La Cisl scuola in piazza

Scuola
Oggi si sta svolgendo a Roma una manifestazione promossa dalla Cisl per protestare contro i tagli del ministro Gelmini alla scuola.
La Cisl ha voluto in questo modo ribadire la richiesta al governo di annullare il piano di contenimento della spesa che per quest’anno vorrebbe dire 37 mila alunni in più e 42 mila docenti in meno.
Sempre secondo Bonanni ciò significherebbe che le classi saranno necessariamente molto più numerose, con una conseguente maggiore difficoltà nell’apprendimento per gli alunni e per gli insegnanti di portare a termine il loro programma didattico.
Il ministro Gelmini in una nota ribadisce invece che con i tagli la spesa per la scuola dell’Italia verrebbe allineata a quella Europea.
http://www.youtube.com/watch?v=laWXZV3EM6c

Chissà se prima di essere nominata, la Gelmini sapeva già che il suo ministero sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze: sorta di Cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro Paese: la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’Istruzione Scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, nel decreto non c’è nessuna traccia: http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106. Quello che colpisce, oltre al Titolo: “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“; sono le Premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!