Influenza, oltre il danno la beffa

Influenza
Non voglio entrare nel merito della qualità delle decisioni politiche prese dal ministro Brunetta, ma voglio solo sottoporre all’attenzione di tutti una situazione che riguarda molti dipendenti del mio settore ( asili nido comunali).
Lavorando con bambini molto piccoli, sono spesso esposta a infezioni batteriche e virali più che in altri settori.
Con il tempo ovviamente il mio corpo è diventato immune da molte piccole patologie che mi aggredivano nei primi anni di lavoro.
In ogni caso non sono esente dal contrarre influenze, virus intestinali, congiuntiviti, tonsilliti, bronchiti, ecc, tutto ciò oltre ad avere un prezzo per quanto riguarda la farmacia prevede la decurtazione giornaliera di una parte del mio stipendio in caso di assenza per malattia nei primi dieci giorni.
La cifra è di circa 8 euro al giorno, certo può sembrare poco, ma per una banale influenza, in cui mi assento dal lavoro circa cinque giorni il corrispondente è di 40 euro in meno nella busta paga..
Essendo dipendente pubblica e avendo delle trattenute mensili per le tasse, ritengo di fare il mio dovere e di pagare già un’eventuale assenza.
Perché allora devo pagare ancora la malattia?
Anche se non sono esperta in merito, mi sembra di pagare due volte la stessa cosa.
Io non conosco i “fannulloni” che operano all’interno del settore pubblico, ma non credo che si possa generalizzare, forse si colpisce nel mucchio senza prendere bene la mira, c’è un detto che dice “Fatta la legge trovato l’inganno”, chi vuole fare il furbo riesce in ogni caso.
La decurtazione vale solo per i primi dieci giorni di malattia, mi sembra proprio per l’assenza dovuta a forme influenzali,
quest’anno poi non c’è solo l’influenza stagionale ma anche quella suina, quindi tutto ciò mi costerà quasi cento euro.
Inoltre avendo contratto la malattia prima dell’arrivo del vaccino, non ho potuto fare neppure quello, che per il mio settore era garantito.
E’ proprio il caso di dire oltre il danno la beffa.
