Il “Grande fratello” Google calpesta i SEO
Written by; Jahnelle Pittmen & Gabriella Sannino

grande fratello
Innanzitutto, lasciate che mi presenti ai lettori abituali di Gabriella. Sono Jahnelle (alias JR) e sono una degli specialisti SEO di Level343. Bene, esaurite le presentazioni, andiamo al punto:
Mi piace Google, davvero. In qualità di azienda SEO “white hat”, Level343 ha sostenuto Google ripetutamente. Quando Google ha fatto pressioni per le linee guida SEO, li abbiamo appoggiati. Quando hanno reso possibile che le persone vedessero le case degli altri su Google Maps, ho pensato, “Beh, perché no? Assicuratevi solo di avere il cortile in ordine.”
A un certo punto, Google ha detto che è meglio mettere “nofollow” sui link a pagamento e ovunque non si desideri che vadano i crawler. Allora, due giorni fa, Matt Cutts (membro del team Search Quality di Google) dice che non bisogna usare tag nofollow su nient’altro se non i link a pagamento.
Nel suo blog, sottolinea che al Grande fratello Google stanno di nuovo cambiando il modo in cui funzionano le cose, perché la gente usa i tag nofollow come “Page Rank Sculptor”. In pratica, la gente cerca di manipolare il modo in cui il PageRank scorre attraversa i loro siti.
Ora, questo non è un grande affare in sé stesso o di per sé. Per come la vedo io, è solo un ennesimo esempio di come Google stia facendo quello che fa Google, come sempre. Tuttavia, una o due settimane fa, mi sono imbattuta in un po’ di notizie che mi hanno proprio colpita. Sebbene sia stata ben zitta finora, più ci penso più la cosa mi irrita. In effetti, sono talmente esasperata che mi sono decisa a scrivere sul blog di Gabriella per la prima volta.
Alla conferenza You & A con Matt Cutts , Cutts ha ammesso che Google profila i SEO! Naturalmente, ciò è successo qualche settimana fa, quindi potete trovare questa notizia dappertutto in rete:
Google Profiles SEO As Criminals – Outspoken Media
Google Profiles SEOs – Wolf Howl
Will Google Judge You Guilty of SEO – Grok Dot Com
SEOs Are Not Criminals – Huomah
Per fare il punto sull’indignazione (secondo me, giustificabile) riversata attraverso strade e stradine di Internet, molti SEO, se non tutti, sono disgustati quanto me. Michael Gray, un notissimo consulente SEO, ha dichiarato con tono sarcastico:
“Ciò che consiglio a voi tutti è di non coinvolgere nessuno nell’esperienza SEO, in alcuna delle vostre tattiche di costruzione dei link, fatele gestire interamente da un addetto alle pubbliche relazioni e andrà benissimo per voi, Google la fa franca…o almeno regalando automobili gratis, telefoni cellulari e viaggi con spese pagate in cambio di link.”
In pratica, Cutts dice che i SEO sono “ad alto rischio” e “persone che fanno le cose solo in cambio dei link”. Che cosa? Continua dicendo che se un link sia o meno equo è una “questione di intenzioni”. In altre parole, Google ora può leggere nelle vostre menti per scoprire se un link riguarda la pertinenza o l’ottenimento di un “link deliberato”. Credo che Lisa Barone si sia espressa nel modo migliore in “Google Profiles SEO as Criminals” su Outspoken Media (v.di link precedente):
“Google, devi piantarla come la faccenda delle intenzioni. Non hai ALCUN MODO per stabilire i pensieri di qualcun altro. Non conosci il volto del male. Non lo hai mai conosciuto. E in questi giorni, il volto del male che stai cercando con tanto impegno in giro sei TU che continui a far pressioni sul web intimidendo i webmaster, applicando doppi standard e giocando al gioco delle indicazioni sbagliate.
“E in caso vi fosse qualche confusione, il tuo standard, la risposta delle ’spalle al muro’, “puoi fare tutto ciò che vuoi con il tuo sito, ma è il nostro indice” non è AFFATTO una risposta. Sei tu che fai il prepotente. È un abuso di potere. E, cosa ancora più importante, è SBAGLIATO.
“Profilare un sito associato a un SEO come fosse “ad alto rischio” non è meno grossolano e un abuso di potere che un poliziotto che interroga un ragazzino nero che passa per caso nella strada sbagliata.”
*Applausi* a Lisa! Come ho già detto all’inizio, Level343 è una azienda SEO ‘white hat’; abbiamo fatto del nostro meglio per assicurarci che tutto ciò che facciamo sia trasparente in modo che i nostri clienti non siano penalizzati. Insistiamo sulla necessità di contenuti forti e rilevanti sui nostri clienti, i nostri lettori e chiunque sia interessato a ottimizzare il proprio sito web. Come Google, la nostra maggiore preoccupazione è la qualità del vostro sito web; vogliamo che i vostri visitatori ritornino alla ricerca di contenuti ancora più sostanziosi e pieni di informazioni.
Non ci occupiamo di link farm, link a pagamento (se non a scopi pubblicitari) o di alcun altro tipo di link che possa essere considerato ‘black hat’. Il fatto che ciò non sia importante, che i SEO siano considerati “ad alto rischio” solo perché siamo SEO è un po’ troppo perché possa accettarlo senza fiatare.
Michael Gray, Lisa Barone e molti altri si stanno mettendo insieme per fare in modo che la gente venga a conoscenza di questo cattivo comportamento di Google. Ora, interveniamo anche noi. Fate circolare i blog e gli articoli su questo argomento. Fate sapere agli altri che Google sta calpestando e superando ciò che è giusto, accettato e legale.
Vergognati, Google.
Per saperne di più: http://www.level343.com/article_archive/2009/06/17/%E2%80%9Cbig-brother%E2%80%9D-google-steps-on-seos/#ixzz0JGUl4llP&C

[...] fonte: Il “Grande fratello” Google calpesta i SEO | Esperto SEO Articoli correlati: SAMHAIN 2009 | Esperto [...]