Esperto SEO

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Non ci piace andare al passo con i cambiamenti di Google

Ci piace invece fare cose per costringerlo a cambiare, a migliorarsi, a diventare quello che vogliamo noi e i nostri clienti

Emanuele Tolomei

CLIENTI

  • Nailover

    Nuovo Marchio ideato da Eva Burai, leader nel mercato della ricostruzione unghie e Nail Art in Italia

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  • RELESSERE

    Ecommerce specializzato nella vendita di prodotti naturali e biologici, rivolti al benessere e la cura della persona

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  • Triono

    Marchio di eccellenza per sportivi che cercano performance sempre più entusiasmanti. Consigliato per ciclisti e podisti sia uomini che donne

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  • Piesseti

    Azienda specializzata nel montaggio e assistenza serramenti e infissi Finstral nella zona di Milano, Como, Monza e Brianza e Lecco

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  • Elsa Boutique

    Luxury Shop di Abbigliamento con tanti anni di Storia nel mondo della Moda, Elsa Boutique è una garanzia del settore

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PROGETTI

Girofferte

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Girofferte è il progetto di punta di Esperto SEO

In continuo sviluppo dalla seconda metà del 2014 a questa parte

Caratteristiche MultiCountry e Multilingua

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Il Team

Emanuele Tolomei

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Paolo Sensidoni

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Responsabile Commerciale

Stefania Trabalza

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Responsabile risorse

Danilo Petrozzi

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Consulente SEO

Luca Bernardini

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Tania Discardi

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Gestione LazioCatering

Patrizia Trabalza

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Amministrazione

Blog

Area 120: L’incubatore di Startup di Google

Area 120: L’incubatore di Startup di Google

Area 120: è questo il nuovo nome del progetto che dovrebbe essere lanciato a breve da parte di Google, il cui scopo sarà uno solo: evitare che idee brillanti possano passare alla concorrenza.

Un progetto utile per Google

Google pare ci tenga tantissimo ai suoi dipendenti, molto di più di quanto si possa immaginare.

Ma l’affetto risulta essere reciproco oppure no?

Seppur sia stato ripetutamente riportato su diversi quotidiani, come il Fortune, che l’azienda della grande G sia il miglior posto dove prestare servizio, sembra che gli impiegati non siano molto soddisfatti dell’azienda stessa, al tal punto da voltarle le spalle.

Ma cosa accade quando, un dipendente particolarmente brillante abbandona Google?

Esso decide di prestare servizio in altre aziende concorrenti di Google e di rendere reali quei progetti che, magari, non sono stati presi in considerazione dalla stessa azienda.

Per questo, la stessa azienda di Google, ha ben pensato di blindare i suoi dipendenti: ma in che modo?

Semplicemente creando un’area che sarà interamente dedicata alle startup, che prenderà il nome di Area 120, secondo quanto riportato dal sito The Information.

Il progetto di Google sarà mirato ad uno scopo ben preciso: evitare che, i grandi cervelli che lavorano per l’azienda, possano di punto in bianco voltarle le spalle e offrire un servizio per la concorrenza, creando programmi che avrebbe potuto sfruttare proprio Google.

Come funzionerà l’incubatore di startup

Il progetto Area 120, che per ora rimane un’indiscrezione, avrà un funzionamento particolare, sempre secondo quanto riportato dalla rivista e sul sito web di The Information, permetterà ai dipendenti che hanno una particolare idea, di poterla trasformare in realtà.

Chi decide di creare nuove startup, dopo aver ricevuto il permesso da parte di Google, si stabilirà nei nuovi uffici di San Francisco, dove potrà rimanere per alcuni mesi.

google san francisco

Uffici Google di San Francisco

Durante questo lasso di tempo, grazie al business plan ed al progetto personale, nonché grazie ai fondi che verranno forniti dalla stessa Google, i dipendenti potranno lavorare sulla loro idea e svilupparla, cercando di rendere reale il progetto che gli stessi dipendenti hanno proposto all’azienda.

