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	<title>Commenti a: La Cisl scuola in piazza</title>
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		<title>Di: Maurizio</title>
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		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 20:56:09 +0000</pubDate>
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		<description>Chissà se prima di essere nominata, la &lt;strong&gt;Gelmini&lt;/strong&gt; sapeva già che il suo ministero sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: sorta di &lt;strong&gt;Cavallo di Troia&lt;/strong&gt; usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un &lt;strong&gt;sistema di tagli indifferenziato&lt;/strong&gt;, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro Paese: la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta &lt;strong&gt;7,8 miliardi&lt;/strong&gt; di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’Istruzione Scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di &lt;strong&gt;“maestro unico”&lt;/strong&gt; con quello di &lt;strong&gt;“maestro prevalente”&lt;/strong&gt; del quale, nel decreto non c’è nessuna traccia: &lt;a href=&quot;http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Quello che colpisce, oltre al Titolo: “&lt;em&gt;Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università&lt;/em&gt;“; sono le &lt;strong&gt;Premesse&lt;/strong&gt;: “&lt;em&gt;Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”. E come direbbero a Napoli: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cà nisciuno é fesso&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;!!!!
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se prima di essere nominata, la <strong>Gelmini</strong> sapeva già che il suo ministero sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: sorta di <strong>Cavallo di Troia</strong> usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un <strong>sistema di tagli indifferenziato</strong>, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro Paese: la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta <strong>7,8 miliardi</strong> di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’Istruzione Scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di <strong>“maestro unico”</strong> con quello di <strong>“maestro prevalente”</strong> del quale, nel decreto non c’è nessuna traccia: <a href="http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106" rel="nofollow" target="_blank" class="liexternal"><strong><a href="http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106" rel="nofollow">http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106</a></strong></a>. Quello che colpisce, oltre al Titolo: “<em>Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università</em>“; sono le <strong>Premesse</strong>: “<em>Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla </em><strong><em>cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…</em></strong>”. E come direbbero a Napoli: <em><strong>Cà nisciuno é fesso</strong></em>!!!!</p>
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