli stilizzati. È sufficiente cliccare su questa icona ed apparirà il pannello d’amministrazione delle pagine. In basso troviamo Nuova pagina con un segno “+”: cliccando comparirà la finestra di dialogo che ci chiederà quale nome destinare alla nuova pagina. Una volta scelto, salviamo ed ecco che subito noteremo sul menu di navigazione il collegamento alla pagina appena aggiunta.

Powerpad consente di ramificare le pagine creando una gerarchia. Per creare una sottopagina, è sufficiente cliccare sull’icona pagine in basso, accedere al pannello d’amministrazione delle pagine e cliccare sull’icona “+” della pagina genitrice. Le tre icone a destra di ogni pagina, infatti, ci permettono di modificare il titolocancellare la pagina o di crearne una annidata.

Possiamo anche spostare le varie pagine e sottopagine già esistenti direttamente sul pannello, trascinandole (click premuto + spostamento del mouse) e ricollocandole nella gerarchia come preferiamo. Una sottopagina può anche contenere al suo interno un’altra sottopagina: avremo perciò pagine di 1° livello, 2° livello, 3° livello e così via, a nostro piacere.

Per lavorare su una pagina occorre selezionarla dal pannello. Una pagina nuova è vuota, perciò occorre costruire il suo aspetto. Trascinando l’icona drag presente in basso a destra sulla pagina, abbiamo la possibilità di inserire un elemento. Esistono numerosi tipi di elemento che possiamo inserire: quelli di base sono Testo e ImmaginiVideo Youtube, … ma ora vedremo un oggetto di grande importanza nella pagina: l’elemento Multicolonna, che si occupa di dare un ordine organico agli altri oggetti sfruttando al meglio lo spazio della pagina.

L’elemento Multicolonna consente di strutturare in colonne il layout sul quale si lavora. Grazie all’approccio visual è molto semplice realizzare in pochi istanti un layout colonnare anche molto complesso. Per modificare la larghezza di ciascuna sezione orizzontale, basta ridimensionarla con il mouse come una comune finestra. Powerpad automaticamente ricalcolerà le dimensioni delle altre colonne e di tutti gli elementi contenuti al loro interno, producendo un’anteprima immediata del layout finale, senza alcuno sforzo per noi.

Una caratteristica molto efficace dell’elemento Multicolonna è la possibilità di annidarsi all’interno di colonne preesistenti. Si ottiene questo risultato creando un nuovo elemento Multicolonna, oppure semplicemente trascinandone uno creato in precedenza, all’interno di una colonna già presente. Anche in questo caso Powerpad si occuperà di ricalibrare tutte le dimensioni, in modo da ottenere subito il risultato finale.

L’adozione di colonne ricorsive rappresenta uno strumento potente per lo sviluppo rapido di un layout particolarmente complesso da realizzare secondo le tecniche di design tradizionale. Inoltre grazie alla filosofia what you see is what you get, bastano pochi secondi per sperimentare alternative, per esempio spostando colonne o cambiando gli elementi ospitati al loro interno.

L’elemento Multicolonna può inoltre essere utilizzato come template. Questo significa che è possibile definirlo come modello da riapplicare automaticamente a più pagine. Per fare ciò, è sufficiente cliccare su Modifica e impostarlo come oggetto globale, selezionando l’opzione Visibile anche in tutte le sottopagine o Visibile in tutto il sito dal menu Ripeti elemento.

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Satelliti Google by gizmodo.fr

Google : in arrivo 180 satelliti per dare internet a tutti

Investimento miliardario da Google per creare una rete onnipresente

Non stupisce, o forse solo un poco, la notizia che sta circolando da qualche tempo e che vede impegnata Google.

Non sono voci di corridoio quelle che recitano che il colosso statunitense abbia deciso di investire un miliardo di dollari per lanciare nello spazio, ben 180 satelliti che permetterebbero ad internet di raggiungere ogni parte del globo.

La notizia è stata riportata per prima dall’eminente Wall Street Journal che ha indagato sui rumors provenienti dal team di Larry Page circa il progetto di indubbia portata storica.

Nessuna flessione, quindi, per Google nonostante la sentenza divenuta operativa che permette all’utenza, compilando un modulo online, di chiedere la cancellazione dei suoi dati all’interno del motore di ricerca più famoso al mondo e che aveva creato un attimo di imbarazzo a Google.

Non che questa sia una contromossa ma certamente, una progettualità di questa portata, non ha fatto felice i suoi diretti competitor.