Se il progetto dovesse andare in porto, la nuova azienda potrà effettivamente vedere la luce, ma sarà strettamente collegata a Google: questa quindi avrà poca indipendenza ma, nel contempo, potrà crescere sotto il punto di vista del profitto e potrà anche ottenere ulteriori fondi per potersi sviluppare e migliorarsi col passare del tempo.

Per ora però si parla solo di un eventuale progetto ponderato da parte di Google: non vi sono dati concreti che permettono di avere la certezza che, questa particolare tipologia di progetto, possa divenire reale al cento per cento.

Chi saranno i responsabili

Bradley Horowitz

Bradley Horowitz

Se Area 120 dovesse vedere per davvero la luce, a capo del progetto verranno posti Don Harrison e Bradley Horowitz, ovvero due delle figure storiche che operano per Google.

Il loro compito sarà abbastanza semplice: seguire, passo per passo, il processo di creazione della startup ed eventualmente apportare delle modifiche al suddetto, in maniera tale che i dipendenti, che hanno avuto l’idea, possano evitare di commettere degli errori che potrebbero essere tutt’altro che piacevoli da affrontare.

Don Harrison

Don Harrison

Ma i due manager, che verranno posti al commando di Area 120, non hanno espresso alcun commento, segnale ulteriore che, il progetto delle startup fatte in casa da Google, risulta essere ancora virtuale e non vi sono degli elementi concreti che possano permettere di parlare di un progetto reale pronto ad essere realizzato in tempi assai rapidi.

Gli errori passati di Google

Google ha deciso quindi di correre ai ripari per evitare ulteriori e clamorosi addii che potrebbero far mangiare le mani ai responsabili massimi dell’azienda.

Soltanto pochissimo tempo fa, dopo l’addio di Instagram, il popolare social network, che in passato apparteneva a Google, è riuscito a risorgere dalle sue ceneri ed a generare un grandissimo profitto, che ha fatto pentire i responsabili di Google di essersi lasciati scappare l’occasione di monetizzare sfruttando appunto tale progetto, che è valso milioni di dollari ai suoi fondatori.

Regina Dugam

Regina Dugam

Anche l’abbandono di Regina Dugam è stato un colpo basso per Google: l’ex dipendente delle tecnologie dell’azienda, ora in forza presso Facebook, è riuscita ad apportare delle migliorie al social network, permettendogli di ottenere un’ulteriore ondata di successo senza precedenti.

E come scordarsi anche di Alphabet, che dopo essersi staccata da Google, è riuscita a riorganizzare perfettamente la propria azienda, riuscendo a portare il fatturato a venti milioni di dollari nella prima parte del 2016, circa il venti percento in più rispetto al 2015 quando apparteneva a Google.

Proprio tutta questa serie di passi falsi, commessi con ingenuità da parte di Google, hanno permesso alla stessa azienda di pensare di creare un progetto tanto semplice quanto innovativo quale Area 120, utile per evitare altri clamorosi errori nati, in alcune occasioni, dalla poca pazienza mostrata dalla stessa Google.

Solo il tempo sarà in grado di dire se, il progetto Area 120, diverrà reale oppure se rimarrà un progetto virtuale e se l’azienda si farà scappare dalle mani altri progetti interessanti come quelli prima citati.

Instant Articles. Attivati!

Instant Articles. Attivati!

Dopo qualche giorno di test e aggiustamenti, abbiamo finalmente ottenuto l’approvazione da parte di Facebook per pubblicare Instant Articles sulla nostra pagina ufficiale.

Non ho la minima idea, al momento, del potenziale di questo strumento, che per noi è assolutamente nuovo, ma inizieremo da subito a testarlo per capirne le opportunità effettive e i vantaggi che potrebbero trarre i nostri clienti nell’integrare questa funzionalità ai loro siti aziendali.

