Il tempo della noia

Noia
E’ un pomeriggio piovoso, sono in cucina, guardo dalla finestra, il prato del giardino di fronte è diventato un mantello colorato dalle foglie cadute dagli alberi, potrei stare ore ad osservare quelle sfumature che sembrano le stesse che ritrovo nella mente umana, sono i colori dell’autunno.
Mio figlio si avvicina, vuole accendere la televisione ma gli dico di no, rimane fermo e mi dice quella parola che è alla base della nascita della creatività:-
“Mamma mi annoio”
Mille volte sono in contatto con bambini nel mio lavoro, li osservo e mi rendo conto che non sanno giocare, ricordo i pomeriggi magici da bambina a giocare con nulla , esisteva la noia, ma si potevano inventare mille giochi fatti di immaginazione e di poche cose.
“Creatività è dare forma ad una fantasia”.
Gli studiosi affermano che la creatività di un bambino possa dipendere dall’ambiente in cui vive.
Se l’ambiente favorisce lo sviluppo mentale e fisico del bambino, si crea un terreno fertile per la sua creatività.
Stimolando la fantasia si sviluppa, quindi, il pensiero creativo.
Come?
Attraverso diverse attività: leggere, manipolare la materia, disegnare, dipingere.
Oggi non si manipola, si hanno mille stimoli ma non si può più toccare perché molti degli stimoli vengono dalla tv.
Un modo per ritrovare quell’aspetto sono i laboratori creativi , rallentare il tempo, insomma, prendersi quello che serve, è l’opportunità che Munari suggerisce nei suoi laboratori per creare un’oasi di presenza in un quotidiano fatto di continui impulsi e distrazione.
Le idee non vengono proposte dagli adulti, nascono dalla sperimentazione, secondo il principio didattico: “Non dire cosa fare ma come”.
Il metodo si basa sul fare affinchè i bambini possano esprimersi liberamente senza l’interferenza degli adulti, diventando indipendenti e imparando a risolvere i problemi da soli. “Aiutami a fare da me” è anche il motto di Maria Montessori.
Il laboratorio è dunque un luogo di creatività e conoscenza, di sperimentazione, scoperta e autoapprendimento attraverso il gioco: è il luogo privilegiato del fare per capire, dove si fa “ginnastica mentale” e si costruisce il sapere.
E´ anche un luogo di incontro educativo, formazione e collaborazione. Uno spazio dove sviluppare la capacità di osservare con gli occhi e con le mani per imparare a guardare la realtà con tutti i sensi e conoscere di più, dove stimolare la creatività e il “pensiero progettuale creativo” fin dall’infanzia.
Per concludere, dopo aver fatto questo riflessioni, ho vestito mio figlio con un paio di stivali e una mantella e invece di passare il pomeriggio davanti alla televisione, gli ho fatto toccare i colori dell’autunno.