Il piano è molto semplice: Google investirà questa ingente cifra per permettere la messa in orbita di 180 satelliti che garantiranno la connessione internet a tutto il pianeta in special modo in quelle zone del mondo dove il segnale non è ancora giunto o è altamente deficitario.

Il tutto è stato affidato al fondatore della O3b Network, Greg Wyler, che con questa startup sta lavorando alla copertura globale della rete e che l’acronimo O3b sta per Other 3 Billion!

Sempre secondo il Wall Street Journal, l’operazione non farebbe alcun riferimento al Project Loon, ossia il progetto di Google che si basa su di una teoria di palloni aerostatici che devono portare internet nelle zone più remote del pianeta.

Anche se i due progetti sono nelle intenzioni somiglianti, sono perfettamente autonomi l’uno dall’altro tanto più che i satelliti previsti di piccole dimensioni e del peso di circa un quintale, comunque orbiterebbero ad una altitudine inferiore a quella dedicata ai satelliti commerciali, in modo da rendere più veloce il tempo di ping della rete.

La ragione di Google è presto detta: non vuole perdere terreno sulla copertura globale di internet rispetto al suo principale concorrente.

Anche Zuckenberg con il suo Facebook, pare si stia occupando di un progetto similare e indubbiamente in questa realtà che aumenterebbe la globalizzazione, chi prima arriva a dama, prima gode di enormi vantaggi e ritorni di fatturato. Anche se un incaricato della comunicazione di Google ha affermato che

…la connettività a Internet migliora significativamente la vita delle persone, e due terzi della popolazione non vi ha ancora accesso

nella sostanza c’è poco di samaritano in questa affermazione dove sono tre i miliardi di persone che ballano per aprire un incredibile mercato ancora inesplorato e che motiva un così significativo sforzo economico.

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marco e sara

Cerimonia del Thé: il matrimonio di Marco e Sara

Il Matrimonio – negli ultimi tempi – ha perso la sua funzione, la sua importanza e i suoi valori, ma non è per tutti così, basta vedere la storia di Marco e Sara, pronti a convogliare a nozze, e per non dire di no ai loro sogni, hanno realizzato il weddingwishlist.com

La storia di Marco e Sara pare provenire un po’ dalle fiabe, dato che per Marco è bastato un semplice sguardo per farlo innamorare perdutamente; infatti, durante una cerimonia all’Istituto Buddista Soka Gakkai (di cui entrambi fanno parte), Marco rimase folgorato dalla visione di Sara, ma allora non conosceva il nome della giovane, tanto che chiedendo in giro, ricevette un’informazione sbagliata, che lo portò alla ricerca di una presunta “Laura” per 5 lunghi mesi. Dopo questo tempo, a un’altra cerimonia a Perugia, Marco dovendo leggere una poesia, notò che tra gli spettatori una donna si distingueva tra i tanti commossi: era Sara.

Da lì, la loro storia, fatta di commozione, pace e amore, crebbe sino all’inverosimile, tanto che Marco agì quasi in modo repentino, chiedendo di vivere assieme solo dopo 5 mesi dalla loro conoscenza. Ora stanno assieme da due anni e mezzo e hanno deciso di sposarsi (Marco ha preso coraggio e lo ha chiesto a Sara), utilizzando weddingwishlist.com

Il loro matrimonio si differenzierà da quelli che – di solito – si è abituati ad assistere, dato che Marco e Sara sono legati alla fede buddista, la loro unione sarà scandita dalla Cerimonia del Thé (san-san-kudo) il 19 luglio del 2014. Le loro possibilità hanno acconsentito che solo 150 persone possano partecipare all’evento, ma loro – che amano molto la gente – ne vorrebbero molte di più, e da questo nasce il weddingwishlist.com

Sito che ha l’intento di aiutare la realizzazione di questo matrimonio, pienamente al sogno di Marco e Sara, che offrono la piena libertà ad assistere alla cerimonia a tutti coloro che doneranno un piccolo contributo, non solo alla Cerimonia del Thé, ma anche per il loro viaggio lungo la costa orientale degli Stati Uniti; questo inizierà da Los Angels (con aereo decollato da Roma) per poi giungere a Los Cabos, tutta “on the road”, visitando Las Vegas, San Diego e altre mete da loro scelte.

Un piccolo gesto per dar nutrimento e prosperità al sogno di una coppia che crede ancora nell’amore e nell’unione del matrimonio, buddista in questo caso.

p.s. : Un abbraccio ai vostri cuori – Emanuele Tolomei

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