Qualche piccolo intoppo 🙂

Consigliamo da subito, per chi ha pochi articoli nel proprio blog, di fare molta attenzione al momento della richiesta di approvazione, in quanto se dovesse andarvi male alla prima, poi dovete produrre almeno 10 articoli nuovi prima di poter richiedere una nuova riconsiderazione.

Io sono stato fortunato perchè avendo qualche articolo in più, oltre i 50 richiesti come minimo, ho risolto la cosa cambiando semplicemente la data di alcuni di essi, mettendola a ridosso dei giorni scorsi al fine di aggiornare il feed che viene utilizzato per compilare il modulo di Instant Articles sulla pagina Facebook alla voce Strumenti di Pubblicazione.

Per farmi aiutare nell’opera, ho installato su espertoseo.it, il plugin per WordPress Pagefrog

Di fatto non è stato molto utile perchè il tema viene snobbato in fase di preanalisi, ma avendo un sistema di generazione del Feed RSS proprietario, è risultato invece determinante per creare dei contenuti già filtrati da altri plugin e con i giusti tag richiesti dalle norme di Facebook

L’altra utilità è stata il fatto di poter molto facilmente, integrare la pubblicità di Facebook, ovvero Audience Network

Staremo a vedere quanto può rendere in termini economici, anche se sicuramente, in questo caso, avere un sito di bufale un tanto al chilo, porta sicuramente più vantaggi. Ma questo è un’altra storia, meglio non diventare polemici 🙂

Se qualcuno avesse domande a riguardo saremo molto lieti di aiutarlo nella procedura e/o nella progettazione di un piano editoriale magari finalizzato ad entrare in Instant Articles

Pagerank, la fine di un mito

Pagerank, la fine di un mito

Il Pagerank ormai appartiene alla storia: tale dato non sarà più visibile tramite la famosa barretta verde di Google

Che cos’è il Pagerank?

Perché è stato rimosso ?

Le motivazioni che si trovano girando per il web sono tante e assurde, esempi: chi parla di un guasto che non è stato possibile riparare, chi invece di dato superfluo, in quanto qualificare il sito web mediante tale dato sembrava essere superficiale, ed anche chi parla di nuova era del SEO.

La mia modesta spiegazione è inceve che il Pagerank era ormai diventato facilmente manipolabile e Google stava spendendo più soldi per capire come riconoscere i contraffattori, piuttosto che investire in qualcosa che lo sostituisse, poi a un certo punto lo ha capito 🙂

Quella piccola barretta verde, che per tanto tempo aveva reso unico il web e soprattutto Google, non è più presente a partire dal 18 aprile 2016 circa.

Tale notizia non giunge come nuova alle orecchie di coloro che si occupano di posizionamento nei motori, anche se negli ultimi anni il pagerank era preso in considerazione solo da chi vendeva e comprava link: da diversi anni a questa parte, infatti, Google aveva pensato di rimuoverlo ma, fino ad ora, la decisione era stata rimandata di anno in anno.

Un saluto commosso al Pagerank 🙁

Crescere in digitale, un progetto per coprire 75 mila posti di lavoro

Crescere in digitale, un progetto per coprire 75 mila posti di lavoro

La crescita digitale risulta essere molto importante: per questo motivo, sul suolo italiano, nasce un progetto assai interessante, che si sviluppa sul web, in grado di garantire un buon futuro sia ai giovani disoccupati che alle aziende.

Settantacinque mila posti di lavoro vacanti

Spesso, quando si sente parlare di disoccupazione, non si prendono in considerazione le motivazioni per le quali, i giovani, non riescono ad avere la possibilità di entrare nell’organico di un’azienda, cosa che permetterebbe loro di poter scrivere, senza alcun problema, pagine e pagine del loro futuro.

Una motivazione, per la quale si parla di tale problema, consiste nel fatto che, molti giovani, non hanno tutte le competenze adatte per poter entrare nella suddetta azienda e nell’ambito lavorativo.

