Il gioco della scala 40
Forse non tutti sanno che la scala 40 (detta anche Scala a chiusura) è un gioco di carte che soppiantò il Ramino, dal quale ha ereditato gran parte delle regole e che ad oggi viene considerato un gioco a sé stante.
L’antenato di questo gioco è dunque il Ramino, gioco di origine anglosassone che si diffuse in Italia negli anni ‘20 e ‘30, derivato molto probabilmente da un gioco americano nato in Texas: il rummy.
Il gioco del Ramino presenta diverse varianti, tra le quali la più conosciuta è proprio la scala 40.
Per la sua grande semplicità il gioco ha da subito riscosso un grande successo e oggi conta milioni di praticanti.
Si è diffuso anche come gioco di società, praticabile sia in famiglia che nei circoli o in un ambito elitario e di salotto.
Ma torniamo alla scala 40. Si gioca con 2 mazzi de 54 di carte francesi.
Il numero dei giocatori varia da 2 a 5, con ciascun giocatore che gioca per conto proprio.
Come per la maggior parte dei giochi di carte, il suo esito dipende principalmente dalla sorte, ma sarebbe inopportuno qualificarlo come un gioco di azzardo perchè di fatto non consente di poter bluffare (a differenza di quanto accade nel poker) e la posta messa in gioco non può crescere perchè manca (con eccezione di alcune varianti) la possibilità di poter rilanciare.
Le principali varianti di gioco riguardano l’utilizzo che viene fatto dei Jolly, decidendo se usarli o meno.
Altre varianti prevedono che il cartaio riceva 14 carte invece di 13 e al primo turno scarti senza pescare, in modo da avere 13 carte come gli altri giocatori.
La variante con la quale è possibile aprire anche con tris o scale con un punteggio che è inferiore a 40 prende il nome di Machiavelli.
Un’altra variante del gioco è la seguente: in caso venga scartato un jolly come ultima carta, gli avversari raddoppiano i propri punti.
Se i jolly scartati sono 2, gli avversari triplicano i propri punti e cosi via.