Attenzione, ovviamente: la crisi gioca un ruolo non proprio fondamentale in quanto, secondo alcuni dati, sono circa settantacinque mila i posti vacanti sul suolo italiano che riguardano un particolare ambito, ovvero quello del web e della crescita digitale di un’azienda.

Pochi giovani, al giorno d’oggi, sanno cosa vuol dire operare col web e sfruttare al massimo tutti i loro strumenti: esiste quindi un’opportunità che garantisca loro la possibilità di poter conquistare quelle competenze e poter invertire un trend che sembra essere impossibile da invertire in maniera immediata e senza complicazioni?

Un servizio per occupare i posti di lavoro vacanti

Fortunatamente, al giorno d’oggi, una soluzione per poter coprire questi posti ancora vuoti e privi di una figura lavorativa, esiste e risulta essere presente online: essa prende il nome di www.crescereindigitale.it, cosa che risulta essere molto importante e che soprattutto garantisce, ad un giovane, di ottenere tutte quelle competenze, online ed offline, che gli permettono di poter avere la possibilità di poter entrare a far parte del vasto mondo del lavoro, che per molti risulta essere ancora un aspetto oscuro nel quale non si riesce ad entrare.

Pertanto bisogna sottolineare che, sfruttare questo particolare servizio, risulta essere la soluzione migliore per poter avere, dalla propria parte, tutte quelle capacità che potrebbero essere richieste da un’azienda e che riguardano sia aspetti collegati strettamente al web, sia quelli che riguardano altri ambiti.

Grazie alla piattaforma www.crescereindigitale.it, la cui iscrizione risulta essere completamente gratuita, sarà possibile poter ottenere un ottimo successo grazie al web.

I corsi, infatti, si svolgono in maniera semplice e soprattutto immediata: tantissimi giovani sono rimasti soddisfatti di tale servizio, che ha permesso loro di entrare finalmente nel mercato del lavoro, cosa che ha cambiato radicalmente la loro vita.

Come funziona il servizio dei corsi

Questo particolare servizio ha uno svolgimento molto semplice: i giovani vengono formati su particolari aspetti che potrebbero riguardare una o più mansioni che devono essere svolte per un’azienda.

Le stesse aziende, una volta che trovano i giovani formati, hanno la possibilità di poter far fare loro un tirocinio, ovviamente remunerato, che garantisca loro la possibilità di poter inserire, nell’organico aziendale, quella figura lavorativa tanto ricercata.

Si tratta quindi di un meccanismo che risulta essere assai semplice da analizzare e che non comporta alcun tipo di conseguenza negativa.

Il sito web, oltre formare i giovani, ospita anche tutte quelle aziende, tra le quali spiccano quelle senza figure lavorative nell’ambito online del loro organico, e garantisce loro la possibilità di poter trovare una figura professionale priva di aspetti negativi che potrebbe, in qualche modo, influire in maniera pesante, sul profilo di quel candidato.

Sostanzialmente, la piattaforma funge da marketplace, dove l’offerta e la domanda, relativa al mondo del lavoro, s’incontrano senza alcuna problematica, garantendo ad una persona la possibilità di poter raggiungere i propri obiettivi senza grandi perdite di tempo tutt’altro che piacevoli da affrontare.

Alcuni dati sul progetto

Per mettere in risalto i vantaggi che derivano da tale progetto, bisogna anche parlare dei dati che riguardano il progetto stesso: per ora, l’unico dato del quale si è parlato risulta essere quello relativo ai posti vacanti nell’ambito online, pari a circa settantacinque mila unità.

Sono invece centocinquanta circa le storie dei giovani che, una volta utilizzato tale servizio, sono riuscire a trovare un posto fisso in un’azienda, occupando proprio uno di quei posti che risultano essere scoperti nelle varie aziende.

Da aggiungere naturalmente che, i giovani che hanno deciso di iscriversi a tale progetto, spinti dalla voglia di essere produttivi, sono circa cinquantadue mila: si tratta di una grande cifra che risulta essere un ottimo dato e che mette in risalto il fatto che, i giovani italiani, hanno voglia di lavorare.

Sono tre mila circa quelle persone che hanno finito di seguire i corsi, che si articolano in lezioni molto semplici che formano i lavoratori.

Cinquemila le aziende che cercano un nuovo componente per occuparsi dell’aspetto online dell’azienda stessa.

Essi sono i dati che riguardano www.crescereindigitale.it, che risultano essere positivi e che devono stimolare i giovani nel non abbandonare il loro obiettivo, ovvero quello di sfruttare la crescita digitale per poter creare il proprio futuro.

Anchor Text

L’Anchor Text (o àncora) è la porzione di un link che è visualizzata dall’utente ed è cliccabile dallo stesso.

Nell’esempio precedente “Portale sui fiori” del tag <a> rappresenta l’Anchor Text del link esaminato.

In ambito SEO l’anchor text è molto rilevante. Se una nostra pagina riceve un link la cui ancora è una keyword importante, riusciremo a posizionarci più facilmente per quella determinata parola.

L’effetto dell’Anchor Text sul posizonamento merita molta attenzione. A parte i vari esempi di Google Bombing nella storia, osserviamo questo semplice esempio:

In questo esempio potete notare che cercando “clicca quì”, Google rileva, come primo risultato, la pagina di installazione di Flash. All’interno di quella pagina, però, non c’è mai la keyword “clicca quì”.

Perchè accade questo?

Quella pagina di Adobe ha accumulato negli anni una quantità enorme di backlink la cui ancora è “Clicca quì”, grazie alle pagine in cui spesso Adobe ci avvisa che Flash non è installato o non aggiornato (e ci dice che “per scaricare clicca quì”).

Solo il fattore Anchor Text, quindi, ha permesso a questa pagina di essere prima per la keyword esatta.

Sitemap o Mappa del sito

Sitemap o Mappa del sito

La sitemap ( mappa del sito ) è una pagina ( più comunemente un file .XML ) che elenca in modo ordinato e gerarchico tutte le pagine di un determinato sito.

Lo scopo della sitemap generalmente è quello di facilitare il compito di crawling dei bot dei motori di ricerca.

Attraverso la sitemap, per esempio, googlebot riuscirà più agevolmente a trovare tutti i contenuti del sito e ad accorgersi di eventuali modifiche o aggiornamenti.

Per i vari CMS ( Content Management Systems ) esistono dei plugin/componenti che generano e gestiscono questa sitemap al posto nostro come Google XML Sitemaps ( WordPress ) o XMap ( Joomla ).

Google, attraverso il suo WebMaster Tools, ci invita espressamente ad inserire una sitemap per il sito.

ALT Tag

L’ALT è un attributo (tag) che può essere aggiunto alla sintassi HTML delle immagini. L’ALT, in sintesi, rappresenta la spiegazione dell’immagine. Lo spider di Google, come ogni altro software, non può riconoscere il contenuto di un’immagine (vede solo un pò di codice binario! ) per questo fa affidamente al codice ALT per “capire” che cosa sia rappresentato nella foto.

L’ALT viene anche visualizzato all’utente se, per esempio, l’immagine non è reperibile, o se l’utente ha disattivato la visualizzazione delle immagini o se viene utilizzato un reader per persone cieche.

In questo esempio la trasformazione di un immagine normale in una con il tag Alt:

<img src=”fiorellino.jpg”>

<img src=”fiorellino.jpg” alt=”Fiore blu di montagna”>

Videocorso SEO

Considerati i tempi veloci che offre il web, dove il tempo è un elemento fondamentale per acquisire informazioni rapide, nascono i Video Corsi Seo.

CONTATTANDOCI potrai richiedere un Video Corso mirato. Alcuni argomenti di pubblico interesse:

  • Come fare link building
  • Come si installa Joomla, WordPress, altri cms
  • Come posso usare le mie statistiche di analytics
  • Quali sono le criticità del mio sito? ( Analisi del sito online )
  • Verifichiamo ogni singolo caso…

Le vostre richieste verranno divise in 2 tipologie specifiche:

  1. Domande di pubblica utilità
  2. Domande personalizzate

Quelle che riterremo di pubblica utilità, saranno accessibili dal sito nella sezione corsi, mentre quelle personalizzate, verranno divulgate solo ed esclusivamente a chi ne ha fatto richiesta previo accettazione di preventivo e non verranno in alcun modo cedute a terzi.

Tempi di realizzazione Video Corsi Seo 48 ore (dall’accettazione preventivo).

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Backlink

Un backlink è un collegamento ipertestuale che punta ad una determinata pagina. E’ sinonimo di inbound link, incoming link e link in entrata.

In ambito SEO, la qualità e la quantità dei backlink sono un fattore importante per il posizionamento dei siti Web.

Per analizzare i backlink di un proprio sito è possibile utilizzare vari tools gratuiti o a pagamento (es. Google Webmaster Tools, LinkDiagnosis, Open Site Explorer, BackLinkWatch).

No Profit

Canile rifugio di Monte Argento

Canile rifugio di Monte Argento

Monte Argento è un canile rifugio in provincia di Terni. Emanuele Tolomei e Tania Discardi si sono impegnati personalmente per questa causa con frequenti visite al canile, pubblicazioni sul network Esperto SEO e attraverso la partecipazione attiva a programmi televisivi locali.

Attraverso l’ideazione e progettazione di loghi e volantini, Esperto SEO si pone in prima fila, a livello locale, per sponsorizzare l’attività del canile che ha bisogno, oggi più che mai, di aiuti economici visto l’elevato numero di “piccoli ospiti”.

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Un volo per Anna

Un volo per Anna

Un Volo per Anna è una associazione ONLUS che persegue finalità di solidarietà sociale e che svolge varie attività di assistenza in campo sociale e sanitario in aiuto di disabili fisici e psichici, nonché delle relative famiglie.

Anna Malatesta è una bambina bella e simpatica che può solo sorridere. E’ affetta dalla Sindrome di Rett, una patologia che non le permetterà mai di correre, giocare o parlare. La Sindrome di Rett è una “malattia neurodegenerativa dell’evoluzione progressiva” che colpisce un soggetto su 10.000 e che rende il paziente totalmente dipendente dagli altri per tutta la vita.
Dall’impegno di volontari, amici e parenti nasce questo splendido sito/progetto per aiutare Anna e per sensibilizzare le persone su una patologia grave come la Sindrome di Rett.

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Voglio fare l’astronauta

Voglio fare l’astronauta

Emanuele Tolomei è coideatore, insieme a Adriano Maria Maiello e Valentina Ferraro del progetto Voglio fare l’astronauta.
Il progetto è nato per far fronte ad una piaga fin troppo diffusa: la pedofilia. Un intenso video di quasi 12 minuti cerca di portare alla luce questo fenomeno che ha rovinato la vita di numerose anime innocenti.

Il video simbolo del progetto è stato diretto da Adriano Maria Maiello e ha visto la partecipazione di numerosi personaggi dello spettacolo, tra cui:
Milly D’abbraccio, Giorgio Albertazzi, Marco Columbro,Enrico Ruggeri, Claudia Gerini, Alessio Boni, Gio’ Di Tonno, Milena Vukotic, Alessandro Benvenuti, Achille Oliva, Lisa,Antonio Maiello, Valerio Zelli (Cantante degli ORO), Mariangela D’abbraccio, Francesco Tavassi, Marcello Cirillo, Enzo De Caro, Maurizio Costanzo, Luca Ward, Giampiero Ingrassia, Jacqueline Ferry, Dario Ballantini..Dorian….

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